Ieri 8 dicembre, festa della Immacolata Concezione, si è ufficialmente inaugurata la stagione natalizia con tutto quello che ne consegue, sia in casa propria che in città. Molte famiglie si radunano proprio l’8 dicembre per addobbare l’albero e assaporare l’atmosfera che comincia a scaldare gli animi anche di coloro che sono meno legati alle tradizioni.

Per strada i Comuni hanno provveduto a colorare il paesaggio con palline, luci, alberi, striscioni e persino qualche presepe a grandezza naturale. E la gente? Già, la gente che affollava le strade  le strade con la lista dei regali in tasca e il sorriso festoso in volto, dov’è?

Beh la gente pare proprio la grande assente.  Prenotazioni disdette negli hotel, ristoranti e bar vuoti, piazze con appena qualche passante, e addirittura gli storici mercatini deserti, tra gli immancabili commenti delle varie categorie.

C’è chi ha finito i soldi, è vero, ma anche chi ha finito la pazienza ed e’ divenuto insofferente.  Molti non negano che uscire era per loro sinonimo di libertà e divertimento, specialmente durante le festività, e che le restrizioni che ormai hanno letteralmente invaso ogni aspetto della vita quotidiana hanno svuotato i gesti tradizionali del loro valore originario.

Mangiare una pizza e fare prima un check in non è il massimo della vita. Andare a comprare i piatti e poi dover bere un caffè all’addiaccio, dopo che si è trascorsa una giornata intera dentro al negozio, oltre che fastidioso è pure contrario al buon senso. Salire su un mezzo pubblico con la propria documentazione sanitaria non è esattamente pratico o giustificato.

E questo la gente lo sa , lo percepisce sempre di più e sempre più ne è testimone attiva . “Ah se devo andare lì, e fare tutta quella trafila, piuttosto sto a casa mia “ . Ed ecco che il Natale, una festa di gioia , semplicità, amore ma soprattutto uguaglianza, e  che il Draghistan vorrebbe trasformare in un ulteriore momento di discriminazione tra cittadini di classi sanitarie diverse, si salva proprio per la gente che non c’è, per la gente che, vaccinata o meno, non se la sente proprio di utilizzare il green pass e piuttosto se ne sta in famiglia, o si reca dove sa che i controlli scarseggiano.

Intanto i media di regime, che continuano incessantemente a tessere le lodi della campagna vaccinale adesso concentrata sulla somministrazione delle terze dosi, non hanno perso tempo per riempire la narrativa con la paura per la nuova variante omicron, che “è lieve” dicono “ma si diffonde tanto rapidamente”, quindi “luoghi pubblici molto affollati è meglio non frequentarli”.

Tuttavia la realtà dei fatti ci dice altro. Vaccinate o meno, sempre più persone stanno riuscendo a vedere oltre alla lotta intestina verso cui ci avevano spinto gli show e i virologi da salotto. I cittadini sono stanchi delle restrizioni che vorrebbero far loro trascorrere un Natale a metà come lo scorso anno, con la grande differenza che questa volta non sono disposti a cedere.

E si sa, quando svanisce la paura, come in  ogni buon film horror, non c’è variante che tenga: finisce inevitabilmente anche la storia.

MARTINA GIUNTOLI

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