Vittoria “suprema” dei no vax: l’alta corte USA dice NO a vaccini e test obbligatori per lavorare

La narrativa sta cambiando ormai da qualche tempo. Se ne sono accorti tutti, tranne i giornalisti del mainstream che continuano da globalisti indomiti a riportare sempre i presunti punti di forza di un sistema che lungi dall’essere fatto e finito, in questo momento va piuttosto verso una lenta ma inesorabile demolizione. A riprova di questo, diversi successi del fronte antiglobalista tutti datati 13 gennaio 2022.  Andiamo per ordine.

Ieri, con sentenza storica la Corte Suprema degli Stati Uniti si è espressa su uno dei pilastri che  il presidente Biden considerava fondamentale nella sua “lotta” al coronavirus, dichiarando l’obbligo vaccinale ed il testing illegittimi. Per la precisione, la corte più alta degli Stati Uniti si è espressa sull’obbligo vaccinale e di testing che riguardava le aziende private con più di 100 dipendenti. L’OSHA, ovvero la Occupational Safety and Health Administration, un organismo per la sicurezza sul lavoro creata dal Congresso nel 1970,  aveva arbitrariamente stabilito che nessuna grande azienda privata potesse ammettere sul posto di lavoro  soggetti non vaccinati oppure non testati a cadenza fissa.

La Corte Suprema ha dichiarato con un voto di 6 a 3 che l’OSHA era di fatto uscita dalle sue competenze e che quindi entrambi gli obblighi erano da ritenere non validi. Questo apre a vari scenari,  il primo dei quali  è la possibilità di immediato reintegro a lavoro per tutti coloro che sono stati allontanati poichè considerati non “in regola”, includendo anche la possibilità di far richiesta degli stipendi arretrati e dei danni subiti in sede civile, cause che sicuramente partiranno e per le quali i cittadini d’oltre oceano sono maestri. E’ inoltre molto probabile che si avviino richieste di risarcimento danni in massa contro le medesime corporation con il rischio non remoto che queste si trovino in seria difficoltà economica e addirittura alcune possano fallire una volta terminati i pagamenti.

Per inciso va sottolineato che un colosso come la Nike ha arbitrariamente deciso di  non uniformare la propria policy con quanto stabilito dalla corte suprema. La multinazionale ha infatti  fatto sapere che i dipendenti non vaccinati verranno licenziati in data 15 gennaio. Inutile dire che la Nike rischia grosso proprio in virtù di quello che si è affermato poco sopra.

Nemmeno il secondo scenario a cui apre la sentenza sembra essere poi così remoto. Non è da escludersi infatti che il mandato vaccinale per i lavoratori del comparto sanitario possa poi venir eliminato del tutto appellandosi a questa sentenza, visto che se è vero che in questo caso è l’OSHA ad aver valicato il proprio limite di competenze, comunque la libertà di scelta che è stata violata e negata ai lavoratori del comparto privato è la stessa negata anche al comparto pubblico. I giudici inoltre si sono espressi su base ideologica, quindi con motivazioni che includono sì la mancata competenza di un organo governativo ma che vanno anche oltre, e che con tutta probabilità si riferiscono alla tutela dell’autodeterminazione individuale.

Per il momento infatti la Corte Suprema ha mantenuto solo le regolamentazioni vigenti per il settore sanitario emanate dal Center for Medicare and Medicaid che riguardano praticamente tutti i lavoratori degli ospedali, le case di cura, o altro ente sanitario che riceva fondi federali.

Il terzo scenario, che poi va a conferma di quello che è accaduto sempre ieri, è che questa sentenza faccia da apri pista a sentenze simili in paesi diversi, o comunque a ulteriori virate nella narrativa anche in Europa. A riprova di questo, è sempre di ieri la notizia che il ministro della salute britannico ha giudicato le misure di contenimento e le limitazioni delle libertà personali inutili, ma soprattutto difficili da giustificare, visto che la variante Omicron buca i vaccini e si trasmette comunque indipendentemente dalla mascherina o meno. I covid pass, ha dichiarato Sajid Javid, faranno di conseguenza la stessa fine entro il mese. Dopo un picco di contagi a dicembre, la curva adesso continua inesorabilmente a scendere, a dimostrazione del fatto che probabilmente le persone si sono immunizzate naturalmente.

Dello stesso tenore le informazioni che giungono dal Messico, il cui governo ha deciso di abolire tutti i criteri pandemici di entrata nel paese dall’estero, comprese le autodichiarazioni di salute, riportando di fatto il paese al 2019.

Infine, un tribunale francese ha dichiarato insensato, inutile e sovraproporzionato l’obbligo di mascherina all’aperto, una sentenza importante che si applica ad una popolazione piuttosto numerosa, comprendendo Parigi e le zone circostanti.

Il vento ormai non sta solo cambiando. Oggi, come mai prima d’ora, vale piuttosto l’espressione “chi semina vento, raccoglie tempesta”. E si può star sicuri che il “mal tempo” colpirà ogni nazione molto rapidamente.

MARTINA GIUNTOLI

Martina Giuntoli

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