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Notizie5 Aprile 2023

Ursula von der Leyen va in Cina

Di ·642 contenuti pubblicati
Ursula von der Leyen va in Cina
Giulia Burgazzi analizza il viaggio di Ursula von der Leyen in Cina, evidenziando la volontà di ridurre i rapporti commerciali con Pechino. Si discute anche dell'influenza degli Stati Uniti e della dipendenza europea dalle materie prime cinesi.
Punti chiave
  • Ursula von der Leyen parte per la Cina con Macron il 5 aprile 2023.
  • L'Ue intende ridurre i rischi dei rapporti commerciali con la Cina.
  • Von der Leyen esclude vendite alla Cina di prodotti militari.
  • L'Ue dipende dalla Cina per le terre rare e altre materie prime.
  • Le relazioni Ue-Cina dipenderanno dall'atteggiamento cinese verso la Russia.
L'articolo

Foschi segnali accompagnano la partenza per la Cina di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. Va a Pechino insieme al presidente francese Macron. L’esito più verosimile sarà il linea con i desideri statunitensi: riduzione dei rapporti commerciali fra Ue e Cina, magari nella prospettiva di future sanzioni. Così, dopo l’energia della Russia, verranno a mancare o si ridurranno anche i manufatti e le materie prime cinesi.

L’Ue ha predicato e praticato per decenni la religione della globalizzazione – non importa produrre, basta commerciare – e ora, folgorata sulla via di Washington, si è convertita: commercio, sì, ma solo con i Paesi amici degli Usa. I cittadini e le attività economiche ne pagano il prezzo.

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Il viaggio di von der Leyen e Macron inizia oggi, mercoledì 5 aprile 2023.

IL DISCORSO DI URSULA VON DER LEYEN

Le intenzioni di von der Leyen traspaiono dal discorso sulla Cina che ha pronunciato la settimana scorsa. Ha espresso due concetti fondamentali. Il primo: ridurre i rischi dei rapporti commerciali fra Ue e Cina. Il vocabolo che ha usato, de-risk, è fondamentalmente una variazione retorica sul tema dell’assottigliare o del tagliare i ponti, esattamente come piace agli Usa.

A questo proposito, von der Leyen ha affermato con una certa chiarezza che non bisogna vendere alla Cina nulla che possa essere usato anche in campo militare. Cosa si potrà ancora esportare in Cina, lo champagne? Eppure – ella stessa lo ha riconosciuto nel medesimo discorso – l’Ue dipende completamente dalla Cina per le terre rare, indispensabili nell’informatica e per la produzione di energie rinnovabili. Si può aggiungere che non si trova un nuovo fornitore di terre rare da un giorno all’altro. Nemmeno da un anno all’altro, o nel giro di pochi anni.

Alla luce di questo, von der Leyen ha anche detto di non volere l’interruzione dei rapporti commerciali fra Ue e Cina: ha sostanzialmente detto di volerli rimodellare. Sarà interessante sapere come la prenderà la Cina. Chissà se accetterà di plasmare le relazioni con l’Ue esattamente nel modo che piace (e che farebbe comodo) a von der Leyen…

Il secondo concetto fondamentale del discorso sulla Cina di von der Leyen, e dunque dell’atteggiamento con cui va a Pechino,  è l’Ucraina, cioè la guerra dell’Occidente contro la Russia. Pur se formalmente neutrale, la  Cina di fatto è a fianco della Russia, con la quale intende costruire un mondo multipolare. Questo non va giù alla presidente della Commissione europea. Le sue parole testuali: per le future relazioni fra Ue e Cina, un fattore determinante sarà il modo in cui la Cina continuerà ad interagire con la guerra di Putin.

Traduzione. Se la Cina si stacca dalla Russia, l’Ue la tratterà meglio. Altrimenti, l’Ue la tratterà peggio.

L’EUROPA TRA STATI UNITI E CINA

Chissà che paura si è preso il presidente cinese Xi Jinping! La Cina tiene praticamente in pugno l’Ue per la fornitura di terre rare e altre materie prime, si è appena sentita annunciare il de-risk commerciale e lo stop alla vendita di prodotti ad uso anche militare e certo volterà le spalle alla Russia per inginocchiarsi piangendo davanti a von der Leyen. Senza dubbio la supplicherà di poter continuare a vendere all’Ue almeno terre rare, magliette e cianfrusaglie…

Se non fosse tragico per la società e per le attività economiche dell’Ue, l’atteggiamento con cui Ursula von der Leyen parte per la Cina avrebbe un lato comico. Farebbe pensare al chihuahua di Baskerville.

Per certi versi, gli Stati Uniti somigliano al mastino di Baskerville. Vogliono essere l’Unica Grande Potenza Mondiale. Sono un colosso economico e una potenza nucleare. Anche se è in corso la de-dollarizzazione del commercio internazionale, hanno una mole e un peso più che rispettabili. Non si può certo immaginare di prenderli impunemente a pedate.

L’Ue di Ursula von der Leyen, rispetto agli Usa, è il cagnolino che va a rimorchio del cagnone e che tenta di compensare le ridotte dimensioni abbaiando a perdifiato. Il cagnone a stelle e strisce è grande e grosso: sbafa tranquillamente anche la pappa del cagnolino europeo. Il chihuahua di Baskerville gli corre a fianco ugualmente, ed abbaia anche se ha la pancia vuota.

GIULIA BURGAZZI

 

 

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