Il gas russo che rappresenta quasi  il 40% delle importazioni italiane costa veramente pochissimo. Arriva in Italia con un prezzo pari a circa 18 centesimi al metro cubo: una delle cifre più basse in tutta l’Unione Europea. Ma l’UE vorrebbe privarci del gas russo, dato che l’Italia ha accettato di pagarlo in rubli e che questo, almeno secondo il portavoce della Commissione Europea, può sfociare in una procedura di infrazione.

Sul costo del gas importato in Italia però si innestano le regole UE in base alle quali il prezzo del gas si forma attraverso gli scambi di borsa. In pratica, il prezzo del gas che vale per tutti è il prezzo più alto che qualcuno è disposto a pagare: ce lo chiede l’Europa! Il risultato è che le bollette sono astronomiche.

L’ultimo rapporto sul mercato del gas pubblicato dall’Unione Europea mostra i prezzi d’importazione del gas in Italia. E’ riferito al trimestre ottobre-dicembre 2021 e indica la cifra media di quel periodo.  Contiene la cartina riportata qui sotto. I prezzi sono riferiti al MWh. Un MWh corrisponde a circa 100 metri cubi di gas. C’è un bel dettaglio relativo all’Italia.

prezzo d'importazione del gas in italia e nell'ue

Dunque, il prezzo medio d’importazione del gas olandese alla frontiera italiana in ottobre-dicembre era di 17,70 euro al MWh. Il gas olandese tuttavia rappresenta appena il 2,9% delle importazioni italiane. In ordine crescente, vengono poi il gas russo (38,2% delle importazioni italiane), con  18,96 euro per MWh; il gas algerino (27,8%), con 19,95 euro; e il gas dell’Azerbaijan (9,5%), con 60,30 euro. Ancora, il LNG o gas liquefatto (13,1%) che arriva via nave ha registrato un prezzo medio di importazione pari 41,54 euro per un MWh, ossia sempre per circa 100 metri cubi. Con l’eccezione del gas azero, i prezzi d’importazione del gas in Italia sono i più bassi fra quelli riportate sulla cartina UE per il gas arrivato nei diversi Paesi attraverso gasdotti (le sigle EBP) o via nave.

Il busillis, ovvero il motivo per cui paghiamo il gas molto ma molto di più, sta in quella sigletta “HUB” riportata sulla cartina, alla quale in ogni Paese corrisponde la cifra più alta: per l’Italia, 95,84 euro per un MWh di gas. Rappresenta il prezzo del gas scambiato in borsa: la chiave di volta del sistema UE.

Quanto costava alle famiglie italiane un metro cubo di gas in quel periodo? La comparazione diretta è impossibile: dipendono dai contratti sia il prezzo del metro cubo (e in più ci sono i balzelli governativi) sia la frequenza con cui arriva la bolletta. Perlopiù bisogna pagarla ogni due mesi: e in questo caso sul trimestre ottobre-dicembre 2021 si sono accavallate due bollette, spesso con altrettanti diversi prezzi del gas.

Tuttavia come punto di riferimento del tutto empirico si può prendere il prezzo del gas stabilito dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che ogni tre mesi aggiorna le condizioni economiche dette “di maggior tutela”. Ebbene, sulla base dei mesi precedenti il primo gennaio 2022 l’ARERA ha fissato in 91,36 centesimi al metro cubo il prezzo nudo e crudo dell’approvvigionamento del gas. Più tasse e spese accessorie.

Ovvero, il prezzo di “maggior tutela” del gas per gli italiani, al netto di balzelli vari, era quattro-cinque volte superiore al costo alla frontiera del gas russo e algerino (il grosso delle importazioni), pari rispettivamente a  18 centesimi e a 19-20 centesimi al metro cubo

La lievitazione dei prezzi è un “ce lo chiede l’Europa”. Discende cioè dal fatto che la chiave di volta dell’UE è il prezzo del gas scambiato in borsa, e non il suo costo effettivo. Un altro “ce lo chiede l’Europa” sarà prevedibilmente quello di fare a meno del gas russo, che costa così poco. Col che il prezzo del gas scambiato in borsa potrà crescere ancora di più.

GIULIA BURGAZZI

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