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Notizie12 Ottobre 2021

A Roma il sistema non può accettare la vittoria di Michetti

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
L'autore analizza le elezioni comunali di Roma, evidenziando il rischio della vittoria di Michetti per il PUD. Si discute anche dell'importanza dei miliardi del recovery e delle dinamiche interne ai partiti.
Punti chiave
  • Il PD ha schierato Roberto Gualtieri per le elezioni romane.
  • Michetti, candidato della Meloni, è in vantaggio nei sondaggi.
  • La vittoria di Michetti sarebbe insostenibile per il PUD.
  • L'elettorato romano potrebbe sorprendere il sistema con il voto.
  • Il pericolo fascista viene usato per mobilitare l'elettorato di sinistra.
L'articolo

Nella scorsa tornata elettorale si aveva l’impressione che a Roma nessuno, a parte il Movimento 5 Stelle, volesse vincere . Il PD con Giachetti schierava una figura minore e priva di appeal, mentre la destra andava al voto divisa con diversi candidati.

Il disastro romano non era semplice da gestire e in pochi, tra i big dei grandi partiti, erano disposti a metterci la faccia. Ora al contrario l’elezione del sindaco di Roma è il vero spartiacque tra vittoria e sconfitta per il PUD (Partito Unico Draghi), e una ghiottissima occasione, per la PD Spa  per ottenere lauti appalti con i miliardi del recovery che pioveranno sulla capitale, e per questo i Dem hanno schierato addirittura un ex ministro dell’economia come Roberto Gualtieri.

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Ci sono però voci (anche se non sappiamo quanto attendibili) che sussurrano che Michetti, il candidato sindaco della Meloni, sarebbe in vantaggio ai ballottaggi e l’eventuale vittoria del “tribuno di RadioRadio” è un’opzione davvero insostenibile per il PUD (Partito Unico Draghi), inclusa quella parte della Lega che fa capo a Giorgetti.

Le ragioni sono molte: la vittoria del candidato più “sovranista” e meno vaccinista nella capitale d’Italia imporrebbe una diversa narrazione sulle recenti elezioni, (vinte dall’astensionismo ma attribuite dai media al PD), sarebbe una chiara vittoria dei free vax e indebolirebbe il fronte pro Draghi nei partiti del centrodestra. Per questo una sconfitta di Michetti è auspicata non solo dalla sinistra, ma anche dal centro e da quella parte di destra (minoritaria nelle urne ma maggioritaria nai palazzi) ultragovernista e “responsabile”, che punta a ricondurre Salvini e la Meloni verso posizioni più esplicitamente moderate e centriste.

Come se tutto questo non bastasse ci sono i miliardi del recovery da spendere e il PD romano è ben deciso a utilizzarli per rafforzare il proprio sistema di potere attraverso appalti e clientele.

Ma la certezza dell’elezione di Gualtieri non c’è affatto, anche visto l’atteggiamento della Raggi, lasciata sola nella sconfitta (tra le poche dignitose sia per numeri che per atteggiamento per il Movimento), e la sensibilità dell’elettorato romano pentastellato.

Visto da questa prospettiva il quadro degli attacchi sul pericolo neofascista e sulla lobby nera, condotto dalla stampa a reti unificate con la partecipazione straordinaria di Forza Nuova, del Ministero degli Interni, e forse di quel non dimenticato Mondo di Mezzo, appare come un tentativo, peraltro poco originale, di blindare la vittoria della sinistra.

Nulla come il pericolo fascista infatti è in grado  di chiamare a raccolta l’elettorato “de sinistra” e di mobilitare i “moderati” degli altri schieramenti. Se l’operazione avesse successo, e la sconfitta di Michetti arrivasse,  si utilizzerebbe lo stesso schema su scala nazionale contro la Meloni, unica opposizione (di facciata) al Governissimo del Presidentissimo.

Ma a quanto pare l’elettorato è meno ingenuo di come lorsignori credano, e se le indiscrezioni sui sondaggi sono vere potrebbe venire dalle urne romane una sorpresa amara per il sistema, al punto che il sottoscritto, dopo aver disertato le urne al primo turno, ritiene indispensabile turarsi il naso e votare Michetti,  per mandare un messaggio chiaro contro il PUD e per dire no alla nuova strategia della tensione che stanno mettendo in atto.

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