Nuovo capitolo delle inchieste giornaliste tedesche che seguono la pista ucraina per il sabotaggio del gasdotto Nord Stream. Stavolta viene chiamato in causa il comandante in capo delle forze armate ucraine, generale Valerij Zaluzhny.

Il quotidiano tedesco Zeit ha scritto, martedì 13 giugno 2023, che il generale ha coordinato, almeno nella prima fase, i piani per far saltare il gasdotto: piani successivamente attuati anche se gli Stati Uniti erano contrari. Il presidente Zelensky invece, secondo lo Zeit, era all’oscuro di tutto.

Una ricostruzione del genere – si può aggiungere – stimola dietrologie. Tanto più che in ciò che scrive lo Zeit c’entrano i servizi segreti. Qualcosa come: gli Stati Uniti vogliono la defenestrazione del generale Zaluzhny. Infatti lo presentano come uno che agisce contro la loro volontà, che non avvisa il presidente Zelensky dei suoi piani e che è disposto a passare sopra agli interessi degli europei, ai quali il gasdotto poteva essere utilissimo.

Ma la questione del Nord Stream è complicata anche al netto delle dietrologie. Bisogna cominciare dall’inizio.

IL SABOTAGGIO NORD STREAM

Il gasdotto Nord Stream correva sui fondali del Mar Baltico. Portava il gas direttamente dalla Russia alla Germania, senza attraversare l’Ucraina. Nel 2022, la Germania era fortemente tentata di mettere in funzione il Nord Stream nonostante la guerra e le sanzioni alla Russia. Se l’avesse fatto, si sarebbe spaccato il fronte degli europei schierati contro la Russia e al fianco di Stati Uniti ed Ucraina. Nel settembre 2022, il Nord Stream è esploso. Sono così svanite sia le tentazioni tedesche sia le loro conseguenze potenziali.

Secondo il giornalista investigativo statunitense Seymour Hersh, già vincitore del premio Pulitzer, sono stati gli Stati Uniti a far saltare il gasdotto. Le inchieste pubblicate nelle settimane scorse dai giornali tedeschi invece conducono verso l’Ucraina. Ad essa infatti sarebbe riconducibile la proprietà dello yacht usato per portare a destinazione l’esplosivo.

ZALUZHNY E IL NORD STREAM

Su questo filone si inseriscono le rivelazioni che lo Zeit ha pubblicato. A quanto scrive, nel giugno 2022 l’Ucraina aveva messo a punto piani per far esplodere il Nord Stream. Il responsabile era il generale generale Zaluzhny; l’esecuzione, affidata alle forze speciali. Il presidente Zelensky invece era all’oscuro di tutto.

Però i servizi segreti statunitensi hanno detto all’Ucraina di non far saltare il Nord Stream. I piani di sabotaggio sono finiti in frigo. Quando poi in settembre il gasdotto è effettivamente esploso, i servizi segreti olandesi hanno subito individuato come responsabile un commando ucraino. L’esecuzione ricalcava i piani già pronti da giugno. Cambiavano solo alcuni dettagli, come l’ora e il luogo di partenza.

Fin qui lo Zeit, che non specifica se il generale Zaluzhny era – o meno – il responsabile dell’esecuzione di settembre, oltre che dei piani di giugno. Una ricostruzione di questo genere tuttavia induce a pensarlo.

ZALUZHNY VERSUS ZELENSKY

E qui si spalanca la porta che conduce verso le dietrologie. Esse corrono sempre su un filo sottile e facile a spezzarsi. Se il filo regge, il comportamento del generale Zaluzhny, che ha agito contro la volontà degli Stati Uniti, richiama le incursioni a Belgorod. Anche in questo caso l’Ucraina ha agito contro la volontà degli Usa. Ha infatti usato materiale statunitense anche se le era stato detto di non farlo.

Come se non bastasse, il generale Zaluzhny e il presidente Zelensky secondo fonti giornalistiche hanno litigato. Uno scontro fra un generale-colomba ed un presidente-falco. Infatti Zaluzhny voleva ritirare le truppe ucraine da Bakhmut, ritenendola indifendibile, per salvare la vita dei suoi uomini. Zelensky gliel’ha vietato. Bakhmut è diventata un tritacarne e i russi l’hanno conquistata in aprile 2023.

Di qui in poi, è facile pensare che le rivelazioni sul Nord Stream legate al nome del generale Zaluzhny preparino una purga a Kiev. Una purga che eliminerà dalle stanze dei bottoni coloro che si prendono delle libertà rispetto a padrini e sponsor situati sull’altra sponda dell’Atlantico. La defenestrazione si abbatterà sul generale-colomba che a Bakhmut voleva risparmiare la vita dei suoi uomini. A quanto si dice infatti combattere fino all’ultimo ucraino è la precisa volontà degli Stati Uniti.

GIULIA BURGAZZI

 

 

 

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