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Notizie11 Luglio 2023

“Valuta comune dei Brics basata sull’oro in arrivo”, secondo Rt

Di ·642 contenuti pubblicati
Nel summit di agosto 2023 in Sudafrica, i Brics intendono lanciare una valuta comune basata sull'oro, scrive Rt.
Giulia Burgazzi analizza l'introduzione di una valuta comune dei Brics, evidenziando il suo ancoraggio all'oro. Si discute anche dell'impatto potenziale sulla de-dollarizzazione e sul sistema monetario internazionale.
Punti chiave
  • I Brics lanciano una valuta comune basata sull'oro nel summit di agosto 2023.
  • La valuta sarà un'unità di conto per scambi internazionali, non per uso quotidiano.
  • L'oro potrebbe aumentare di valore, mentre le valute nazionali potrebbero deprezzarsi.
  • Non ci sono conferme ufficiali sull'annuncio della valuta comune dei Brics.
  • Il summit potrebbe formalizzare l'adesione di cinque nuovi membri, inclusa l'Arabia Saudita.
L'articolo

Nel summit che si svolgerà ad agosto 2023 in Sudafrica, i Brics intendono lanciare una valuta comune basata sull’oro per regolare gli scambi commerciali, scrive Rt.

I Brics sono Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica. Si tratta di Paesi di fatto impermeabili alle sanzioni occidentali contro la Russia. Una loro valuta comune equivale ad un terremoto nel mondo dell’economia e della finanza. Una poderosa spinta al processo di de-dollarizzazione e all’abbandono del dollaro come moneta regina del commercio mondiale.

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L’annuncio della loro moneta comune – della quale peraltro si parla da un pezzo – viene appunto da Rt: una testata che costituisce una sorta di Rai della Russia e che nell’Unione Europea è vietata perché ritenuta canale di propaganda russa.

Ne scrive anche il sito internet Investing. Inoltre su Twitter un economista olandese ha postato lo screenshot del titolo scelto per la notizia relativa alla valuta dei Brics sull’edizione in inglese di Rt. Dice, in traduzione: “Durante il vertice di agosto 2023, i Brics intendono introdurre una nuova valuta commerciale sostenuta dall’oro”.

LA VALUTA COMUNE E L’ORO

Da quel che riporta Investing,  la valuta in questione sarebbe un’unità di conto riservata agli scambi internazionali. Non dunque una moneta usata per le attività quotidiane delle persone comuni. Sarebbe inoltre ancorata al valore dell’oro. Questo potrebbe portare – o almeno, così dicono gli esperti che Investing ha intervistato – ad un’impennata del valore dell’oro e a un deprezzamento delle valute nazionali (comprese quelle dei Brics) rispetto all’oro stesso. La mossa provocherebbe comunque un forte shock al sistema monetario internazionale.

Fin qui Investing. Si può aggiungere che la moneta dei Brics legata all’oro avrebbe anche l’effetto di ancorare l’economia a beni concreti, o almeno più concreti. Certo, l’oro non si mangia e non si beve, né è di una qualche utilità metterlo nel serbatoio dell’auto al posto della benzina. Però è pur sempre un qualcosa di ben più tangibile rispetto alle montagne di carta poste a fondamento della finanza e dell’economia occidentale.

FINORA NESSUNA CONFERMA UFFICIALE

Per ora, non risulta che l’annuncio della valuta comune abbia avuto conferme. In particolare, Rt ha dato la notizia venerdì 7 luglio 2023 e  mercoledì 5 – appena due giorni prima – il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, ha smentito che un’idea del genere fosse all’ordine del giorno.

Nel medesimo giorno, il vicepresidente della “banca dei Brics”, Leslie Maasdorp, ha affermato in un’intervista alla testata economica occidentale Bloomberg che lo sviluppo di un’alternativa al dollaro è un’ambizione a medio e lungo termine, senza imminenti sbocchi concreti. La “banca dei Brics” è la New development bank. Un’istituzione finanziaria che intende essere in qualche modo l’alternativa al Fondo monetario internazionale dominato dall’Occidente.

LA VALUTA COMUNE IN PROSPETTIVA

Tuttavia Rt, che ha parlato del lancio della valuta dei Brics, può essere considerata una voce semi ufficiale della Russia. Quello che dice, ha un certo peso. Se Maasdorp e Jaishankar hanno fatto pretattica, basterà un mese per saperlo.

In ogni caso, c’è la coda per entrare a far parte dei Brics. La testata economica indiana Business Standard ha scritto che il summit di agosto formalizzerà verosimilmente l’adesione di cinque nuovi membri. L’articolo è quasi tutto a pagamento; la parte gratuitamente leggibile dà per praticamente certo l’ingresso dell’Arabia Saudita.

Quest’ultima ha da tempo recitato il requiem per il petrodollaro, La valutazione del petrolio in dollari sui mercato internazionali è il nocciolo duro dell’ “esorbitante privilegio” grazie al quale gli Stati Uniti possono consumare più di quanto producono senza preoccuparsi dei deficit con l’estero. E pensate se l’Arabia Saudita decidesse di quotare il suo petrolio in base alla valuta dei Brics ancorata all’oro…

GIULIA BURGAZZI

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