L'Occidente ha oramai abbandonato Zelensky al suo triste destino, dando ragione ai "populisti" e ai "putiniani" che fin dall'inizio chiedevano di privilegiare la soluzione diplomatica al conflitto. Quanto manca alla definitiva uscita di scena del guitto di Kiev? Francesco Toscano ed Enrica Perucchietti ne parlano a "Dietro il Sipario" in compagnia di Nicolai Lilin, Cesare Dorliguzzo e Roberto Quaglia

La situazione in Ucraina sta attraversando un momento di crescente incertezza, con il presidente Zelensky che sembra sempre più isolato e in difficoltà. L'Occidente, che inizialmente aveva sostenuto Zelensky come un simbolo di resistenza contro l'aggressione russa, appare ora disilluso e pronto a riconsiderare le proprie strategie. Le voci che si rincorrono parlano di un possibile avvicendamento al vertice del governo ucraino, con l'idea che un cambio di leadership possa essere necessario per affrontare una realtà geopolitica in rapido mutamento.
Recentemente, la narrazione occidentale ha cominciato a cambiare, ammettendo che l'Ucraina non ha ottenuto i successi militari sperati e che la controffensiva lanciata nei mesi scorsi è stata sostanzialmente inefficace. Questo ha portato a una crescente pressione per avviare negoziati con Mosca, un'idea che fino a poco tempo fa era considerata inaccettabile. I critici di Zelensky, inclusi i cosiddetti "populisti" e "putiniani", sostengono che la soluzione diplomatica sia stata la strada da percorrere fin dall'inizio, e ora sembrano avere ragione.
La questione centrale è se Zelensky possa ancora mantenere la sua posizione di leadership. Le opinioni sono divise: alcuni suggeriscono che il presidente ucraino sia diventato un "politico profilattico", utile fino a quando il progetto di resistenza contro la Russia era in corso, ma ora pronto a essere scartato. In questo contesto, emerge la figura di possibili successori, come il generale Zaluzhny, che potrebbe rappresentare una nuova direzione per l'Ucraina, più orientata verso un compromesso che permetta di affrontare la crisi in corso.
Il panorama politico è ulteriormente complicato da recenti inchieste giornalistiche che hanno messo in discussione la responsabilità ucraina in eventi controversi, come l'attacco ai gasdotti Nord Stream. Queste rivelazioni sono viste come un tentativo da parte degli alleati occidentali di distaccarsi dalle responsabilità e di ridimensionare il supporto a Kiev, mentre la guerra continua a mietere vittime e a creare divisioni interne.
In sintesi, il futuro di Zelensky e dell'Ucraina sembra sempre più incerto. La pressione per un cambiamento di strategia e di leadership è palpabile, e l'Occidente potrebbe essere pronto a voltare pagina, cercando una via d'uscita da un conflitto che ha dimostrato di essere molto più complesso e costoso di quanto inizialmente previsto. La domanda rimane: quanto tempo rimane a Zelensky prima di essere definitivamente messo da parte, mentre il suo paese si trova in una situazione di crescente vulnerabilità?
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