C’è qualcosa di nuovo e di importante sul fronte orientale. Zelensky nel fine settimana ha cambiato look. Ora il presidente dell’Ucraina  si mostra in T-shirt nera. Non è una cosa da poco. Infatti dal primo giorno di guerra era rimasto inossidabilmente fedele a un’immagine diversa.

Fino a tre giorni fa Zelensky si era sempre e solo fatto vedere con addosso una maglietta color verde militare, eventualmente accompagnata da una felpa della stessa tinta. Capelli in un lievissimo disordine di bell’effetto estetico. Barba un filino incolta. Rughe sempre più un vista su un volto sempre  più terreo e tirato: con l’inizio della guerra, insieme alla giacca e alla cravatta Zelensky ha rottamato anche l’abitudine, assiduamente praticata dietro le quinte da tanti politici, di darsi una passatina di fondotinta e cipria prima di apparire di fronte alle telecamere per rendere più uniforme e meno lucida la pelle del viso.

Zelensky in tenuta simil-militare ha veicolato un messaggio così potente che alcuni leader europei hanno tentato di copiarlo, peraltro con un successo ben inferiore. Macron, ad esempio, si è fatto immortalare con chioma alquanto selvaggia, barba lunga e felpa delle forze speciali francesi.

L’Ucraina e il suo presidente hanno alle spalle un team di comunicazione mica da ridere. Strateghi di prim’ordine curano l’immagine di Zelensky e le sue parole. Dunque, se è passato dalla T-shirt verde militare alla T-shirt nera non è mica perché il bucato non gli è asciugato in tempo.

Qual è il messaggio veicolato dal nuovo look di Zelensky? Il nero della sua T-shirt è il colore del lutto. La Russia infatti sta vincendo e nel Donbass fa progressi magari lenti, ma inesorabili. Parallelamente il presidente statunitense Biden ha dichiarato che sarà necessario un  negoziato per porre fine alla guerra. Non ha nemmeno escluso che l’Ucraina faccia concessioni territoriali alla Russia. E’ un altro cambio di narrazione notevole. Eravamo abituati a sentire dai leader occidentali che la guerra contro la Russia si vince sul campo di battaglia.

E dunque la maglietta nera di Zelensky verosimilmente vuol dire che qualcosa di questo genere – qualcosa di grosso – bolle in pentola. D’altra parte, più il negoziato tarda più la Russia acquisisce una posizione di forza.

Però questa guerra non finirà anche se anche ci saranno colloqui, cessate il fuoco, concessioni territoriali alla Russia. Non cesserà se anche ci sarà la pace. E’ l’altro messaggio veicolato dalla maglietta nera dello Zelensky rebranded. Essa infatti reca in bellavista il tridente ucraino, in corrispondenza del centro della scollatura.

Il tridente della maglietta di Zelensky è l’emblema ufficiale dell’Ucraina. Il dente centrale è in realtà una spada. A parte questo dettaglio, si tratta di un simbolo antichissimo che però nel XX secolo ha assunto un nuovo significato: peraltro anche i simboli del battaglione Azov sono antichissimi, ma dal XX secolo hanno assunto un’inequivocabile connotazione nazista. Il tridente che ora costituisce il simbolo ufficiale dell’Ucraina era il simbolo dei nazionalisti ucraini e di Stepan Bandera, colui che collaborò con i nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

Uno degli obiettivi della guerra in Ucraina, disse Putin a suo tempo, è la denazificazione dell’Ucraina. Quindi la maglietta nera e il tridente di Zelensky segnalano che, se anche finirà la guerra, non comincerà affatto la pace. Il conflitto risulterà congelato per un tempo più o meno breve, ma pronto di nuovo a divampare. Del resto, l’ha detto perfino Draghi: le sanzioni alla Russia continueranno per molto tempo, insieme a tutto ciò che esse significano per l’economia italiana ed europea.

Un orrore senza fine – una pace armata accompagnata dal perdurare delle sanzioni – si accinge a prendere il posto di quell’orrore infinito chiamato guerra. E’ ciò che probabilmente il nuovo look di Zelensky suggerisce.

GIULIA BURGAZZI 

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