Sembra proprio che le poste siano diventate il territorio di scontro (reale e simbolico) tra il regime sanitario, incarnato in Italia da Draghi, e la resistenza democratica. La scelta del governo di consentire solo ai possessori di tessera verde l’accesso agli uffici postali sta scatenando proteste e dimostrazioni in tutta Italia.

Negli uffici postali si stanno verificando situazioni assurde: come la richiesta del pass del titolare della bolletta anche se la sta pagando qualcun altro, o il divieto di prelevare i propri soldi, redditi di cittadinanza, casse integrazione, o la pubblica cacciata di anziane signore tra urla e offese. Neanche la Polizia o i Carabinieri riescono a riportare alla ragione impiegati e direttori ostinati nell’interrompere il pubblico servizio.

Le poste sono, in particolare per le persone anziane, il servizio per antonomasia. E’ alle poste che si ritira la pensione, che si pagano le bollette (non tutti sono capaci di farlo on line), si ricevono e inviano raccomandate…insomma escludere una categoria di persone dai servizi postali significa, soprattutto per i meno giovani, rendergli la vita impossibile.

Qualcuno obbietterà che è possibile entrare in posta con il tampone negativo, ma di fatto due file interminabili in una sola giornata sono ingestibili per la maggior parte delle persone (oltre all’assurdità della spesa). Per questo al governo devono aver pensato che, se tenuti fuori dalla posta, molti di quegli over 50 ribelli e non vaccinati si sarebbero alla fine arresi e rassegnati all’inoculazione coatta. A quanto pare però non sta andando così: l’obbligo vaccinale per gli over 50, le multe e l’estradizione dai pubblici uffici non sembrano funzionare visto che dal governo fanno sapere con rammarico che solo il 15% degli over 50 “no vax” ha deciso di capitolare e si è fatto la prima dose.

In compenso le poste sono diventate teatro di proteste e manifestazioni. A Trieste, città simbolo della lotta contro l’oppressione sanitaria, decine di persone hanno cercato di entrare nell’ufficio postale senza tessera verde, e sono stati necessari 30 agenti di polizia e la chiusura dell’ufficio per sedare la protesta. A Torino attivisti di Pro-Italia si sono avvicinati agli sportelli distribuendo volantini contro l’obbligo di Green Pass per l’ingresso.

“Solo il cimitero mi è concesso senza tessera verde. Ma prima che ciò avvenga, smantelleremo questa angheria”, ha detto Susanna Lucia, pensionata, che nei giorni scorsi aveva occupato con altri attivisti l’aula magna del Rettorato dell’Università di Torino.

Sui social Cinzia Trentanelli, portavoce torinese del movimento ‘No Green Pass’ scrive: “Oggi non mi hanno fatto entrare in banca a prendere i miei soldi, perché senza super green pass. Ho fatto chiamare il direttore e chiuso il conto. Togliamo i soldi dalle banche e li colpiremo nel cuore”. Alle Poste sta già succedendo.

E questo è forse il punto più importante, uffici postali e bancari obbedendo ad ordini illegittimi e illegali bloccano i servizi per milioni di cittadini? Bene, togliamo i nostri risparmi (almeno quelli che li hanno) e spostiamoli altrove. Non solo colpiremo le Poste, ma anche il governo che quel risparmio degli italiani lo utilizza, tramite CDP, per una serie di obbiettivi strategici e magari sarà possibile indurli a tornare alla ragione ed a cancellare queste norme ignobili e del tutto prive di qualsiasi valore scientifico.

ARNALDO VITANGELI

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