Ora Zelensky ha dei buoni motivi per temere di essere ucciso. Magari non è un caso che, invece di essere a Kiev, stia viaggiando in Paesi europei aderenti alla Nato… Facile intuire che la promessa di Putin di non ucciderlo non abbia più alcun valore dopo che i droni lanciati sul Cremlino hanno attentato alla vita dello stesso Putin.
Per capire le ragioni della verosimile – e fondata – paura di Zelensky occorre tornare con la memoria ai primi giorni della guerra che dal febbraio 2022 si combatte in Ucraina contro la Russia. Occorre inoltre tener presente le recenti rivelazioni dell’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett, che era in carica allo scoppio del conflitto.
DA BENNETT AI DRONI SUL CREMLINO
Nel febbraio 2023, Bennet ha raccontato come egli stesso e i suoi ministri tentarono subito di avviare una mediazione fra Ucraina e Russia. Tale mediazione sfociò nei colloqui di Istanbul, avvenuti nel marzo 2022, che l’Occidente fece fallire.
Ma le rivelazioni di Bennet contengono anche altro. E cioè che, sempre all’inizio della guerra, Zelensky si nascondeva in un bunker, nella consapevolezza di essere personalmente nel mirino dei russi. Bennett incontrò Putin il 5 marzo 2022 per avviare il tentativo di mediazione. In quell’occasione, riuscì a strappargli la promessa di non uccidere Zelensky. A quel punto, e solo a quel punto, Zelensky uscì dal bunker, andò nel suo ufficio di Kiev e registrò un video nel quale affermava: “Io non ho paura!”.
Ed ora il rapporto fra quegli avvenimenti ormai lontani e ciò che sta accadendo in questi giorni. Ieri, mercoledì 3 maggio 2023, i russi hanno abbattuto un drone sul Cremlino. Una minaccia concreta al simbolo dello Stato oltre che un attacco alla persona del presidente Putin. Quest’ultimo si era impegnato a risparmiare la vita di Zelensky, mentre Zelensky ora ha tentato direttamente o indirettamente di colpirlo. Per la precisione, Zelensky nega che l’Ucraina abbia attaccato il Cremlino, ma i droni non li hanno certo mandati i marziani. Dunque l’impegno di Putin a risparmiare la vita di Zelensky può essere considerato superato dagli eventi.
I VIAGGI DI ZELENSKY
Mentre i russi abbattevano il drone sul Cremlino, Zelensky stava effettuando una visita a sorpresa in Finlandia, che da poco si trova sotto l’ombrello protettivo della Nato. Questa visita costituisce uno dei pochi, pochissimi viaggi all’estero che Zelensky ha compiuto dopo lo scoppio della guerra. In precedenza si era recato solo a Washington (dicembre 2022) e poi a Bruxelles, Londra e Parigi nel febbraio di questo 2023.
Dalla Finlandia, invece di andare a Kiev, Zelensky è volato in Olanda – altro Paese aderente alla Nato – dove oggi effettua un’altra visita a sorpresa. Stavolta si è recato alla Corte Penale Internazionale dell’Aia. Non si hanno notizie dei suoi spostamenti immediatamente successivi, ma già si dice che fra pochi giorni sarà a Berlino.
Fino a quando cercherà all’estero la protezione offertagli dall’ombrello Nato? Prima o poi, Zelensky dovrà pure tornare a Kiev… In ogni caso, lo accompagnerà verosimilmente il timore per la sua vita. È probabile che debba cercarsi un bunker molto, molto sicuro.
GIULIA BURGAZZI

















