Trump, guai in vista?

La Commissione 6 gennaio della Camera dei Rappresentanti Usa ha concluso i lavori e stilato il suo report finale.

Il voto unanime dei membri, che si sono riuniti per approvare la relazione, arriva a una chiara conclusione. Si legge:

“Si raccomanda” che, visti i fatti, Donald J.Trump venga processato per aver fatto ostruzionismo, aver dichiarato il falso, e soprattutto per aver causato l’insurrezione del 6 gennaio 2021.

Per questa vicenda che davvero sembra non avere fine, potrebbe quindi aprirsi un nuovo capitolo presso il Dipartimento di Giustizia, con un processo all’ex presidente degli Stati Uniti.

Non è un mistero che la Commissione, composta da sette membri del Partito democratico americano e due repubblicani anti-trumpiani, sia servita nel tempo a tenere sotto controllo le azioni del tycoon newyorkese, più che a investigare davvero i fatti.

Questo report non sembra fare eccezione: arriva quasi a ridosso della candidatura dell’ex presidente alle presidenziali del 2024.

Trump, subito dopo aver appreso la decisione della  Commissione, non ha tardato a commentare la notizia sul suo social, Truth:

Le persone lo sanno che i democratici hanno un loro personale dipartimento investigativo che usano per tenermi alla larga dalle elezioni. Loro sanno perfettamente che se mi candido vinco. Dunque tutta questa faccenda di processarmi è esattamente uguale all’impeachment, ovvero un tentativo di parte di bloccare me e il Partito repubblicano.

E ancora:

Le false accuse messe in piedi dalla commissione sono state già formulate, perseguite e verificate processualmente con la bufala del mio secondo impeachment. A parte il fatto che ho vinto, questa gente non capisce che, se mi perseguita, la gente che ama la libertà mi difenderà.

Adesso sta al Dipartimento di Giustizia la decisione di portare Trump nuovamente alla sbarra. I membri della Commissione, Pelosi in testa, sembrano essere sicuri di quanto evidenziato nella relazione. Le analisi dei filmati e le testimonianze sentite nel corso dei mesi hanno, secondo il loro giudizio, creato basi solide per l’accusa.

L’idea che il magnate di New York finisca dietro le sbarre, non si può negare, sarebbe molto appetibile per il Partito democratico. Inoltre un’accusa per insurrezione lo escluderebbe per sempre dalle dinamiche politiche americane. Quale migliore occasione?

Il repubblicano anti-trumpiano Adam Kinzinger, membro della commissione, ha raccontato come l’allora presidente volesse a tutti i costi che il Dipartimento di Giustizia appoggiasse la sua congettura di frode elettorale:

Non accettava che vi fosse qualcuno che obiettava la sua idea di frode. Chi si metteva di traverso sulla sua strada è stato quasi licenziato. (…) Adesso faremo di tutto affinché questo non succeda ancora, Donald Trump non potrà più essere presidente.

Adam Schiff, altro membro della Commissione, sostiene addirittura che le schede elettorali “problematiche” di cui Trump ha sempre parlato siano state create di proposito.

Quando ormai i legali dell’ex presidente avevano capito che la battaglia per rimanere alla Casa Bianca sarebbe stata un buco nell’acqua, decisero di agire altrimenti.

Schiff sostiene vennero create schede finte riportanti il voto per il candidato repubblicano, fingendo di trovarle solo in seguito e pretendendo che venissero contate.

Le accuse che escono da quel report sono tutte gravi e distruggerebbero senza dubbio alcuno la reputazione di chiunque.

Adesso tutto dipende da cosa deciderà il Dipartimento di Giustizia: lascerà cadere le accuse o porterà Trump in tribunale?

Difficilmente, si sa dai sondaggi, il Partito democratico riuscirà a risalire la china, visto come sta procedendo la presidenza di Biden e la sua impopolarità bipartisan.

Senza una fine strategia politica ed una October surprise di tutto rispetto, ogni altra candidatura potrebbe avere la vita molto difficile.

MARTINA GIUNTOLI

 

 

 

 

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