Si alza ancora la tensione in Ucraina: si tratta dell’arresto di Victor Medvedchuk, un deputato ucraino vicinissimo a Putin – si dice sia il padrino di sua figlia-  già ai domiciliari all’inizio dell’invasione.

Questo arresto anche per ammissione di quotidiani italiani non certo filo russi può significare un punto di non ritorno, riducendo al lumicino la speranza di ogni possibile negoziato tra le due parti”.

Si dice avesse aiutato i “separatisti” del Dombass, e per questo era stato messo in stato di fermo a febbraio con l’accusa di “alto tradimento”: chiuse le sue televisioni e sequestrati i suoi beni, tra i quali un oleodotto.

Si tratta di un Deputato, un cittadino ucraino, per cui il fatto è ancora più  grave. Ogni forma di opposizione è repressa con arresti, minacce: è quanto più si avvicina ad una dittatura e nulla ci fa pensare che prima della guerra la situazione fosse diversa.

Volodymyr Zelensky ha proposto alla Russia di consegnarlo in cambio della liberazione degli ucraini fatti prigionieri dalle forze russe, dice il Guardian, ma la risposta del Cremlino è stata durissima, un no secco e assoluto.

L’agenzia stampa britannica Reuters riporta le parole di Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo: “Quei fanatici che si autodefiniscono le autorità ucraine dicono di voler estorcere la testimonianza di Viktor Medvedchuk, ‘rapidamente e in modo equo’, condannarlo e poi scambiarlo con prigionieri”.

“Queste persone dovrebbero fare attenzione e chiudere bene le porte di notte per assicurarsi che non diventino le persone che verranno scambiate”, ha detto l’ex presidente e uomo di fiducia di Putin.

Anche su chi sia realmente Viktor Medvedchuk, e sul peso che possa realmente avere in merito alle questione russo ucraine c’è disaccordo, nel “mondo della libera informazione mainstream”: c‘è chi come  il Corriere della Sera, lo ritiene un uomo decisivo per le sorti della guerra  e chi invece lo dipinge come un povero oligarca ucraino, ex amico di Putin, ormai inutile per tutti.

Questo a dimostrazione della tesi che la menzogna a volte è grottesca e spesso smentisce se stessa.

ANTONIO ALBANESE

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