Mancano solo due settimane all’arrivo della primavera nell’emisfero settentrionale ed il numero dei potenziali ortocoltori aumenta di giorno in giorno, dato che i produttori europei  stanno soffrendo  a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Al contempo anche le esportazioni alimentari globali sono messe a repentaglio per la stessa ragione,  con conseguente aumento dei prezzi che già  erano arrivati alle stelle prima del conflitto. 

Anche prima delle operazioni militari in Ucraina, le famiglie americane erano comunque sotto pressione a causa dell’impennata dei prezzi subita da cibo e gas. L’invasione pertanto ha solo peggiorato una situazione  già compromessa, visto che solo considerando la scorsa settimana i prezzi delle materie prime sono aumentati più del periodo di stagflazione della metà degli anni ’70 . 

Il prezzo  dei prodotti alimentari riportato dalle Nazioni Unite e pubblicato venerdì, ha mostrato che i prezzi del cibo solo a febbraio hanno superato il record precedentemente  stabilito nel 2011. Circa un quarto del commercio internazionale di grano, circa un quinto del mais e il 12% di tutte le calorie scambiate a livello globale provengono dall’Ucraina e Russia. Le esportazioni di cibo nella regione poi sono state interrotte a causa di conflitti e sanzioni.

Questo ci lascia con una fornitura di cibo globale sempre più in contrazione che potrebbe persino aumentare i prezzi già altissimi. Quindi visto che  la primavera è praticamente alle porte, gli americani subiranno uno shock quando si recheranno prossimamente al supermercato e toccheranno con mano l’inflazione al galoppo guardando il cibo sugli scaffali.

Per mitigare l’impatto sul prezzo della spesa, cosa che letteralmente manderà in default  le finanze delle famiglie, l’interesse per l’agricoltura e l’orticoltura potrebbe invece decollare e aiutare a migliore e facilitare  l’approvvigionamento alimentare.

Il governo degli Stati Uniti aveva fortemente incoraggiato la coltivazione  dei “War Gardens”, comunemente noti come “Victory Gardens” (In Italia, “Orti di guerra” NdT) , noti nei giorni bui della seconda guerra mondiale. Le persone piantavano giardini nei cortili, nei lotti vuoti e persino sui tetti delle città: tutti mettevano insieme le risorse e raccoglievano ogni sorta di frutta e verdura in nome del “patriottismo” e dell’aiutarsi comune.

I raccolti migliori dei Victory Gardens si avevano con fagioli, barbabietole, cavoli, carote, cavoli, cavolo rapa, lattuga, piselli, pomodori, rape, zucca e bietole perché erano facilmente inscatolabili e conservabili.

I Victory Gardens non appartengono esclusivamente al passato e quindi potrebbero presto essere riutilizzati qualora le catene di approvvigionamento alimentare venissero interrotte con lo scoppio del conflitto nell’Europa orientale. (…)

È meglio quindi iniziare a pensare agli “orti di guerra” visto che  la primavera è a sole due settimane di distanza. E oltre a questo, non sarebbe male fare un po’ di scorta di pane in previsione di prezzi al galoppo.

di Tyler Durden, traduzione Martina Giuntoli

 

 

  • 3499 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3181 Sostenitori