Negli ultimi giorni, una magistrale doppietta é stata affondata nella porta degli ultra liberali d’America, lasciando profondamente delusi tutti i woke che quasi a fine partita pensavano di potersi ancora salvare ai rigori.

La tempesta perfetta ideata e messa in scena dai democratici, fatta di false flags, fake news e di terrorismo psicologico, non ha funzionato e per una volta hanno vinto la legge, la giustizia, il buon senso, sulla pura propaganda.

La Corte Suprema si é espressa infatti in sequenza prima su un caso concernente il Secondo Emendamento, poi sull’aborto, ribaltando per l’occasione la sentenza storica del 1973 al caso meglio conosciuto come Roe vs Wade.

Per quel che riguarda le armi, in seguito agli ultimi avvenimenti tragici in cui hanno perso la vita decine di anime innocenti, uno tra tutti ricordiamo la scuola elementare di Uvalde in Texas, diversi stati hanno infatti approvato nel frattempo leggi restrittive sul secondo emendamento.

Lo stesso Joe Biden, con tutta la combriccola dem a rimorchio, si era espresso a favore di un ridimensionamento del diritto alle armi, definendolo “non assoluto”, intendendo con ciò che questo non fosse affatto intoccabile, ma assolutamente rivisitabile in base al momento storico e sociale.

In data 23 giugno, invece la Corte Suprema ha stabilito che i diritti sanciti dal Secondo Ementamento sono inviolabili, e pertanto anche la possibilità dì detenere armi e portarle con sé, come stabilito dalla Costituzione fin dal 15 dicembre 1791.

In data 24 giugno gli stessi giudici si sono invece espressi sulla questione Roe vs Wade, e quindi in materia di aborto.

La sentenza del 1973 definiva il diritto all’aborto un diritto federale, quindi superiore alla legge dei singoli stati.

Tuttavia negli ultimi due anni, non solo i movimenti pro-life sono cresciuti un po’ ovunque, ma anche la politica locale degli stati più conservatori si é orientata sempre più verso la cancellazione dell’aborto dal novero dei cosiddetti diritti civili, sancendone di fatto l’illegalità.

Da qui le norme anti aborto in una lista di stati che si sta allungando di giorno in giorno. 

Già durante la soffiata avvenuta nel mese di maggio scorso, si era immaginato l’orientamento di massima della Corte grazie ad una bozza di sentenza che il giudice Alito aveva scritto di suo pugno, e che aveva circolato scatenando il panico e le rivolte tra i democratici ed i loro accoliti.

Chi non ricorda le magliette verdi di Hillary Clinton in vendita sul suo profilo per rendersi “riconoscibili agli altri nella lotta per l’aborto” quando ancora la soffiata non aveva nemmeno avuto luogo?

Oggi quella bozza é divenuta sentenza e il grado più alto di giustizia degli Stati Uniti ha stabilito che nessuno potrà d’ora in poi appellarsi alla Corte Suprema contro leggi varate dai singoli stati contro l’interruzione di gravidanza.

Inutile dire che l’area ultra liberale, dopo lo smarrimento iniziale, ha giurato vendetta. Probabilmente i my-body-my-choice hanno in mente di rimettere le grandi città a ferro e fuoco proprio come nel 2020 sperando che questo possa in qualche modo interferire con le decisioni della Corte Suprema, e cambiare le cose.

Penosa la Ocasio-Cortez con il megafono mal funzionante fuori dalla Corte, patetica Nancy Pelosi in conferenza stampa, delirante Joe Biden che “si é sentito triste e amareggiato per come sono andate le cose”.

In un momento di maggiore (o minore, a voi la scelta) lucidità, Biden ha affermato anche che “farà tutto quanto in suo potere per lottare contro la decisione crudele e pericolosa presa dalla Corte Suprema”.

Come? Lo ha detto lui stesso, qualche riga più giù nel Tweet. Si accerterà che l’aborto farmacologico sia sempre a disposizione, per tutti, in tutti gli stati.

Un’amara e ridicola consolazione questa, che é solo il termometro della condizione degli ultra liberali di Oltreoceano, visto che nel frattempo si stanno già smantellando le prime sedi della Planned Parenthood del paese che saranno altrimenti dichiarate illegali negli stati dove l’aborto fosse proibito.

Per l’ONU “Un duro colpo ai diritti delle donne”. Per Donald Trump “Si é compiuta la volontà di Dio”.

Fuochi d’artificio assicurati nei prossimi mesi.

MARTINA GIUNTOLI

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