I residenti di Tolmezzo hanno fermato per ben due volte le disinfestazioni contro le zanzare portatrici dei virus West Nile e Usutu. E la stampa locale già parla di “No-dis”.

In Friuli Venezia Giulia – nelle province di Gorizia, Udine e Pordenone – in queste settimane sono stati confermati circa venti casi in soggetti umani, più altre infezioni riguardanti animali. Le autorità locali hanno quindi avviato operazioni di disinfestazione, in alcune zone circoscritte attorno ai focolai, una trentina di siti in tutto. Il virus si trasmette tramite puntura e non da uomo a uomo. Non esistono vaccini.

La popolazione è stata invitata ad adottare alcuni accorgimenti durante le attività di bonifica: chiudere le finestre, tenere in casa cibo e animali, consumare i prodotti degli orti interessati dalla nebulizzazione solo dopo 72 ore, e solo dopo averli lavati. “La disinfestazione viene effettuata di notte in un raggio di 4 chilometri dall’epicentro interessato – si legge in una nota dell’amministrazione regionale – attraverso la nebulizzazione di piretroidi la cui tossicità decade in poche ore”.

Come riportato dalla stampa locale, a Tolmezzo la disinfestazione pianificata per il 26 agosto non è stata però possibile. Circa 50 cittadini, in parte a piedi e in parte in bicicletta, hanno bloccato in maniera pacifica il mezzo deputato a svolgere la procedura. L’operatore preposto ha riferito ai Carabinieri di non aver voluto proseguire, a causa del rischio di contaminare con sostanze velenose le persone accorse sul posto.

In seguito il sindaco della cittadina friulana ha annunciato una nuova data per le operazioni, con la speranza di non incontrare ancora l’opposizione dei residenti, dichiarando che con i virus “non c’è da scherzare”. Anche la seconda data, fissata per il 5 settembre, è tuttavia saltata, ancora una volta a causa delle proteste degli abitanti.

Ma cosa contestano queste persone?

Sicuramente i prodotti utilizzati per la disinfestazione, a base di piretrina, un antiparassitario e insetticida molto efficace: sicuramente è composto d’elezione per la sua azione larvicida sulle zanzare portatrici delle infezioni, ma è altrettanto tossico per l’uomo, gli animali e l’ambiente in generale.

Sebbene la popolazione fosse stata ampiamente istruita sui comportamenti di sicurezza da tenere durante e dopo l’utilizzo dei disinfestanti, come appunto tenere animali domestici o cibo in casa, evidentemente molti hanno giudicato la misura eccessiva o hanno ritenuto di non aver ricevuto informazioni abbastanza precise da parte delle autorità in merito alla sostanza spruzzata e alla sua tossicità.

Anche il gruppo degli Studenti No Green Pass di Udine ha preso posizione sul tema, prendendo spunto dal caso di Tolmezzo per fare il punto sui dati relativi alla tossicità derivante dall’uso della piretrina e sostanze simili sull’ecosistema.

Gli studenti, citando un intervento del professo Zamburlini del dipartimento di Biologia e Protezione delle Piante dell’Università di Udine, hanno ricordato quanto sia pericoloso il disinvolto uso degli antiparassitari e quanto poco invece sia giustificato quando non ci si trova in situazioni di grave allarme sanitario, come ad esempio in vere e proprie epidemie.

Il virus del Nilo occidentale è in effetti considerato endemico in Italia, così come in molte altre parti del mondo. Può colpire esseri umani e animali, ma nell’uomo ha un decorso principalmente asintomatico. Sono pochi infatti coloro che esperiscono sintomi simil-influenzali, e ancora meno coloro che sviluppano febbre altissima e forme di encefalite, fino alle forme più gravi neuroinvasive. Stessa cosa dicesi per l‘Usutu, virus della stessa famiglia e con sintomi identici a quelli del virus del Nilo occidentale, seppur addirittura con minore diffusione nell’uomo.

Il gruppo degli Studenti No Green Pass ha inoltre sottolineato come sia insensato esporre persone, animali e piante a sostanze altamente pericolose per malattie che hanno la stessa letalità dell’influenza stagionale, stimata in circa 1 su 1.000. Secondo gli attivisti ancora una volta, su basi discutibili, si porta avanti un’emergenza che semplicemente non esiste, secondo la stessa logica di fondo che ha alimentato la pandemia negli ultimi due anni e mezzo.

MARTINA GIUNTOLI

 

 

  • 4255 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3437 Sostenitori