2022: un anno di sfide geopolitiche, sull’orlo dell’Armageddon

Ricordo quando il 1984 era per noi solo un lontano futuro. Ci chiedevamo se il nostro destino sarebbe stato come quello dello  stato di polizia del Grande Fratello. Ma il 1984 si rivelò invece essere solo un anno come gli altri nel mezzo del mandato di Reagan. Ai liberali non piaceva la retorica del presidente, ma le sue politiche funzionavano. L’economia aveva  curato la stagflazione e lavoravamo sodo per porre fine alla guerra fredda. Era difficile non amare un presidente che riusciva a scherzare persino su un tentato omicidio di cui era stato vittima, “Ho dimenticato di abbassarmi“, diceva.

Nuove idee avevano rinvigorito la politica economica ed estera degli Stati Uniti. Il nostro futuro si mostrava raggiante.

L’allora presidente sovietico Gorbaciov accettò la riunificazione della Germania con in cambio la rassicurazione del presidente George H.W. Bush che  la NATO non si sarebbe mai spostata di un millimetro verso est.

Ma il regime di Clinton, con il repubblicano Bob Dole che li incitava, non mantenne  la parola data e fece arrivare la NATO ai confini della Russia, ridando vita così alla Guerra Fredda cui Reagan e Gorbaciov avevano posto fine.

Con una serie di azioni illegali – il bombardamento della Jugoslavia, le invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq, i bombardamenti del territorio del Pakistan – insieme al trattamento sprezzante della Russia, Washington, persa nella sua arroganza da “unica superpotenza mondiale”, risvegliò la Russia e le fece abbandonare la sua docilità.

Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco nel 2007 Putin ha ricordato che il comportamento illegale degli Stati Uniti stava di fatto minando le relazioni pacifiche tra i due paesi che si basavano sul diritto internazionale. Ha inoltre affermato che il dominio monopolistico di Washington nelle relazioni globali non lasciava spazio agli interessi e alle preoccupazioni di altri paesi, e infine ha criticato Washington per il suo utilizzo sfrenato della forza nelle relazioni internazionali.

Washington ed i suoi sudditi rimasero sbalorditi per il fatto che Putin avesse il coraggio di mettersi contro la superpotenza, ma intenti a ricostruire il Medio Oriente nell’interesse unico di Israele, non gli prestarono attenzione.

Washington ed i suoi sudditi rimasero nuovamente stupiti nel 2015 quando Putin bloccò l’invasione della Siria da parte del regime di Obama e, insieme all’esercito siriano, sconfisse i mercenari inviati da Washington per rovesciare Assad.

Di fronte alla distruzione degli accordi sul controllo degli armamenti raggiunti nel corso di decenni ad opera di Washington , nel 2018 Putin ha annunciato di possedere una straordinaria gamma di nuove armi come ad esempio  i  missili nucleari ipersonici, cosa che ha reso evidente agli esperti indipendenti che gli Stati Uniti erano improvvisamente divenuti una potenza militare di secondo piano. “Nessuno ci ha ascoltato”, ha detto Putin. “Adesso ci ascoltate.”

Ma nessuno l’ha fatto. Washington è troppo a suo agio nella sua arroganza crescente e si aggrappa saldamente a quello che ora è un suo delirio di  onnipotenza. Si pensi che Washington crede addirittura di poter portare l’Ucraina e l’ex provincia russa della Georgia nella NATO. La risposta del Cremlino alla follia di Washington ha inasprito la questione: “Via di qui, o vi scacceremo”. Questa è una richiesta e non è negoziabile.

Data la totale inutilità dei media statunitensi, i quali fanno esclusivamente gli interessi di quelle élite che controllano l’America, gli stessi americani non sono a conoscenza del fatto che il loro governo idiota ha sfacciatamente provocato una situazione  tale per cui  la Russia ha dovuto intimare  a Washington di allontanare le basi americane e le manovre militari dai loro confini, o che altrimenti ne avrebbe subito le dirette conseguenze. Gli americani sono così disinformati che potrebbero esser fatti fuori prima ancora di sapere che c’era un problema.

Il 2022 si apre con due crisi senza precedenti. Uno è il tentativo dei governi del “Libero Occidente” di usare il Covid per trasformare le democrazie già decadenti in veri e propri stati di polizia. L’altro è la prospettiva di un vero e proprio Armageddon, data la mancanza di una leadership intelligente e ragionevole ovunque nel mondo occidentale.

Riuscite forse a trovare un leader intelligente in qualsiasi parte del mondo occidentale? No? Non ci riesco nemmeno io.

I leader dell’Occidente non sono altro che prostitute al servizio di gruppi che controllano gli interessi. Probabilmente non hanno mai avuto un pensiero indipendente e sono di fatto incapaci di pensare. Come faranno questi esseri inutili ad affrontare una grave crisi? Si guardino ad esempio le persone nel governo di Biden. Sono un insieme di macchiette. Niente di più.

Dov’è un segretario di Stato capace di rassicurare il Cremlino e di calmare Washington nella sua folle corsa all’egemonia americana?

Non si trova da nessuna parte.

La situazione è estremamente grave, perché la Russia sta affrontando un aggressore, quale gli Stati Uniti,  i cui leader sono completamente scollegati dalla realtà. Biden, che è lì solo a mezzo servizio, ha consiglieri neoconservatori che odiano i russi presso il Center for New American Security, finanziato dal complesso militare e di sicurezza degli Stati Uniti e dalle compagnie petrolifere. Il funzionario del dipartimento di stato che ha supervisionato il rovesciamento del governo eletto dell’Ucraina è ora il suo sottosegretario di Stato. I guerrafondai responsabili del bombardamento della Jugoslavia da parte di Clinton negli anni ’90 e di tutte le guerre illegali di Washington nel 21° secolo hanno tutti trovato una loro sistemazione nel regime di Biden.

I senatori statunitensi di entrambi i partiti chiedono che Biden si opponga a Putin. La presidente del Comitato nazionale repubblicano Ronna McDaniel ha addirittura rimproverato Biden anche solo per aver accettato una sua telefonata! Il senatore repubblicano degli Stati Uniti Roger Wicker, membro della Commissione per i servizi armati del Senato, ha chiesto la distruzione dell’esercito russo da parte della marina americana nel Mar Nero, e si rifiuta di escludere un attacco alla Russia con armi nucleari.

Michael McFaul, il russofobo che Obama mandò come ambasciatore degli Stati Uniti in Russia, ha respinto la richiesta di Putin che gli Stati Uniti rispettino  la sicurezza della Russia, etichettandola come “paranoia russa”.

Con Democratici e Repubblicani uniti nella stupidità, con Stephen Cohen morto e senza nessuno che dica Whoa! come farà il regime di Biden, appesantito da una branca di sciocchi e idioti, a rendersi conto che il Cremlino è arrivato al limite?

In sostanza gli americani patriottici se ne stanno sempre avvolti nella bandiera urlando USA! USA! USA! I neoconservatori hanno detto loro che sono eccezionali e indispensabili, e che hanno il diritto di governare il mondo. Il popolo americano inoltre non è nemmeno consapevole che Washington ha creato una crisi. Il governo russo è giunto alla conclusione che tutti gli anni passati ad accettare provocazioni ed insulti, cercando di usare la diplomazia per raggiungere accordi pacifici e ragionevoli, non hanno avuto successo. Come ha detto Putin, “ci siamo ritirati e ci siamo ritirati nell’interesse della pace, ma ora sono alle porte e non abbiamo più nessun posto dove ritirarci“.

E ancora una volta Washington non se ne rende conto.

di Paul Craig Roberts, traduzione Martina Giuntoli

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