Ancora loro? Ebbene, sì: riecco gli Ufo, oggi ribattezzati Uap (fenomeni aerei non identificati). Sono “ricomparsi” ufficialmente a Washington, addirittura in Campidoglio. Evocati da dichiarazioni giurate di fronte ai parlamentari. Prima notizia: navicelle non terrestri dominerebbero il nostro spazio aereo. E poi: gli Usa sembrano nascondere la loro presenza, decisamente ingombrante.

Chi lo dice? Vari testimoni di rilievo istituzionale, nella storica udienza del 26 luglio 2023 alla Camera dei Rappresentanti. Seduta pubblica, al Congresso: «Perché il popolo americano merita la verità», dice il deputato repubblicano Tim Burchett. Missione: far luce sulla materia, tuttora valutata “questione di sicurezza nazionale”. Top secret, insomma. Ed è questo l’aspetto ritenuto ormai inaccettabile: l’annoso “cover up” sul dossier, considerato scottante.

BLUE BEAM, INVASIONE ALIENA

Ecco: non bastavano le recenti fobie di massa sapientemente ingigantite, se non fabbricate. Dopo il panico finanziario e quello dello stragismo jihadista, la catastrofe pandemica e – a ruota – la guerra in Ucraina, alle porte della Nato. Ora siamo all’ultimo step: il terrorismo climatico, anch’esso rilanciato come un mantra dai grandi media. Ciliegina sulla torta, l’incubo dell’invasione aliena?

In molti storcono il naso: se la fonte sono gli Usa, c’è da mettersi in sospetto. Qualcuno evoca subito il famigerato Progetto Blue Beam, attribuito alla Cia: un attacco extraterrestre simulato, per procurare il panico generale – tanto per cambiare – e predisporre l’umanità all’obbedienza cieca. Beneficiaria dell’operazione: un’élite spietata, pronta a varare misure straordinarie di dominio, con la scusa degli alieni ostili.

DA ROSWELL, UN MILIONE DI CASI

In realtà, la questione – spinosa, complessa, più che controversa – ha una storia lunghissima, anche solo nel Novecento. Per dire: lo sceriffo di Roswell – una volta in pensione – ammise che non era un pallone sonda, quello caduto nel New Mexico nel 1947: si trattava effettivamente di un piccolo disco volante in avaria.

Uno dei maggiori ufologi viventi, l’italiano Roberto Pinotti, sciorina cifre ragguardevoli: parla di ormai un milione di avvistamenti, nell’ultimo mezzo secolo. E almeno 400.000 casi sarebbero stati validati da autorità statali, spesso militari: presenze ufficialmente inspiegabili, cioè non riconducibili a velivoli terrestri.

VAL MALENCO: MARESCIALLO NEI GUAI

L’ultimo giallo italiano riguarda il pluri-decorato maresciallo dei carabinieri Alessandro Di Roio, per tre volte processato (e sempre assolto, finora) a causa delle indagini condotte su tanti avvistamenti anomali. Dove? In Valtellina. Precisamente in Val Malenco, sui monti di Sondrio. Alle falde del ghiacciaio del Bernina che separa l’Italia dalla Svizzera.

Proprio quel ghiacciaio – ricorda il legale di Di Roio, l’avvocato Marco Della Luna – è al centro di racconti sconcertanti a partire dal 1945, quando (sulle tracce, pare, di stranissimi “omini grigi fuoriusciti dai crepacci” avvistati da un ricognitore americano) sarebbe stata sguinzagliata un’intera compagnia di alpini. Aggiunge il complottologo Tom Bosco: il sottosuolo del Bernina risulta ricchissimo di minerali introvabili altrove.

ALIENI BUONI O CATTIVI?

Suggestioni? Sempre possibili, pure quelle. Le posizioni spaziano da un estremo all’altro: silenzio ufficiale e ostinato negazionismo, oppure fantasie new age sui Fratelli dello Spazio, nostri ipotetici salvatori. Un ricercatore come Pier Giorgio Caria – documentarista per la “Bbc” – abbraccia una visione religiosa: dallo spazio, intelligenze più evolute della nostra (infinitamente amorevoli, dunque ispirate dal divino) veglierebbero sul nostro futuro.

Altre voci, come quella del professor Corrado Malanga, già docente di chimica all’università di Pisa – sulla scorta di precisi test psicologici (ipnosi regressiva su migliaia di soggetti) – parlano di “adduzioni” e tenebrosi rapimenti, da parte di alieni malevoli che tratterebbero l’umanità come una sorta di allevamento zootecnico. Saremmo trattati alla stregua di animali, da “mungere energeticamente”, con la piena complicità di alcuni governi.

IL CASO AMICIZIA

Di tutt’altro avviso un altro protagonista del web, l’ultra-longevo Gaspare De Lama (102 anni) appena “riscoperto” da Red Ronnie. È l’ultimo superstite del Caso Amicizia, l’episodio di “contattismo di gruppo” più noto al mondo. Un evento senza precedenti: per due decenni, a partire dal 1956, una ventina di italiani – tra cui giornalisti, stimati professionisti, avvocati e persino un magistrato – avrebbero avuto incontri amichevoli con alieni antropomorfi sul litorale di Pescara.

La presunta missione di quei citati visitatori: svelare all’umanità la potenza cosmica del messaggio “cristico”, l’amore universale come vera chiave della vita, in ogni angolo del creato. Quei soggetti – ribattezzati W56 – sarebbero stati di origine pleiadiana. Delle Pleiadi parla anche l’ingegner Felice Vinci, autore del bestseller “Omero nel Baltico” che ipotizza un’inedita ambientazione nordica per l’Iliade.

ROMA SEGRETA: FIGLIA DELLE STELLE?

Il poeta Ovidio – scrive Vinci – potrebbe esser stato esiliato per aver rivelato il vero nome sacro di Roma, protetto dal segreto di Stato: la città si chiamava Maia, come la “regina” delle Pleiadi. I sette colli “specchierebbero” proprio quelle sette stelle visibili dalla Terra: possibile omaggio (inconfessabile) a eventuali, remotissimi fondatori celesti?

Tornando coi piedi per terra: proprio di Ufo riparla oggi l’agenda statunitense. «Gli Stati Uniti – riferisce “Rai News” – nascondono da tempo un programma segreto per il recupero e lo studio di oggetti volanti non identificati. Lo ha detto il maggiore David Grusch, ex agente dell’intelligence dell’aeronautica Usa, nel corso della sua attesa testimonianza davanti alla commissione di controllo della Camera».

GRUSCH: RETICENZA USA

Ribattezzato “la talpa degli Ufo”, Grusch ha riferito ai deputati che, nel 2019, il capo della task force governativa sugli Uap gli chiese di identificare tutti i programmi top secret relativi al tema extraterrestre. All’epoca, Grusch prestava servizio nel National Reconnaissance Office, l’agenzia che gestisce i satelliti-spia degli Stati Uniti.

«Nel corso dei miei compiti ufficiali – ha dichiarato l’ex militare – fui informato di un programma che andava avanti da decenni per il recupero e lo studio dei rottami degli Uap, al quale mi fu negato l’accesso». Alla domanda se il governo abbia informazioni su forme di vita extraterrestri, Grusch ha replicato che probabilmente gli Usa sono a conoscenza di attività “non umane” a partire dagli anni ’30 del secolo scorso.

CASA BIANCA, CONTATTI ALIENI

I primi contatti risalirebbero alla presidenza Roosevelt: secondo un’ipotesi oggi considerata complottista, dunque non confermata, la Casa Bianca avrebbe concesso spazi di manovra ad entità non terrestri, in cambio dell’accesso a tecnologie avanzate. Altri soggetti alieni – ha raccontato la nipote di Eisenhower – avrebbero poi contattato il nuovo presidente per scoraggiare la corsa agli armamenti. Gli stessi extraterrestri avrebbero rivolto la medesima richiesta ai sovietici, non appena anche l’Urss ebbe raggiunto analoghe potenzialità atomiche.

Lo hanno confidato ex ufficiali, sia americani che russi: nei momenti di maggiore crisi, durante la guerra fredda, i sistemi di lancio dei missili nucleari smisero regolarmente di funzionare. Di colpo, il cielo sopra le basi si affollava di dischi volanti: le installazioni militari risultavano disabilitate da black out inspiegabili. Misteriosi alieni “amici”, preoccupati dall’olocausto atomico?

MEDVEDEV: SONO TRA NOI

La materia resta complicatissima da decifrare. Certo, non possono sfuggire alcuni indizi. Per esempio, riguardo alla cosiddetta “retroingegneria aliena” (basata sullo studio di astronavi eventualmente presenti sul nostro pianeta) viene in mente l’improvvisa capacità balistica raggiunta dai russi: già nel 2015 colpirono l’Isis in Siria con sbalorditivi missili ipersonici, lanciati addirittura dal Mar Caspio.

In un fuori-onda televisivo probabilmente voluto, nel 2012, l’allora presidente Dmitrij Medevev ebbe a dire: «Sarebbe il panico, se la gente sapesse quanti sono gli alieni già presenti sul nostro territorio». Parallelismi: mentre Donald Trump varava ufficialmente la nuovissima, non meglio precisata Space Force americana, Mosca rispondeva ribattezzando “Forze Aerospaziali della Federazione Russa” la sua aviazione militare.

ESHED: FEDERAZIONE GALATTICA

Ineguagliabili, un paio di anni fa, le dichiarazioni del prestigioso professor Haim Eshed, già a capo della sicurezza aerospaziale israeliana: noi e gli Stati Uniti – disse – insieme ad alcune entità aliene militiamo in una Federazione Galattica, con basi condivise sulla Terra e su vari altri corpi celesti del Sistema Solare. Smentite, da parte di Tel Aviv? Nessuna: silenzio assoluto.

Negli ultimi anni, poi, gli ufologi hanno iniziato a sognare l’agognata “disclosure”. La speranza nell’attesissimo “disvelamento” ha ripreso quota, da quando il Pentagono ha ufficialmente ammesso la presenza, prima sempre negata, di misteriosi velivoli. Non corrispondono a nulla di riconducibile a tecnologie terrestri. Strani oggetti volanti, capaci di acrobazie impensabili: infinitamente fuori dalla portata dei più avanzati jet militari.

CUBI E SFERE VOLANTI

Ed ecco quindi l’ultima puntata della telenovela spaziale americana: oltre a Grusch, il 26 luglio a Washington hanno parlato anche due ex piloti della Marina, Ryan Graves e David Fravor. Mentre le fonti di Grusch sono indirette (40 funzionari dell’intelligence militare), i racconti dei piloti si basano su testimonianze visive personali, condivise con i commilitoni degli squadroni aeronavali. Non solo dischi volanti: anche strani “sigari”, formazioni di luci “a diamante” e persino “sfere trasparenti, con dentro cubi scuri”.

Il succo della testimonianza: i cieli sarebbero letteralmente intasati di presenze non spiegabili. Almeno 800 gli avvistamenti (quelli denunciati) nel solo 2022, nei cieli americani. «Come minimo, un problema scientifico: i nostri scienziati non hanno idea di come funzionino, quei velivoli. Che forse possono rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale, o comunque – visto il loro numero – per quella del normale traffico aereo».

TROPPI UFO NEI CIELI

Una denuncia esplicita: tanti piloti – anche civili – avvistano continuamente gli Ufo-Uap. «Ma spesso non ne parlano, temendo di compromettere la loro carriera. O persino di mettere a rischio la loro incolumità personale», specie se riferissero – come avvenuto al Congresso, a fine luglio – di aver anche avuto la possibilità di scorgere «presenze biologiche», cioè piloti, ai comandi delle misteriose astronavi.

«Molti nel governo sanno più di quanto lasciano intendere, ma tengono nascoste informazioni cruciali», ha affermato Ryan Graves. «Dal 2021, tutti i video Uap sono classificati come segreti. Questo livello di segretezza non solo impedisce la nostra comprensione, ma alimenta speculazione e sfiducia. E chi prova a parlarne – come me – deve affrontare conseguenze». Una vera e propria persecuzione legale e burocratica: «Rappresaglia attiva, terrorismo legislativo».

IL CONGRESSO: ORA DITECI TUTTO

Da qui l’appello – per una volta bipartisan – dei parlamentari statunitensi: «Scopriremo quello che è stato insabbiato: questo è un tema di trasparenza del governo», ha rimarcato il deputato repubblicano Burchett. Non a caso: Burchett – sottolinea la stampa – è uno dei più ferventi sostenitori della necessità di rendere disponibili informazioni sui fenomeni aerei non identificati.

«A chiedere a gran voce una maggiore trasparenza da parte del governo sugli Ufo è anche il leader dei democratici in Senato, Chuck Schumer, che di recente – ricorda “Rai News” – ha introdotto un emendamento al National Defense Authorization Act». Obiettivo: «Rendere pubblici tutti i documenti del governo legati ai fenomeni non identificati».

DEPISTAGGIO EXTRATERRESTRE?

Svelare possibili verità sugli Uap? L’accelerazione nasce nel 2017: Luis Elizondo, ex agente dell’intelligence Usa e già direttore del programma di identificazione delle minacce aerospaziali, riferì al “New York Times” di avvistamenti di oggetti dalle dinamiche molto strane, da parte dei piloti della Us Navy. Furono forniti tre video, analizzati e reputati autentici.

Quello che colpisce, oggi, è appunto la ridondanza mediatica che enfatizza la vicenda. Fa parte di un colossale “piano di distrazione di massa”, per distogliere l’Occidente dalla gravissima crisi che sta vivendo, a livello mondiale? O si tratta invece di indizi e segnalazioni che, semplicemente, non è più possibile nascondere sotto il tappeto?

MAGALDI: PREPARATEVI A TUTTO

Propende per la seconda ipotesi un insider come Gioele Magaldi, autore del bestseller “Massoni” (2014) e già inziato alla superloggia sovranazionale Thomas Paine. Si sta avvicinando il momento – sostiene – in cui l’umanità sarà messa di fronte ad aspetti insospettabili, riguardo alla vita dell’universo. Segreti a lungo custoditi, da certi massoni e non solo?

Appassionato di astrologia, Magaldi fornisce una spiegazione anche stellare: «Non è peregrina, la dottrina astrologica che presenta l’imminente transito di Plutone in Acquario come premessa per cambiamenti epocali». Insiste: «Non è materia per squinternati: l’astrologia ha un fondamento sperimentabile e verificabile: staremo a vedere se dal 2024 si ripeterà il ventennio che ci fu tra il 1779 e il 1799, quando si gettarono le basi della contemporaneità».

PLUTONE IN ACQUARIO

In effetti, esplosero le grandi rivoluzioni: quella francese e quella americana. La fine dell’Ancien Régime, l’inizio della modernità. «Credo che proprio quell’ingrediente – la vita extraterrestre (o proto-terrestre, o meta-terrestre) – sarà uno dei grandi temi del ventennio che sta per aprirsi: ne vedremo delle belle».

«Naturalmente – aggiunge Magaldi (intervistato da Fabio Frabetti il 31 luglio sul canale “Border Nights”) – di questo argomento bisogna parlare cum grano salis, quindi senza il pressapochismo, la superficialità e anche l’atteggiamento fideistico che troppo spesso avvelena i cuori e le menti. Ripeto: è un tema delicatissimo. E sarà al centro dei prossimi anni». Una profezia facilissima da verificare: da un po’ di tempo, queste notizie sembrano aver fretta.

BIGLINO: ATTENTI AGLI USA

Tra gli spettatori più interessati c’è anche Mauro Biglino, studioso della Bibbia. Autore di bestseller tradotti anche all’estero, si sofferma sulla lettura letterale dell’Antico Testamento: potrebbe suggerire la presenza, già allora, di entità distinte dall’umanità: di origine non terrestre o magari pre-umane, appartenenti a una civiltà precedente e molto evoluta.

Popolarissimo in Italia, Biglino opera nel solco tracciato da Zecharia Sitchin in relazione alla possibile origine extraterrestre degli Anunnaki sumerici. La teoria degli antichi astronatuti che avrebbero visitato il pianeta molto prima della comparsa dell’uomo? Tra i suoi propugnatori c’è lo svizzero Erich von Däniken, in contatto con Biglino. Oltre che con il grande saggista britannico Graham Hancock, lo studioso torinese collabora anche con lo statunitense Avi Loeb, celebre astrofisico di Harvard: il primo a credere che non siamo mai stati soli, nell’universo.

COME NELLA BIBBIA?

Di fronte alle ultime deposizioni sugli Uap in Campidoglio, lo stesso Biglino sottolinea: «Non si può non notare il carattere ormai istituzionale delle esternazioni, per di più rese sotto giuramento: fatto notevole, in un paese nel quale il reato di spergiuro può costare fino a cinque anni di carcere». Come dire: vale la pena di prenderle sul serio, quelle dichiarazioni.

Il pilota David Fravor ha ammesso di aver avvistato un oggetto ovale, al largo delle coste della California: non aveva aperture né giunture, si librava sull’acqua per poi risalire rapidissimamente ad oltre 12.000 piedi di altezza. Nella Genesi – osserva Biglino – si legge che il Ruach degli Elohim “merachefet” (aleggiava) sulle acque. Analogie interessanti?

L’UFO DI ZACCARIA

Per la sua forma (cilindrica, con le due estremità arrotondate) è stato battezzato “l’Ufo Tic-Tac”, come le caramelle. «Ricorda quello che avrebbe visto il profeta Zaccaria, che ha descritto un cilindro volante della lunghezza di 20 cubiti e della larghezza di 10: quindi anche qui abbiamo due deposizioni, una contemporanea e una di alcune migliaia di anni fa, che ci fanno pensare al medesimo tipo di oggetto».

Lo stesso Zaccaria parla di un imprecisato Epha volante. Lo descrive: aveva un’apertura circolare, dalla quale era possibile individuare una presenza femminile. Antichi astronauti, appunto? Se così fosse, sempre che prima o poi arrivino evidenze incontrovertibili – aggiunge Biglino – le ultime notizie potrebbero confermare le ipotetiche presenze menzionate con estrema precisione da svariati altri testi antichi, non solo ebraici.

ANTICHI ASTRONAUTI: L’INDIA

Sovrabbondanti le testimonianze (letterarie) del lontano Oriente: quei fenomeni – ricorda sempre Biglino – sono citati nel Vymanika Shastra, nel Samarangana Sutradhara, nel Rig Veda, nello Yajur Veda. Ancora: ne parlano libri indiani come l’Atharva Veda, il Ramayana, il Mahabharata, il Purana. E tanti altri: Bhagaravata, Avadhana, Raghuvamsa, Jatalas, Abimaraca di Bhalsa.

Se si adotta il “metodo Biglino” (traduzione testuale del testo biblico) si può anche immaginare che personaggi come Elia e lo stesso Ezechiele possano effettivamente essere saliti a bordo di Uap ante litteram. Pura follia? Forse non la pensano così i gesuiti: senza imbarazzi, si dicono pronti anche a battezzare, eventualmente, possibili “fratelli dello spazio”. Come dire: la teologia può coesistere benissimo con l’ufologia.

PARLANO I GESUITI

Proprio di esobiologia (vita extraterrestre) si occupa il potente osservatorio astronomico di Mount Graham, in Arizona: la Specola Vaticana, gestita dalla Compagnia di Gesù. Gli stessi astrofisici gesuiti – José Gabriel Funes, Guy Consolmagno – l’hanno ripetuto, negli ultimi anni: sbagliatissimo escludere a priori l’esistenza di entità non terrestri. Magari, appunto, come quelle riportate in numerosi testi antichi?

Prima di morire, monsignor Loris Capovilla – già segretario di Papa Giovanni XXIII – raccontò alla stampa estera che il Pontefice avrebbe vissuto un incontro, straordinario e commovente, con un alieno antropomorfo. Sarebbe disceso da un piccolo disco volante atterrato nel parco di Castel Gandolfo, nell’estate del 1961. Lui, Capovilla, sarebbe stato testimone oculare dell’evento.

L’ALIENO E IL PAPA

Il racconto dell’alto prelato – arcivescovo, poi cardinale – non è suffragato da prove: niente foto. Restano solo le sue parole. Visibilmente scosso, poco dopo il Papa gli avrebbe detto: «I nostri fratelli sono ovunque, nello spazio: solo che facciamo fatica a riconoscerli». Considerazione ovvia: difficile credere che leader spirituali di quella caratura si mettano a raccontare favole. Le stupidaggini non facevano parte del loro repertorio.

Che cosa pensare, di quanto sta avvenendo? Niente di definitivo: manca ancora la pistola fumante. E il capitolo Ufo resta una materia altamente rischiosa: il dossier può essere manipolato, anche per suscitare nuove paure. Nel dubbio, Biglino è possibilista: «Teniamo la mente aperta, nel caso fossimo davvero alla vigilia di una grande sorpresa». Lo pensa anche Magaldi, che si sbilancia: forse, dall’eventuale “disclosure” (di qualunque cosa si tratti) potrebbe ormai separarci appena una manciata di mesi.

GIORGIO CATTANEO

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