L’agguato che ha freddato Andriy Portnov rappresenta solo l’ultimo caso di una lunga serie di morti sospette di ex alleati dell’ex presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovich. Si spara sui diplomatici: da Jenin in Cisgiordania, dove l’esercito israeliano ha sparato colpi in aria durante una visita di diplomatici, a Washington, dove due membri dell'ambasciata di Israele sono stati uccisi in una sparatoria. Ne parliamo a Dietro il Sipario insieme a Stefano Orsi, Enzo Pennetta e Francesco Forciniti. Conduce Enrica Perucchietti.

L’omicidio di Andriy Portnov, avvenuto a Madrid, segna l’ultimo capitolo di una lunga scia di morti sospette che coinvolgono ex alleati dell’ex presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovich. Portnov, noto per il suo passato politico, è stato freddato a colpi d'arma da fuoco subito dopo aver accompagnato i suoi figli a scuola. Le autorità spagnole stanno indagando, ma non escludono nessuna pista, tra cui quella politica, suggerita dalla presenza di Portnov sulla lista nera di Mirotvorets, un sito che identifica i nemici dell’Ucraina.
La lista di Mirotvorets ha suscitato preoccupazioni per il suo ruolo nel creare un clima di ostilità e intimidazione. Dalla sua creazione nel 2015, il sito ha pubblicato migliaia di nomi, inclusi quelli di giornalisti e politici, molti dei quali sono stati successivamente uccisi. Gli esperti suggeriscono che il sito sia collegato ai servizi segreti ucraini, il che solleva interrogativi sulla responsabilità dello stato ucraino in queste operazioni. La presenza di Portnov su questa lista potrebbe averlo reso un obiettivo prioritario, in un contesto in cui i servizi segreti ucraini hanno dimostrato di operare anche all’estero, come evidenziato da precedenti casi di omicidi e rapimenti.
Il contesto geopolitico attuale, con le imminenti elezioni presidenziali in Ucraina, potrebbe aver ulteriormente aggravato la situazione. Il clima di tensione e la necessità di eliminare potenziali avversari politici sembrano suggerire che l’omicidio di Portnov non sia un caso isolato, ma parte di una strategia più ampia di repressione. Inoltre, la presenza di profughi russi e ucraini in Spagna ha reso il paese un terreno fertile per conflitti legati a questa guerra ibrida, che si riflette anche in attacchi diretti contro figure scomode per il regime di Kiev.
In parallelo, eventi recenti in altre zone di conflitto, come gli spari contro diplomatici in Cisgiordania e omicidi di membri dell'ambasciata israeliana a Washington, mettono in luce un clima di violenza crescente che non risparmia neanche i diplomatici. Questi episodi evidenziano la fragilità della situazione internazionale e come la guerra in Ucraina stia avendo ripercussioni ben oltre i confini nazionali, portando la violenza nelle strade europee e minacciando la sicurezza dei cittadini.
La spirale di violenza e omicidi politici solleva interrogativi sulla natura della democrazia ucraina, che si presenta come un bastione contro l'autocrazia russa mentre, al contempo, tollera la creazione di liste di nemici da eliminare. Questo paradosso mette in discussione la narrativa occidentale che dipinge l’Ucraina come un modello di democrazia da difendere. La questione centrale rimane quindi quella della responsabilità degli stati e delle istituzioni nel garantire la sicurezza e la giustizia, sia a livello nazionale che internazionale.
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