Monsignor Carlo Maria Viganò, punto di riferimento spirituale imprescindibile per tutti quelli che in ogni angolo del pianeta combattono la tirannide, chiede di organizzare sul piano sovranazionale una alleanza della luce contro le tenebre oggi dilaganti. "In hoc signo vinces"

Il discorso di Monsignor Carlo Maria Viganò, figura di spicco nel panorama religioso e politico contemporaneo, si configura come un appello a una mobilitazione globale contro quello che definisce un "colpo di stato mondiale". Secondo Viganò, un'élite finanziaria e ideologica ha preso il controllo di governi, istituzioni, media e persino di leader religiosi, instaurando un regime di tirannide che minaccia i diritti fondamentali dei cittadini. La sua analisi suggerisce che l'emergenza sanitaria, seguita da altre emergenze di natura ecologica e informatica, sia utilizzata come pretesto per giustificare la violazione di tali diritti.
Viganò sostiene che il potere legislativo, esecutivo e giudiziario sia complice di questa violazione, rendendo impossibile per i cittadini difendersi. Il suo discorso si fa ancora più incisivo quando afferma che questa situazione di crisi si estende a livello globale, trasformando i cittadini in nemici inconsapevoli di una guerra combattuta non con le armi, ma attraverso norme illegittime e politiche oppressive. La denuncia di Viganò si concentra su organismi sovranazionali come il World Economic Forum e l'Agenda 2030 dell'ONU, che secondo lui mirano a instaurare un "nuovo ordine mondiale" e a cancellare la fede in Cristo.
In risposta a queste sfide, Viganò chiama a una coalizione internazionale antiglobalista, un'alleanza di nazioni e individui desiderosi di opporsi a quello che definisce un potere senza volto. La proposta include la creazione di un manifesto antiglobalista che confuti le deviazioni delle politiche attuali, proponendo un'alternativa basata su valori cristiani e tradizionali. L'alleanza dovrebbe anche impegnarsi a denunciare i crimini dell'élite e a combattere la corruzione che permea le istituzioni statali e mediatiche.
Il monsignore invita tutti coloro che condividono questi principi a unirsi in un forum internazionale, dove si possa elaborare un programma politico chiaro e concreto, ispirato al bene comune e alla protezione della vita. Viganò esorta i leader politici e religiosi a superare le divisioni e a collaborare per la salvaguardia della sovranità delle nazioni, sottolineando l'importanza di una resistenza organizzata contro un regime che egli considera totalitario e oppressivo.
Il messaggio di Viganò si inserisce in un contesto di crescente disillusione nei confronti delle istituzioni tradizionali e delle politiche globaliste. La sua chiamata all'azione rappresenta un tentativo di mobilitare le forze sane della società contro una visione del mondo che, secondo lui, minaccia l'identità e la libertà degli individui. In un'epoca segnata da tensioni sociali e politiche, il suo appello per una coalizione internazionale potrebbe trovare eco tra coloro che si sentono marginalizzati da un sistema percepito come oppressivo e distante dalle reali esigenze della popolazione.
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