La balcanizzazione dell’Ucraina passa anche da Milano. Insieme alla distribuzione delle armi ai cittadini, carcerati compresi, la creazione della legione straniera formata da volontari è un ingrediente del caos armato in cui può evolversi la guerra con la Russia. Il presidente dell’Ucraina, Zelensky, sostiene che la legione straniera conta 16.000 effettivi. Euronews inserisce l’Italia fra i Paesi dai quali proviene il più alto numero di reclute.

La pagina Facebook del Consolato Generale d’Ucraina a Milano ha pubblicato un post per ringraziare quanti già avevano manifestato l’intenzione di unirsi alla legione straniera. Il post specificava anche che le porte del consolato continuavano ad  essere aperte per gli aspiranti legionari che andranno a combattere in terra straniera, mentre il Presidente ucraino Zelensky sembra che se la sia appena squagliata in Polonia (notizia di pochi minuti fa).

Il post è sparito, ma Affari Italiani ha immortalato lo screenshot. Il Quotidiano di Sicilia riporta le istruzioni per arruolarsi, che peraltro sono uguali o simili in tutto il mondo. Infatti la generalità delle rappresentanze diplomatiche ucraine partecipa alla rucerca dei volontari. Il primo passo è mandare una mail; a seguire il colloquio. Portare con sé gli eventuali documenti “comprovanti l’esperienza nel servizio militare/servizio delle forze dell’ordine/partecipazione a conflitti armati“.

Cercare in Italia volontari intenzionati a combattere in Ucraina è legittimo? L’articolo 244 del Codice Penale sembra suggerire che no, non si può fare: a meno che non ci sia l’autorizzazione del Governo. Non risulta un’autorizzazione del genere. Non risulta neppure che il ministro degli Esteri abbia convocato l’ambasciatore d’Ucraina in Italia per protestare. Lo ha fatto invece ad esempio il ministro degli Esteri del Senegal, altro Paese in cui l’ambasciata ucraina cercava volontari.

E non solo. Vale anche il simmetrico. Secondo il costituzionalista Giovanni Maria Flickr, anche un italiano che parte volontario per combattere in Ucraina commette in sostanza un reato. Sarebbe diverso, dice, se il Governo desse il consenso all’operazione.

I volontari per l’Ucraina tuttavia non vengono soltanto da Paesi occidentali. I ribelli siriani cercano un passaggio in Europa per vendicarsi contro Putin. Si tratta di fondamentalisti islamici legati al Daesh, o ad esso contigui.

E’ facile immaginare cosa accadrebbe se un legionario italiano fosse catturato in Ucraina insieme ad un commilitone proveniente dall’estremismo islamico. E comunque per creare complicazioni internazionali sarebbe sufficiente la pura e semplice cattura.

Il primo canadese deve aver pensato a uno scenario del genere. Infatti sconsiglia vivamente la partenza. Idem il primo ministro britannico. L’Italia, a quanto pare, lascia fare.

GIULIA BURGAZZI

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