Ursula von der Leyen apre allo scenario di abbattere jet russi nei cieli NATO, mentre i droni tornano a creare caos nei cieli della Danimarca e caccia NATO e USA sono decollati in Lituania e Alaska per intercettare aerei militari russi vicini allo spazio aereo alleato. Il discorso di Abu Mazen in videocollegamento all'ONU, la “terza via” italiana sulla Palestina e le garanzie di Trump ai Paesi arabi. Netanyahu, contestato in patria e atteso a New York, ribadisce che non ci sarà mai alcuno Stato “in Terra di Israele”. Ne discutiamo a Dietro il sipario con Enrico Tomaselli, Francesco Forciniti e Paolo Arigotti.

Ursula von der Leyen ha recentemente aperto alla possibilità di abbattere jet russi che violano lo spazio aereo della NATO, un’affermazione che potrebbe avere gravi ripercussioni sul già teso clima geopolitico europeo. La presidente della Commissione Europea ha dichiarato che la difesa del territorio alleato è fondamentale e che l’abbattimento di aerei intrusi è un’opzione da considerare, specialmente in un contesto in cui i droni russi hanno creato caos nei cieli della Danimarca. Questa escalation di tensione è stata accompagnata da un aumento delle attività aeree della NATO e degli Stati Uniti, con caccia decollati da basi in Lituania e Alaska per intercettare velivoli militari russi.
La situazione si complica ulteriormente con la reazione della Danimarca, che ha segnalato droni non identificati nei pressi di aeroporti strategici, costringendo a chiudere temporaneamente lo spazio aereo. Le autorità danesi hanno descritto l'incidente come un attacco ibrido, suggerendo un possibile coinvolgimento russo, che però è stato categoricamente respinto dall'ambasciata russa, definendo le accuse come provocazioni infondate. Questo scambio di accuse e l’innalzamento del livello di allerta militare da parte della NATO pongono interrogativi sulla stabilità della regione e sulla capacità delle forze europee di rispondere a tali provocazioni.
Nel contesto di queste tensioni, si inserisce anche la questione palestinese, con il premier israeliano Netanyahu atteso all’ONU. Netanyahu ha ribadito che non ci sarà mai uno Stato palestinese “in Terra di Israele”, mentre la premier italiana Giorgia Meloni ha presentato una “terza via” per il riconoscimento della Palestina, evidenziando la complessità della situazione geopolitica. La proposta italiana, pur cercando di mediare tra le posizioni europee e quelle israeliane, sembra destinata a rimanere un gesto simbolico, dato il rifiuto di Israele di accettare qualsiasi forma di sovranità palestinese.
Le dichiarazioni di von der Leyen e le posizioni di Netanyahu evidenziano una crescente militarizzazione della politica estera europea e un’assenza di strategie diplomatiche efficaci. La retorica bellicista, accompagnata da misure di riarmo e dalla creazione di un clima di paura, rischia di portare a un’escalation di conflitti, non solo in Europa, ma anche in Medio Oriente. In un contesto in cui la diplomazia sembra in stallo, queste dinamiche pongono interrogativi sul futuro delle relazioni internazionali e sulla sicurezza globale.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

