Vi piacciono i lupi? A Cingolani no: ne vuole la “rimozione”

Attenti al ministro, mica al lupo. Oltre ad amare il nucleare, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani vorrebbe sparare ai lupi. Non ha usato queste parole precise, ma è il succo della sua risposta all’interrogazione di un parlamentare preoccupato per i danni che i lupi causano al bestiame.

Per la precisione, Cingolani ha detto di auspicare  un accordo con le Regioni su “deroghe al divieto di rimozione” dei lupi. Traduzione: un accordo per ammazzare i lupi pur nel quadro della conservazione complessiva della specie.

Le testuali affermazioni del ministro sono nel verbale (lunghetto) della Camera. Cingolani non ha fatto cenno all’entità dei danni che i lupi causano. Tocca alle Regioni  risarcirli, ciascuna a modo suo: non esistono dati nazionali. Sarebbe stata un’ottima occasione per fornirli. Il silenzio di Cingolani lascia il dubbio che si tratti di danni non così tremendamente gravi.

Il ministro avrebbe addirittura potuto specificare se il bestiame ucciso era protetto da cani da guardiania e da recinti. Sono tutte misure anti-lupo efficaci. Le Regioni, sempre ciascuna a modo suo, coprono le spese in modo più o meno totale.  Ma esistono disparità ingiuste e manca un quadro omogeneo d’insieme.

Cingolani  tuttavia non ha auspicato accordi con le Regioni per indennizzi davvero adeguati e misure anti-lupo gratuite.

Il ministro ha invece detto di aver visto foto “veramente raccapriccianti” di bestiame ucciso dai lupi. Forse, in nome della Transizione ecologica, Cingolani vorrebbe che i lupi mangiassero burger di soia acquistati al supermercato.  Probabilmente non ha idea di quanto sia raccapricciante il macello al quale  il bestiame viene sempre condotto, o di quanto sia raccapricciante un allevamento intensivo nel quale la stragrande maggioranza degli animali da reddito trascorre l’esistenza. Magari, se guardasse qualche foto, il ministro diventerebbe addirittura vegetariano.

Gli studiosi hanno appurato che i lupi mangiano quasi esclusivamente ungulati selvatici: solo occasionalmente qualche pecora o qualche capra, scelta fra quelle incustodite.

I lupi dunque uccidono i caprioli e i cinghiali che causano gravi danni all’agricoltura. Secondo Cingolani, qualche pecora incustodita vale più dei frutteti e dei vigneti devastati dai caprioli? Vale più dei raccolti rovinati dai cinghiali? I fucili da caccia e la cosiddetta caccia di selezione hanno dimostrato di non essere minimamente in grado di contenere il problema.

A meno che, abolito ormai il ministero dell’Ambiente, la Transizione ecologica consista nel passare col Napalm sulla natura.

GIULIA BURGAZZI

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