Si terrà oggi il consiglio dei ministri che dovrà varare il nuovo decreto Covid, ma dalla cabina di regia che si è riunita a Palazzo Chigi trapela il possibile contenuto del DPCM, anche se non sono escluse modifiche dell’ultima ora.
Con lo scadere dello stato di emergenza, che termina il 31 di questo mese e, dopo essere stato prorogato per due anni di fila non è più rinnovabile, si procede con le riaperture, anche per dare respiro alle aziende italiane, colpite da inflazione e caro energia.

L’impianto normativo di regole e restrizioni non scompare, ma viene messo in naftalina, con una clausola di salvaguardia, voluta da Speranza, che prevede un rapido dietro front in caso di aumento significativo dei contagi.
Le novità più importanti riguardano l’abolizione del super green pass per i lavoratori over 50 e dell’obbligo vaccinale, che sparirà dal 1° aprile per tutte le categorie per le quali era previsto, con l’unica eccezione dei sanitari. Insegnanti, forze dell’ordine, e tutti i lavoratori ultacinquantenni non vaccinati saranno liberi di tornare al lavoro ma dovranno fare il tampone ed esibire il green pass semplice.
Un mese dopo, il primo di maggio, scomparirà l’obbligo di super green pass per ristoranti ed attività al chiuso, ma non è chiaro se per mangiare la pizza o andare in un museo si dovrà disporre del green pass base.
Sempre nel giorno della festa dei lavoratori sarà consentito l’uso dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza (treni ed aerei) con il tampone e verrà abolito anche l’obbligo di mascherine al chiuso.

Non è un liberi tutti, ma è sicuramente una temporanea sospensione del ricatto che il governo Draghi ha imposto a tutti i cittadini: o ti fai iniettare il siero o ti impedisco di lavorare, divertirti e spostarti. Insomma di vivere una vita normale.
Le misure più dure varate nei mesi scorsi, infatti, miravano proprio a questo; impedire che i cittadini renitenti all’iniezione di Stato avessero scappatoie che, pur se con un costo in termini economici e di tempo, gli consentissero di non farsi vaccinare continuando a lavorare e a fruire dei servizi pubblici e privati.

Non è una pace in questa guerra del governo conto i non vaccinati, è una tregua. Il fatto che il green pass base rimanga in vigore, oltre alla clausola di salvaguardia che consente di rimettere le restrizioni in caso di peggioramento del quadro sanitario, dimostrano che il governo non ha affatto deciso di tornare alla normalità e restituire ai cittadini la libertà che gli ha indebitamente tolto.
D’altronde la possibilità di far guadagnare miliardi di euro alle multinazionali del farmaco ma soprattutto di controllare i cittadini cancellando le loro libertà e rendendoli dipendenti dalle decisioni del governo è troppo ghiotta per rinunciarvi.

Oltre tutto i contagi, in Italia e nel mondo, stanno riprendendo a salire, a dimostrazione della totale inutilità della campagna vaccinale, che non ha cancellato il Covid, come ci promettevano, nonostante le 3 dosi fatte alla maggioranza della popolazione.
Inutile dire che, nonostante il palese fallimento dei sieri sperimentali, il sistema politico-mediatico-finanziario continua a sostenere, come se nulla fosse, che i “vaccini” ci hanno salvato e, dunque, la campagna vaccinale infinita non si ferma.

ARNALDO VITANGELI

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