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Notizie26 Aprile 2022

Un 25 aprile con le bandiere naziste in piazza ed attacchi agli antifascisti

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza il controverso 25 aprile, evidenziando la presenza di bandiere naziste e del battaglione Azov. Si discute anche delle tensioni interne alla sinistra e delle violenze contro l'ANPI durante le celebrazioni.
Punti chiave
  • Bandiere naziste e del battaglione Azov al corteo di Milano.
  • Sandro Pertini si oppose all'adesione dell'Italia alla NATO nel 1949.
  • Il 25 aprile 2022 ha visto violenze contro l'ANPI e divisioni tra i partecipanti.
  • Aggressioni da parte di ucraini con simboli di Azov contro antifascisti a Bologna.
  • Riflessioni sul capovolgimento mediatico riguardo ai simboli nazisti e banderisti.
L'articolo

Dopo questa le abbiamo viste davvero tutte: bandiere naziste in piazza il 25 aprile. Eh già, perché nel corteo milanese spuntano le bandiere del battaglione Azov, che non è esattamente una formazione di sinistra né tantomeno antifascista. Ed è paradossale che durante la Festa della Liberazione italiana dal nazifascismo si sventolino bandiere che a quell’ideologia malata si rifanno. Crani rasati e simboli di Azov alla festa della Liberazione, un paradosso mai visto.

E bandiere Nato. “La NATO incarna i valori della Resistenza” dicono alcuni. Peccato che uno dei personaggi simbolo della lotta al nazifascismo, Sandro Pertini, la pensasse in maniera differente, quando il 7 marzo 1949 votò contro l’adesione dell’Italia alla NATO: “Questo Patto Atlantico in funzione antisovietica varrà a dividere maggiormente l’Europa […] Una Santa Alleanza in funzione antisovietica, un’associazione di nazioni, quindi, che porterà in sé le premesse di una nuova guerra e non le premesse di una pace sicura e duratura. Noi siamo contro questo Patto Atlantico dato che esso è in funzione antisovietica. Perché non dimentichiamo, infatti, come invece dimenticano i vostri padroni di oltre Oceano, quello che l’Unione Sovietica ha fatto durante l’ultima guerra. Essa è la Nazione che ha pagato il più alto prezzo di sangue. Senza il suo sforzo eroico le Potenze occidentali non sarebbero riuscite da sole a liberare l’Europa dalla dittatura nazifascista”. Altro che Mattarella che cita Bella Ciao a sproposito sull’Ucraina.

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Quindi il 25 aprile 2022 verrà ricordato come quello che più di ogni altro ha cercato di stravolgere e riscrivere la Storia. E purtroppo ha portato anche violenze di piazza. L’ANPI è stata attaccata perché, coerentemente con la sua storia, non ha voluto appoggiare delle milizie fasciste. Ma anche il corteo milanese è risultato spaccato. Enrico Letta è stato duramente contestato, e ci si è insultati tra “putiniani” e “fascisti”. Vauro attacca duramente Mattarella dicendo a chiare lettere quello che da due anni abbiamo ampiamente capito: non è più il garante della Costituzione.

La guerra in Ucraina ha quindi finalmente portato a galla la guerra civile in seno alla sinistra, tra “conservatori” legati ai vecchi valori socialisti e filosovietici che di certo non vedono di buon occhio il nazismo ucraino e “piddini” oramai di fatto estensione dei partiti liberal di matrice anglosassone.

Ma folklore a parte sono successi casi assai più gravi di qualche parola contro Letta e Mattarella. A Bologna una ventina di ucraini che sfoggiavano simboli del battaglione Azov hanno aggredito gli organizzatori del 25 aprile Gli ucraini in questione, che hanno detto chiaramente di ispirarsi all’ “eroe nazionale” nazista Bandera, hanno aggredito il banchetto Ucraina antifascista.

“Mi ha colpito l’arroganza con cui si mostravano padroni in un contesto che non era il loro ed anche quel mix di vittimismo e violenza che istituzioni e media mainstream stanno avallando” racconta un testimone oculare. Questo dovrebbe far riflettere più di qualcuno.

Come dovrebbe far riflettere il capovolgimento mediatico dell’uso dei simboli, quando giornalisti che fino a poco tempo fa vedevano del nazismo persino nelle svastiche sulle statue di Buddha ora cercano di convincerci che i banderisti del battaglione Azov usino la svastica in senso “culturale” mentre cercano di demonizzare quei simboli sotto i quali i russi lasciarono 30 milioni di morti per opporsi al nazismo

ANDREA SARTORI

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