Le case farmaceutiche hanno ricevuto finanziamenti pubblici pari a 30 miliardi per mettere a punto e produrre i vaccini Covid che poi i contribuenti hanno pagato. Esse hanno investito solo 16 miliardi: poco più della metà. Si sono inoltre tenute gli enormi profitti. E adesso che nessuno vuole più i vaccini, pare che Big Pharma voglia essere pagato anche per smettere di produrli.

LO STUDIO DI MASSIMO FLORIO

I finanziamenti pubblici per i vaccini sono in uno studio fresco fresco richiesto dalla commissione Covid del Parlamento europeo. È la stessa commissione che ha reso pubbliche le cifre – contratti fino a 71 miliardi – impegnate dall’Ue per acquistare i vaccini e che ha inutilmente tentato di ottenere spiegazioni dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Lo studio si intitola “Mapping of long-term public and private investments in the development of Covid-19 vaccines”. Primo autore Massimo Florio, professore di Scienze delle Finanze all’Università di Milano. C’è anche un riassunto di più agevole consultazione.

La squadra di Florio ha preso in esame tutti i fondi pubblici occidentali per i vaccini dal 2020 ai primi mesi del 2022 e ne ha ricostruito il flusso. I finanziamenti hanno riguardato sia la ricerca per i vaccini sia la capacità di produrli. Praticamente, attrezzature e stabilimenti.

I FONDI PER I VACCINI: GRANTS E APA

I soldi sono affluiti principalmente sotto forma di donazioni a fondo perduto (i cosiddetti grants) e sotto forma di Apa, Advanced purchase agreement. Questi ultimi sono contratti per l’acquisto dei vaccini firmati prima che i vaccini stessi fossero pronti e con cospicui pagamenti anticipati. Se i vaccini non avessero ricevuto l’autorizzazione all’uso, le case farmaceutiche non avrebbero dovuto restituire i pagamenti anticipati: a meno che non avessero speso quei soldi.

In sostanza, i contratti di acquisto Apa hanno creato un mercato per Big Pharma e l’hanno sollevata da gran parte dei rischi tipici del mercato stesso. Fra l’altro (ma lo studio di Florio non lo sottolinea) i contratti Ue sollevano le case farmaceutiche anche dai rischi derivanti da effetti avversi e danni. I relativi risarcimenti sono infatti a carico degli Stati.

9 miliardi di fondi pubblici sono andati a Big Pharma sotto forma di donazioni, i grants. In questo campo si sono distinti gli Stati Uniti. Altri 21 miliardi sono arrivati dai pagamenti anticipati dei contratti Apa, prevalentemente firmati da Unione europea e Stati Uniti. Totale, 30 miliardi.

A fronte di questi 30 miliardi ricevuti, lo studio stima (non esistono cifre pubbliche) che le case farmaceutiche abbiano stanziato 5 miliardi per la ricerca sui vaccini ed altri 11 per la capacità di produrli. Totale, 16 miliardi contro 30.

Lo schema qui sotto mostra chi ha dato (sotto forma di donazioni o di Apa) e chi ha avuto. È in inglese, come del resto l’intera ricerca, ma facilmente comprensibile.

finanziamenti pubblici per i vaccini covid

VACCINI, I PRINCIPALI FINANZIATORI

A sinistra, l’immagine evidenzia i finanziatori. Spiccano gli Stati Uniti (grigio) e l’Unione europea, in giallo. La striscia color viola rappresenta il Gavi, Global alliance for vaccines and immunization. I suoi principali partner sono l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Unicef (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’infanzia), la Banca mondiale. A destra, le case farmaceutiche: la parte del leone va a Moderna e Pfizer.

Lo studio guidato da Florio sottolinea che i donatori, pur assumendosi il grosso dei rischi finanziari relativi ai vaccini Covid, non hanno preteso di fissarne il prezzo.

Fin qui lo studio. Merita ricordare che il costo di produzione di una singola dose di vaccino è stimato in 1,18 dollari, ossia circa 1,1 euro. I contratti Ue hanno segretato il prezzo di acquisto. Tuttavia secondo il Financial Times nell’estate 2021 una dose di Moderna acquistata dall’Ue costava ai contribuenti 25,5 euro e una dose di Pfizer 19,5 euro. Merita anche ricordare che tra il 2021 e i primi nove mesi del 2022, grazie alla vendita di vaccini e farmaci contro il Covid, Pfizer ha generato utili netti per 25 miliardi di dollari; BioNTech e Moderna, per 20 miliardi a testa.

GIULIA BURGAZZI

 

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