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Zakharova: “Zelensky tradisce la memoria e sacrifica il suo popolo”

Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, ha tenuto un briefing ufficiale a Mosca l'8 maggio 2026. Durante il suo lungo intervento, ha analizzato criticamente la situazione in Ucraina, accusando il regime di Kiev di violare sistematicamente i cessate il fuoco concordati per festività sacre come la Pasqua e il Giorno della Vittoria. Zakharova ha denunciato la "cancellazione" della cultura e della memoria storica operata dall'Occidente tramite Zelensky, citando persino il passato familiare del presidente ucraino come simbolo di un tradimento delle proprie radici. Ha inoltre toccato temi di geopolitica globale, lodando la posizione della Cina contro le sanzioni USA e ribadendo il supporto russo per un Medio Oriente libero da armi di distruzione di massa.

📺 Pubblicato su YouTube · Canale Visione TV
Maria Zakharova accusa Zelensky di tradire la memoria storica e di sacrificare il suo popolo per gli interessi occidentali. Durante il briefing, denuncia le violazioni dei cessate il fuoco da parte del regime di Kiev e ribadisce il supporto russo per un Medio Oriente libero da armi di distruzione di massa.

Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, ha recentemente espresso una dura critica nei confronti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accusandolo di tradire la memoria storica e di sacrificare il proprio popolo. Durante un briefing ufficiale a Mosca, Zakharova ha messo in luce la presunta violazione da parte del regime di Kiev dei cessate il fuoco concordati, soprattutto in occasione di festività significative come la Pasqua e il Giorno della Vittoria. Queste affermazioni si inseriscono in un contesto di crescente tensione tra Russa e Ucraina, in cui la narrazione storica gioca un ruolo cruciale.

Zakharova ha denunciato una "cancellazione" della cultura e della memoria storica, attribuendo a Zelensky la responsabilità di aver permesso che l'Occidente riscrivesse la storia a suo favore. La portavoce ha persino richiamato il passato familiare di Zelensky, evidenziando come il suo nonno, un veterano della Seconda Guerra Mondiale, sembri essere dimenticato nel contesto attuale. Questo richiamo emotivo serve a sottolineare l'idea che il presidente ucraino stia abbandonando le proprie radici in favore di una narrativa imposta dall'estero.

Le critiche di Zakharova si estendono anche alla gestione del conflitto in corso. Secondo lei, Zelensky non avrebbe mai avuto l'intenzione di perseguire la pace, ma piuttosto di perpetuare un conflitto sanguinoso, definito un "tritacarne" per il popolo ucraino. Questa retorica non è nuova nel discorso russo, dove si tende a dipingere l'Ucraina come un paese manipolato da potenze occidentali, privo di autonomia e costretto a sacrificare i propri cittadini per interessi esterni.

Il contesto geopolitico attuale, caratterizzato da tensioni tra Russa e Occidente, rende queste affermazioni particolarmente significative. Zakharova ha anche lodato la posizione della Cina contro le sanzioni statunitensi, suggerendo un'alleanza tra Mosca e Pechino contro l'egemonia occidentale. La Russa, secondo Zakharova, si sta posizionando come custode della memoria storica e della sovranità, in contrapposizione a un'Occidente accusato di imperialismo e manipolazione.

In sintesi, le dichiarazioni di Zakharova non solo riflettono la posizione ufficiale della Russa riguardo al conflitto ucraino, ma evidenziano anche una strategia comunicativa volta a legittimare le azioni russe e a consolidare il proprio ruolo di difensore della memoria storica. La narrazione della guerra in Ucraina continua a essere plasmata da una serie di fattori storici, culturali e geopolitici, con ogni parte che cerca di imporre la propria visione al fine di ottenere supporto interno ed esterno.

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