Donetsk, Lugansk, Kherson, Zaporizhzhia dal 23 al 27 settembre voteranno per il referendum per l'annessione alla Russia. Nel frattempo Putin ha lanciato il suo monito all'Occidente in un discorso in cui ha annunciato la mobilitazione militare parziale della Federazione: non era mai successo prima. Clicca sul video per seguire la puntata di Dietro il Sipario con ospiti Jean Toschi (giornalista e co-fondatrice del Comitato No Guerra No Nato), Antonio De Martini (storico) e Franco Fracassi (giornalista e scrittore). Leggi qui di seguito l'articolo a cura di Giulia Borgazzi:

Le recenti dichiarazioni di Vladimir Putin, in particolare il suo discorso alla nazione e l'annuncio di una mobilitazione militare parziale, hanno sollevato un'ondata di preoccupazione e dibattito a livello internazionale. La mobilitazione, mai attuata prima, segna un cambiamento significativo nella strategia della Russia in un contesto di conflitto che si è intensificato dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. In questo scenario, le regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia si preparano a tenere referendum per l'annessione alla Russia, un passo che potrebbe alterare il corso del conflitto e le reazioni dell'Occidente.
Putin ha avvertito che qualsiasi attacco contro i territori annessi sarà considerato un attacco contro la Russia stessa, giustificando così l'uso di tutti i mezzi necessari per difendere l'integrità territoriale russa. Questo approccio ha suscitato reazioni immediate dai leader occidentali, che hanno bollato i referendum come illegittimi e un tentativo di espansione imperiale da parte di Mosca. La tensione tra Russia e Occidente è palpabile, con l'Occidente che continua a rifornire di armi l'Ucraina, mentre la Russia sembra prepararsi a un conflitto prolungato.
Nel contesto di questo conflitto, le affermazioni di alcuni esperti e analisti pongono l'accento su una narrativa che suggerisce la presenza di elementi estremisti all'interno delle forze ucraine, con riferimenti a gruppi definiti "nazisti". Questi gruppi, secondo le dichiarazioni, avrebbero un ruolo significativo nel conflitto e nelle strategie militari ucraine, rendendo la situazione ancora più complessa e pericolosa. La presenza di tali elementi potrebbe influenzare non solo la condotta della guerra, ma anche la percezione internazionale dell'Ucraina e delle sue forze armate.
In questa fase, la comunità internazionale si trova di fronte a una scelta cruciale: continuare a sostenere l'Ucraina militarmente o cercare una via diplomatica per risolvere il conflitto. La mobilitazione russa e i referendum nelle regioni contese potrebbero rappresentare un punto di non ritorno, spingendo il conflitto verso una escalation che potrebbe coinvolgere ulteriormente l'Europa e il mondo. La questione centrale rimane se sia possibile trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti e riporti la pace nella regione, evitando che la guerra si trasformi in un conflitto di proporzioni globali.
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