La Bbc fa “scomparire le donne” mentre la quota di genere è colmata da ospiti trans che si auto-identificano. E i dipendenti dell’emittente si rivoltano. Lo riporta il Telegraph, attaccando il servizio radiotelevisivo pubblico del Regno Unito. Secondo il quotidiano londinese, all’origine del fenomeno c’è il cosiddetto “50:50 equality project”: lanciato nel 2017  da Ros Atkins, presentatrice di Bbc News, è stato inizialmente concepito per favorire la presenza femminile sui media.

Per capire meglio di cosa si tratta, basta andare sul sito della Bbc e leggere le note metodologiche inerenti il progetto: in buona sostanza, i team editoriali e di produzione monitorano i propri contenuti e utilizzano i dati che ne derivano, puntando a dare una rappresentanza del 50% a specifiche categorie in determinati contesti. Allo stesso link, il paragrafo “Misura ciò che controlli” assume poi dei toni a tratti totalitari. Va letto come se fosse un pezzo dei Laibach, con tanto di musica di sottofondo:

Conteggiamo solo i collaboratori che controlliamo. Nei contenuti giornalistici, non contiamo chi è parte integrante delle notizie giornaliere. Ad esempio, non contiamo il primo ministro mentre tiene un discorso o l’unico testimone oculare di un attentato. Non possiamo raccontare le storie senza queste persone e non abbiamo alcun controllo su chi siano. Tutti gli altri contano: reporter, analisti, accademici, esperti, casi studio e chiunque appaia (…).

Poco oltre, ci si imbatte in quello che potrebbe anche essere interpretato come uno scivolone, in base ai parametri dello stesso politicamente corretto:

Il 50:50 ha permesso alle squadre di individuare delle aree tematiche dove le donne o altre diversità sono sottorappresentate, come scienza o sport.

Ma come, le donne sono una diversità o sono uguali? E rispetto a chi? Quindi si può dire che pure gli uomini sono diversi dalle donne? Sicuri (sicur*, pardon) che non si tratti di retaggi culturali da superare? Battute a parte, proseguendo ecco che si trova il passaggio di recente introduzione, prontamente finito nel mirino del Telegraph. Passaggio in cui la Bbc spiega le proprie politiche in merito all’identità di genere:

I creatori di contenuti controllano l’identità di genere dei loro collaboratori allo scopo di avere almeno il 50% di donne. Non monitorano se il genere di un collaboratore differisce dal sesso registrato alla nascita. Dove possibile, è valutata anche la percentuale di collaboratori che si identificano come non-binary o genderqueer, allo scopo di migliorare la rappresentazione di tutti i generi.

Abbiamo appositamente scelto di non tradurre dall’inglese i termini non-binary e genderqueer per paura di sbagliare. Per il Telegraph, 

ciò significa che le donne trans nate come maschi saranno contate come donne, scatenando la reazione da parte del personale della Bbc, il quale sostiene che il programma è stato dirottato dagli attivisti trans.

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