Come se non bastasse la guerra civile tragicamente ripresa nel Donbass,  la Gran Bretagna si è messa a soffiare a pieni polmoni sul fuoco del conflitto con la Russia.

Così diventa inequivocabile l’obiettivo di tutta la manfrina con la Russia che gran parte dell’Occidente manda avanti da mesi. L’obiettivo è uno stato di tensione permanente con la Russia, così da ottenere lo strangolamento economico dell’UE, Italia compresa. Tensione con la Russia infatti vuol dire poco gas russo per l’UE e per l’Italia. Poco gas russo vuol dire prezzo alle stelle dell’energia. Il prezzo dell’energia, oltretutto, è “incorporato” nel costo e nel prezzo in ogni attività economica. Risultato finale: i nostri “amici” ed “alleati” occidentali ci mandano in rovina. Potranno così comprare a prezzi di saldo un continente un tempo prospero. Si preparano a brindare sulle nostre rovine, insomma.

Per mantenere lo stato di tensione, il ministero degli Esteri britannico ha ufficialmente sancito la nascita (già adombrata alcune settimane fa) di un’alleanza a tre in chiave antirussa. Insieme alla Gran Bretagna, ne fanno parte l’Ucraina e la Polonia. Così dice un comunicato stampa congiunto.

Gran Bretagna e Polonia fanno parte della NATO. L’Ucraina no, e proprio l’eventualità di un suo ingresso nella NATO ha scatenato la crisi nell’Europa dell’Est. Si prospetta una sorta di pericolosa proprietà transitiva delle alleanza: l’Ucraina, che per evitare la guerra si è detta disposta a non entrare nella NATO, si è alleata direttamente con due Stati che fanno parte della NATO. Chissà come sarà contenta la Russia.

Insomma, la Gran Bretagna si è messa a tirare i baffi, e anche la coda, all’orso russo proprio mentre sembrava che volesse andare in letargo. Guardacaso, l’ha fatto insieme a due Paesi – l’Ucraina e la Polonia – che se entrasse in funzione il gasdotto Nord Stream II perderebbero definitivamente i quattrini derivanti dal passaggio sul loro territorio del gas russo destinato all’UE.

Il gasdotto Nord Stream II, dalla Russia direttamente in Germania, rappresenta l’unico modo per dare fiato e respiro all’economia europea. Però la sua entrata in funzione dipende dal rientro della tensione con la Russia. Polonia e Ucraina hanno molto da guadagnare dal mantenimento delle rotte attuali del gas russo e, conseguentemente, dal definitivo aborto del Nord Stream II.

Quanto alla Gran Bretagna e agli Stati Uniti di Biden, il loro vantaggio è chiaro. Senza Nord Stream II, l’UE e l’Italia continuerebbe ad essere alla canna del gas come ora. Dunque avrebbero un concorrente economico di meno. E in più, ovviamente, la prospettiva di comprare a prezzi di saldo il suo apparato produttivo. Il tutto senza neanche rischiare gli insostenibili danni economici derivanti da una guerra vera e propria.

Tutti quanti i protagonisti di questo tiro mancino – Gran Bretagna, Stati Uniti, Polonia, Ucraina – sono formalmente amici ed alleati. Nido di serpi, altro che amici.

GIULIA BURGAZZI

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