Il vertice NATO di Madrid segna una svolta nel libro della storia. Apre un nuovo capitolo: un mortale Risiko planetario a tre in cui si confrontano gli Stati Uniti (cioè la NATO), la Russia e la Cina. Il teatro più caldo al momento è l’Europa, centro del confronto con la Russia. La prospettiva è che, alla fine del Risiko, dei tre giocatori ne rimanga uno solo: l’unica vera Grande Potenza Mondiale.

Forse, a Risiko concluso, gli USA continueranno ad essere l’unica Grande Potenza che ora sono o credono ancora di essere. E forse no. E’ questo il nocciolo della questione alla quale il vertice NATO ha adeguato la propria strategia aprendo a Madrid un nuovo capitolo di storia.

Il capitolo in Europa e in Italia sarà di piombo, come i proiettili dei 300.000 soldati (ora sono 40.000) che d’ora in poi comporranno la “forza di risposta rapida” della NATO nel continente.  Draghi ha promesso 2.000 soldati italiani più, all’occorrenza, altri 8.000. Si profila una guerra (“Non c’è rischio ma bisogna esser pronti”) che l’opinione pubblica non sostiene e la Costituzione men che meno.

Al vertice di Madrid, la NATO ha inaugurato una nuova strategia. La Cina, mai citata nelle strategie precedenti, rappresenta una sfida e una preoccupazione per l’ordine mondiale sul quale finora hanno regnato gli Stati Uniti. Invece la Russia – archiviata la vecchia partnership –  costituisce per la NATO la minaccia più significativa. C’è la guerra, ora, fra Ucraina e Russia: la NATO, cioè gli USA, appoggiano anima e corpo l’Ucraina (gli italiani, assai meno).

Anche se le truppe russe avanzano in Ucraina, non si parla nemmeno di aprire subito colloqui di pace che consentirebbero di limitare i danni, ovvero le perdite territoriali dell’Ucraina. L’obiettivo è indebolire la Russia con sempre nuove sanzioni (finora non funzionano o sono anzi un boomerang) o con le azioni militari per far sì che si accosti ad un futuro tavolo della pace solo in ginocchio, ossia in condizioni tali da non poter “mai più rifare” un’invasione come quella in Ucraina.

La traduzione di  “Russia principale minaccia” è che la NATO , anzi gli USA,  mirano appunto a una Russia in ginocchio, magari smembrata in più Stati e possibilmente senza Putin. Ovvio che Putin non possa accettare il secondo punto e che nessuna leadership russa possa mai accettare il primo. Quindi la Russia fa sul serio: mortalmente sul serio, dato che ne va della sua stessa esistenza. Anche la NATO fa sul serio. Fanno sul serio in Europa – a casa nostra, non dall’altra parte del mondo – e i soldati italiani promessi da Draghi entrano in questa partita.

E intanto c’è anche la partita con la Cina. La NATO, anzi gli USA, non perdonano l’appoggio politico che la Cina offre alla Russia, con la quale la Cina oltretutto conserva ed anzi aumenta i rapporti economici, alla faccia delle sanzioni.

In prospettiva, i falchi statunitensi guardano appunto alla Cina (“una sfida e una preoccupazione”) ma preferirebbero affrontarla dopo aver liquidato la Russia. Sempre che la Russia si lasci liquidare: è una potenza nucleare e i funghi atomici si leverebbero innanzitutto in Europa.

Siccome la Russia non è stupida e la Cina nemmeno, tutte e due sanno che possono vincere solo se rimangono unite. Eventualmente solo in futuro potranno sentire la necessità di una resa dei conti tramite un’ulteriore partita a Risiko fra loro due.

In questa situazione, l’Europa è semplicemente il teatro dello scontro: del primo scontro, quello fra USA e Russia. Ha tutto da perdere, non può che perdere comunque vadano le cose: eppure la sua zelante leadership porta acqua con le orecchie agli USA e alla NATO. E Draghi getta nel mortale Risiko 2.000 ed eventualmente 8.000 soldati italiani.

GIULIA BURGAZZI

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