Il Qatar proclama la sua innocenza nel Qatargate, lo scandalo che scuote le istituzioni dell’Unione Europea. Chiede di essere riabilitato: altrimenti ne risentirà – dice – la collaborazione energetica. Praticamente il Qatar minaccia di chiudere il gas. È una minaccia pesante.
Il Qatar infatti è il primo fornitore all’Italia e il terzo fornitore all’UE di gas liquefatto, che – sebbene stracaro – serve come l’aria da quando l’UE ha deciso di schifare il molto più economico gas russo trasportato da gasdotti.
Dopo aver voltato le spalle alla Russia, l’UE è diventata il primo importatore mondiale di gas liquefatto. Il Qatar è un colosso dell’esportazione di gas liquefatto: il terzo nel mondo, ma è praticamente a pari merito con i primi due, che sono gli Stati Uniti e l’Australia.
Per il Qatargate gli inquirenti belgi hanno sequestrato valige piene di denaro ed arrestato la vicepresidente del Parlamento Europeo, Eva Kaili. Coinvolti in vario modo diversi eurodeputati, loro familiari, loro collaboratori. L’ipotesi è che abbiano incassato mazzette e favori per influenzare, in cambio, le posizioni del Parlamento Europeo.
Nella speranza di ripulire la propria immagine, il Parlamento Europeo ha deciso di vietare al Qatar l’ingresso nella propria sede e di congelare l’esame della legislazione che lo riguarda. Il Qatar non l’ha presa per niente bene.
Ieri, domenica 18 dicembre 2022, la diplomazia del Qatar ha innanzitutto sottolineato che sono stati i giornali – e non gli inquirenti – a tirarlo in ballo. In effetti, gli investigatori belgi hanno parlato solo di un Paese del Golfo Persico: il resto, lo hanno fatto le indiscrezioni. Ma soprattutto, respingendo qualsiasi accusa, il Qatar ha fatto presente che il divieto “discriminatorio” di accesso al Parlamento Europeo prima che le indagini siano concluse non potrà che influenzare negativamente la cooperazione nel settore dell’energia.
La traduzione dal linguaggio diplomatico a quello corrente è appunto la minaccia di chiudere il gas. Quanto gas arriva ora dal Qatar? Moltissimo.
I dati più recenti arrivano dal rapporto trimestrale UE sul gas che copre il periodo marzo-giugno. Dice che gli Stati Uniti sono diventati il primo fornitore di gas liquefatto all’Unione Europea, con 16 miliardi di metri cubi: una quota pari al 46% delle importazioni. Al secondo posto – ebbene sì – c’è il gas liquefatto russo: 6,5 miliardi di metri cubi, 18% del totale. Al terzo, il Qatar: 4,6 miliardi di metri cubi, pari al 13%.
Chi acquista il gas liquefatto del Qatar? Il rapporto trimestrale dice anche questo. Il maggior cliente dell’Italia è il Qatar, che fornisce il 42% delle importazioni di gas liquefatto. Al secondo posto c’è il Belgio, il piccolo Belgio, che acquista dal Qatar il 33% del gas liquefatto.
Come se non bastasse, l’italiana Eni e il Qatar hanno firmato in giugno un accordo per sviluppare il progetto North Field East. Si tratta di incrementare l’estrazione di gas in Qatar per poi avviarlo alla liquefazione e al trasporto via nave. I benefici effetti sulle importazioni italiane di gas liquefatto sarebbero attesi dal 2025. Sarebbero: se il Qatar non chiude il gas.
GIULIA BURGAZZI

















