Nel 2017 l’allora sindaco di Ankara, Ibrahim Melih Gokçek, sosteneva che terremoti artificialmente provocati dall’uomo avrebbero spazzato via la Turchia. A febbraio 2023 un sisma di proporzioni apocalittiche ha devastato Turchia e Siria. Secondo qualcuno, non si è trattato di una sciagura improvvisa e imprevedibile.

BREVE INTRODUZIONE AD HAARP

Era il 12 giugno 2017 quando un sisma di magnitudo 6.2 colpì la Turchia occidentale e le isole greche: a seguito di ciò, il sindaco Gokçek postò una serie di tweet in cui poneva domande sugli eventi appena accaduti. “Questa non è la prima né l’ultima volta che la Turchia viene colpita da sismi causati dall’uomo”, scriveva.

Tra le altre cose, aveva pubblicato anche un video sulla tecnologia Haarp (High frequency active auroral research program, Programma di ricerca attiva aurorale ad alta frequenza), che secondo lui avrebbe avuto una parte importante nel provocare le scosse. Ma non solo.

In breve, Haarp è un impianto ad uso sia civile che militare costruito su suolo americano, in Alaska: è in grado di inviare onde radio nella ionosfera. Ufficialmente il suo scopo è studiare come queste onde siano in grado di perturbare le comunicazioni a breve e a lunga distanza. La parte di studi pertinente alla divisione civile è nota. Quella di pertinenza militare invece non è mai stata resa nota.

IL TERREMOTO A CANNAKALE IN TURCHIA

Due mesi prima, e cioè nel febbraio 2017, la città turca di Cannakale era stata a sua volta colpita da un altro sisma. A seguito di ciò, il sindaco di Ankara affermò di aver investigato la zona di Cannakale e di aver scoperto una cosa sospetta.

“Oggi un grave sisma ha colpito Cannakale”, disse: “Ho investigato a lungo la faccenda e proprio in quella zona si trova un’imbarcazione che sta conducendo ricerche sui sismi. Ciò che questa imbarcazione sta facendo e a quale nazione appartiene è un affare che andrebbe risolto con urgenza”.

Cannakale è collocata sullo stretto dei Dardanelli, vicino al mare. Oltre la strana presenza dell’imbarcazione in concomitanza dello scatenarsi del fenomeno, preoccupava il sindaco anche la scarsa profondità dell’epicentro: circa sette chilometri. “Sono preoccupato che siano in grado davvero di provocare terremoti artificialmente”, così ancora il sindaco: “Dovremmo investigare questa cosa e informare il pubblico”.

LE PREVISIONI DI FRANK HOOGERBEETS

Dal 2017 facciamo un salto di sei anni e arriviamo così al 3 febbraio 2023, quando lo studioso olandese Frank Hoogerbeets pubblica un tweet correlato di immagini: “Prima o poi un terremoto di magnitudo 7,5 gradi colpirà Turchia, Siria, Libano e Giordania”.

Hoogerbeets lavora per una società che si chiama Ssgs (Solar system geometry survey, Indagine sulla geometria del sistema solare) e studia i sismi in corrispondenza di allineamenti particolari tra pianeti.

Per quanto la teoria possa apparire strampalata, la precisione della previsione a proposito di intensità e area interessata dal sisma ha colpito moltissimi utenti, che in breve tempo hanno fatto divenire il tweet di Hoogerbeets virale.

Ma c’è dell’altro.

GLI STUDI DI BLEIER E FREUND SULLA IONOSFERA

Sul sito della Ssgs si trova un articolo ripreso da Spectrum Ieee, la più importante rivista per ingegneri elettrici ed elettronici dello Ieee (Institute of electrical and electronics engineers, Istituto degli ingegneri elettrici ed elettronici). Lo Ieee è un’associazione professionale con sede aziendale a New York City e centro operativo a Piscataway, nel New Jersey.

L’articolo è firmato da due scienziati del calibro di Tom Bleier e Friedemann Freund. Parla in sostanza di ricerche condotte in tutto il mondo, evidenze registrate in prossimità dei sismi, che hanno portato a importanti scoperte.

“La connessione tra terremoti importanti e fenomeni elettromagnetici sul suolo e nella ionosfera sta divenendo sempre più certa”, si legge nell’articolo: “Ricercatori di varie parti del mondo tra cui Cina, Francia, Grecia, Italia, Giappone, Taiwan e Stati Uniti stanno collaborando agli studi fornendo dati provenienti da zone sismiche”.

A Taiwan ad esempio degli scienziati hanno monitorato 144 terremoti tra il 1997 e il 1999: hanno scoperto che, per i sismi di magnitudo pari o superiore a 6, il contenuto di elettroni della ionosfera era cambiato in maniera significativa nei giorni precedenti alle scosse.

LE COINCIDENZE CON LE IMMAGINI DALLA TURCHIA

Nell’articolo si trovano anche immagini davvero sbalorditive di strane luci che, secondo gli studiosi, si concentrerebbero nella ionosfera proprio a causa del contenuto di elettroni.

Suggestiva la somiglianza di quelle immagini con i lampi che si sono visti in cielo subito prima del sisma del 2023 in Turchia e Siria.

Se poi ufficialmente Haarp lavora sulla ionosfera, ed è proprio la ionosfera a subire modifiche secondo gli studi di Bleier e Freund, viene spontaneo collegare le due cose.

I RAPPORTI TRA TURCHIA E OCCIDENTE

La situazione internazionale si sta facendo sempre più tesa. Recentemente la Turchia sta rispondendo con fermi no a molti diktat di Stati Uniti e Nato. Ha pure velatamente minacciato di lasciare l’alleanza atlantica. Secondo l’agenzia di stampa russa Tass, la Turchia nel giro di cinque o sei mesi potrebbe uscire dall’organizzazione militare trainata dagli Usa: le politiche di quest’ultima sono poco proficue per Ankara e la popolazione turca non desidera rimanervi.

Le nostre sono sicuramente suggestioni e non vi sono elementi di prova in tal senso: ma chi non ha trovato una strana coincidenza il fatto che la terra abbia tremato all’indomani dell’ennesimo no turco alla supremazia statunitense?

La “nuova” arma per colpire i Paesi dissidenti sono terremoti, alluvioni e simili disastri ambientali?

MARTINA GIUNTOLI

 

 

 

 

 

 

You may also like

Comments are closed.