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Notizie2 Novembre 2021

Da Soros al Senato francese, la guerra orwelliana sulla Rete

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza la creazione della piattaforma "Good Information Inc." di George Soros, evidenziando il rischio di censura della libera informazione. Si discute anche della proposta del Senato francese per identificare gli autori di messaggi d'odio, che potrebbe rappresentare un passo verso un controllo orwelliano sulla rete.
Punti chiave
  • George Soros lancia "Good Information Inc." per combattere le fake news.
  • Reid Hoffman, cofondatore di Linkedin, è coinvolto nel progetto.
  • La piattaforma potrebbe limitare la libera informazione.
  • Il Senato francese propone la schedatura degli utenti dei social.
  • Si teme un controllo orwelliano sulla libertà di espressione.
L'articolo

Non passa troppo tempo dall’annuncio del social “Truth” di Donald Trump che ecco che anche la sua nemesi George Soros si lancia nella creazione di una piattaforma che teoricamente dovrebbe contrastare le cosiddette “fake news”. Lo squalo della finanza simbolo di tutti i mali del globalismo ora lancia “Good Information Inc.”  la piattaforma che, nelle intenzioni dello speculatore, dovrebbe “combattere la disinformazione”.

Soros non è l’unico attore dietro questa operazione: assieme a lui il milionario Reid Hoffman. Nome molto meno noto di quello di Soros, ma non meno pericoloso. Hoffman è innanzitutto uno dei fondatori di Linkedin, il “social del lavoro” ma soprattutto Hoffman ha già un CV piuttosto importante per quanto riguarda le campagne di disinformazione: il confondatore di Linkedin avrebbe infatti finanziato una campagna di disinformazione che aveva come bersaglio il candidato repubblicano Roy Moore durante le elezioni per il Senato dell’Alabama del 2017.

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Le premesse per una “Not-so-good Information Inc,” ci sono tutte visti i due fondatori di questa idea atta a contrastare, di fatto, la libera informazione. Il bello è che questa piattaforma viene descritta come un “incubatore civico” che avrebbe come scopo quello di “contrastare la disinformazione laddove essa si espanda accrescendo il flusso della buona informazione”

Leggi: stroncare la libera informazione. E ovviamente qual é il bersaglio principale? I social media che “hanno un urgente bisogno di regolamentazione”. E stavolta non si trattta solo dei mitici “standard della community” che ti bloccano senza pietà se usi la parola con la N anche se magari è solo un cognome oppure ti additano al pubblico ludibrio se posti “Benvenuti a sti fr*cioni” tratto da “Fracchia la belva umana”. Stavolta si vuole stroncare quella che viene definita “cattiva informazione”.

Quindi non vi sarà più posto per quelle persone che, magari trovandosi sul posto o mettendo davanti documenti, smentiscono le versioni ufficiali. Saranno cassati senza pietà.

La “buona informazione” o cose simili ricordano il Minculpop e tutti quegli organi totalitari atti a censurare e ad addomesticare l’informazione. E intanto si sta già proponendo, e da parte di organi statali e non di milionari e speculatori, la schedatura degli utenti dei social. La proposta arriva nientemeno che dal Senato francese. La nazione della Liberté e dell’Egalité che però sotto Macron è di fatto sotto una dittatura simile a quella italiana. Il pretesto è il solito: combattere il razzismo, l’omofobia e cose simili.

“La proposta di legge mira quindi a facilitare l’identificazione degli autori delle infrazioni, a mettere fine al reale sentimento d’impunità degli autori dei messaggi d’odio, razzisti, omofobi o sessisti. L’invio dello scan del loro documento d’identità deve far loro prendere coscienza ch’essi possono essere identificati rapidamente”

Il testo della proposta di legge del Senato francese suona minacciosa, sinistra e in pieno stile orwelliano.

Ora, solo un ingenuo potrebbe credere davvero che si tratti di lotta all’odio o alla cattiva informazione (spesso portata avanti proprio dagli organi di stampa ufficiali), in realtà è solo un pretesto per mettere un bavaglio alla “vox populi” che nel 2016 condusse a due eventi epocali e scioccanti per le élites: la Brexit e l’elezione dell’outsider Donald Trump alla Casa Bianca. Anche le varie leggi speciali delle dittature del Novecento si paravano dietro a motivazioni apparentemente nobili. La libera circolazione delle informazioni via social ha permesso di amplificare le istanze popolari come mai prima d’ora. Gli algoritmi non ancora regolati di Google permisero di scovare in rete notizie che prima di quel momento erano ignote alla maggioranza.

In realtà quello che l’Occidente sta perseguendo è proprio il modello cinese di censura capillare, controllo e schedatura degli utenti dei social proprio nel momento in cui Occidente e Cina si stanno scontrando (per motivi economici).

Stiamo andando incontro ad un mondo sempre meno libero, sempre più vicino agli incubi evocati dai grandi scrittori distopici. E questo proprio nell’Occidente erede delle grandi tradizioni democratiche dell’Atene di Pericle, dei Comuni medievali, della Magna Charta e delle rivoluzioni di fine Settecento.

ANDREA SARTORI

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