La Casa Bianca ha annunciato ieri, 15 settembre, l’ennesimo pacchetto da 600 milioni di dollari di aiuti militari a Kiev.

Il Dipartimento della Difesa americano ha reso noto che la fornitura includerà non solo armi convenzionali, armi leggere e proiettili di artiglieria ad alta precisione ma anche sistemi di artiglieria a lungo raggio come gli Himars, sistemi anti-drone e quattro radar anti-artiglieria, 36 mila proiettili di artiglieria da 105 mm e mille proiettili di artiglieria da 155 mm.

“La possibile fornitura dagli Usa a Kiev di missili a lungo raggio avrebbe un carattere estremamente destabilizzante”, ha commentato la portavoce del Ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, a Ria Novosti: “Se gli Stati Uniti prenderanno questa decisione, oltrepasseranno la linea rossa, diventeranno parte diretta del conflitto e la Russia si riserva il diritto di rispondere adeguatamente”.

Gli Stati Uniti hanno stanziato finora oltre 13 miliardi di dollari in assistenza militare all’Ucraina. A fine agosto il presidente Americano Joe Biden aveva già annunciato un ulteriore invio di armi per 2,98 miliardi di dollari.

Gli Usa continuano quindi a gettare benzina sul fuoco, in una guerra per procura volta a indebolire quanto più possibile la Federazione russa: non solo “prestando” i servizi di intelligence e di spionaggio satellitare ma pure trascurando gli avvertimenti lanciati più volte da Mosca a proposito di una possibile escalation del conflitto.

ANTONIO ALBANESE

 

 

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