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Notizie22 Dicembre 2021

Vigilanza Rai. Si vogliono usare le parole di Mattarella per colpire Ranucci?

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza le recenti dichiarazioni di Mattarella riguardo ai no vax, evidenziando come queste possano colpire giornalisti scomodi come Sigfrido Ranucci. Si discute anche del ruolo della Commissione di Vigilanza Rai e delle implicazioni politiche di tali attacchi.
Punti chiave
  • Mattarella critica il presunto spazio ai no vax in TV.
  • Le parole di Mattarella calpestano l'articolo 21 della Costituzione.
  • Michele Anzaldi chiede di archiviare la Par Condicio su Rai 3.
  • Sigfrido Ranucci è accusato di molestie tramite una lettera anonima.
  • La situazione ricorda le repressioni staliniste contro la scienza.
L'articolo

L’ultima, incommentabile (per non rischiare la denuncia per vilipendio) uscita di Mattarella ha mostrato a cosa è servito un presidente che taceva quando doveva parlare e parlava quando doveva tacere : la sua uscita sul presunto troppo spazio ai cosiddetti no vax in televisione, che pare la riedizione del famoso editto bulgaro di Berlusconi (che oggi mira a succedere a Mattarella) non solo non rispecchia la realtà, calpesta la Costituzione, ma serve anche a colpire alcuni giornalisti scomodi.

Non rispecchia la realtà perché i cosiddetti no vax, nelle ospitate tv, si sono sempre trovati uno contro sei, incluso il conduttore, e costretti a sottostare a vere e proprie gang bang. Secondo, il garante della Costituzione forse dimentica l’articolo 21 della suddetta Costituzione che recita testualmente “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure“, ma abbiamo visto come Mattarella ha difeso la Costituzione in questi due anni. Ma soprattutto, probabilmente questa uscita serve a colpire giornalisti scomodi, in primis Sigfrido Ranucci.

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Il segretario della Commissione di Vigilanza Rai (già il titolo puzza di sovietico lontano un miglio) Michele Anzaldi scrive su Facebook che “dopo le parole di Mattarella bisogna archiviare la vergognosa Par Condicio tra scienza e deriva antiscientifica che abbiamo visto in queste settimane su Rai 3”. A parte che su Rai 3 la “deriva antiscientifica” sarebbe rappresentata dal professor Contri, mentre la scienza da Scanzi e Caprarica, a parte che la scienza non è data dal consenso della maggioranza altrimenti Copernico e Galileo sarebbero “antiscienza” dato che l’eliocentrismo era minoritario (e gli avversari di Galileo non erano preti ignoranti come vuole la vulgata, ma gli scienziati aristotelici della Specola Vaticana), ma a questo punto è lecito sospettare che si voglia colpire un giornalista in particolare: Sigfrido Ranucci di Report.

Ranucci ha già dato abbondantemente fastidio al business vaccinale, e qualcuno si è inventato un bel #metoo per metterlo in difficoltà. Osserviamo che lettera anonima che accusava Ranucci di molestie è stata portata alla luce da Davide Faraone di Italia Viva. Il partito renziano aveva un conto in sospeso con Ranucci e sappiamo bene quanto Renzi sia vendicativo. Bene, anche Anzaldi è di Italia Viva. Coincidenze?

Anzaldi sul Giornale di Berlusconi aveva già attaccato Ranucci dicendo che alimenterebbe complottismi. L’occasione è troppo ghiotta, grazie anche al presidente che sta zitto quando deve parlare e parla quando un bel silenzio non fu mai scritto. Tanto più che sulla macchina del fango sessuale Anzaldi si è trovato in difficoltà non avendo in mano conferme.

Detto questo, la “deriva antiscientifica” di cui si parla sarebbe rappresentata da Raoult, Montagnier, Malone, il British Medical Journal mentre “lascienzah” sarebbero i tre fenomeni canterini o Scanzi e la Ronzulli. Proprio come ai tempi di Stalin e del suo agronomo Lysenko, quando le leggi del “prete” Mendel furono considerate antiscientifiche con conseguenze disastrose per l’agricoltura sovietica.

La storia si ripete prima in tragedia e poi in farsa. Su questo punto Marx ci aveva preso.

ANDREA SARTORI

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