UK e Israele si arrendono a Omicron: liberi tutti. Rimane la UE, ridotta di Salò del terrore

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Israele è stato definito il “canarino in miniera” della sperimentazione vaccinale. I governi di Tel Aviv hanno applicato misure durissime prima di tutti gli altri. Oggi Israele si arrende a Omicron: così almeno dice il Jerusalem Post “Omicron finirà solo quando le masse saranno infettate: Israele non ha alcun piano per fermare il virus”. In pratica abbiamo la famosa “immunità di gregge” tanto contestata: gli israeliani, dopo la Caporetto vaccinale, hanno intelligentemente preso la palla al balzo sull’innocua Omicron e deciso di mettere fine alla buffonata.

Stessa cosa a Londra. Il primo ministro Boris Johnson ha parlato: nessuna nuova restrizione per il Capodanno. Ma già il Times, lo storico quotidiano britannico. Sono gli stessi esperti inglesi a dire che Omicron non è la stessa del Covid prima maniera e che le morti di massa sono “storia” appoggiando le opinioni del Primo Ministro.

Noi abbiamo invece avuto il demenziale consiglio dei ministri in cui è stato approvato il lockdown per non vaccinati . In questo seguendo la Germania (anche se non è così pesante come la racconta la stampa italiana) e la Francia. E la Cina.

Perché la Cina ora ha adottato anche la gogna pubblica, o almeno così ci tengono a far sapere (ormai i video cinesi li prendiamo con le molle). Pechino persegue, come Roma, la politica dello zero contagi: una politica economicamente suicida per un Paese che ha anche il problema della bolla immobiliare e che vede allontanarsi il famoso e oramai mitologico sorpasso sui pur declinanti Stati Uniti.

Roma, Berlino e Pechino, con quest’ultima al posto di Tokyo. Certo che se poi ci mettiamo le provocazioni alla Russia (più di marca europea che americana, visto che Biden e Putin quantomeno cercano di parlarsi) abbiamo uno scenario già visto, e uno scenario che ha visto l’Europa sconfitta. Oramai la Von Der Leyen è nel bunker è Draghi sarà il presidente della Repubblica di Salò. Omicron è l’arma che sta sconfiggendo i dittatori sanitari.

Tutte le folli misure in Europa e in particolare in Italia servono probabilmente a mascherare il fallimento totale del presunto “governo dei migliori”. Mario Draghi esce pesantemente ridimensionato, ma si incaponisce, esattamente come Hitler dopo Stalingrado, a non capitolare e a ordinare la soluzione finale del problema no vax. Mario Draghi non pare più quell’uomo ipercompetente che ci hanno dipinto, ma un patetico pasticcione tanto che viene il sospetto che anche il disastro umanitario in Grecia sia stato provocato più da incapacità che da vera e propria malvagità.

E attorno abbiamo un governo di mediocri, col sadicocratico “chihuahua dei Baskerville” Renato Brunetta, il ministro degli Interni Lamorgese che ritiene più opportuno spiegare le forze per impedire una festa in piazza che non dei reati propriamente detti o Enrico “Strelnikov” Letta, il commissario politico del PD, fanatico come un cekista del 1917.

Non ammetteranno mai di aver fallito se non davanti alle macerie d’Italia e d’Europa. Mentre il Regno Unito si riprenderà economicamente, l’Europa diventerà un deserto per colpa di leader inetti e narcisisti quali Draghi, Macron, la Von Der Leyen. Si stanno ripetendo esattamente le stesse follie del 1945. Follie che portarono l’Europa a perdere il suo ruolo nel mondo a favore di Usa e Urss.

La follia è destinata a crollare, ma l’agonia si prolungherà se non si avrà il coraggio di alzarsi e urlare: il re è nudo. Tutti insieme. Omicron è un raffreddore e questi stanno cercando di mascherare il loro fallimento, come il Duce a Salò cercava di mascherare con dei bei discorsi una guerra perduta sin dall’inizio e un’ecatombe di vite umane sacrificate al suo ego. E come il Duce dava la colpa ai sovversivi, ai partigiani, al Vaticano e via dicendo, così oggi si dà la colpa ai no vax

Guardate Londra e guardate Israele. Ascoltate Radio Londra. Prendete nota della realtà. Il “governo dei migliori” ha fallito.

ANDREA SARTORI

Andrea Sartori

Andrea Sartori (Vigevano, 20 febbraio 1977), diplomato presso il liceo classico "Benedetto Cairoli" di Vigevano, si laurea in Lettere Classiche presso l'Università degli Studi di Pavia con una tesi sull'Egitto greco-romano.

Giornalista pubblicista, insegna per qualche anno presso una scuola privata vigevanese prima di intraprendere la carriera giornalistica prima come corrispondente locale presso i giornali L'Informatore Lomellino, La Lomellina e La Provincia Pavese per poi trasferirsi a Mosca dove insegna la lingua italiana presso la scuola steineriana di Laryushino (Oblast' di Mosca) e collaborare con la facoltà di medicina dell'Università Statale di Mosca per la cura dell'opera di Galeno.

Continua a collaborare giornalisticamente col Giornale di Reggio per il quale recensisce alcune mostre a Mosca.

E' autore di due romanzi: Dionisie: la prima inchiesta di Timandro il Cane (IBUC edizioni 2016) e L'Oscura Fabbrica del Duomo (IBUC edizioni 2019), "Acheruntia" (Kraken edizioni, 2021) ed è stato finalista ai premi di poesia "Settembre a Milano" (1998) e "Val di Magra" (1999).

Parla tre lingue (inglese, francese e russo). Sposato, ha un figlio

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