Terza dose? Politica. E i direttori dei vaccini FDA si dimettono

Clamoroso gesto all’ufficio Ricerca e Revisione Vaccini della FDA americana. Marion Gruber e Phil Krause, rispettivamente direttore e vicedirettore, si sono dimessi contemporaneamente due giorni fa.

Niente “motivi familiari”: il gesto è apertamente di protesta verso la politica dell’amministrazione Biden che ha deciso di aprire la campagna per la terza dose del vaccino, dal 20 settembre, senza minimamente consultarli. La FDA non ha infatti neppure terminato di esaminare i dati per quanto riguarda il fatidico richiamo. Secondo Endpoints, una rivista del settore biotech, i due alti funzionari avrebbero espresso frustrazione per essere stati scavalcati dal governo.

La Casa Bianca ha commentato gelidamente che i suoi “esperti” hanno esaminato i dati scientifici e concluso che “è ora di preparare gli americani alla terza dose”.

Intanto, anche dal CDC arriva qualche bordata su questo richiamo vaccinale improvvisamente imposto a tutti. Durante una trasmissione televisiva la giornalista ha chiesto al direttore del CDC, Rochelle Walensky, se la terza dose potrà finalmente (a differenza delle precedenti) impedire il contagio. La dott. Walenski ha risposto senza mezzi termini:

Al momento è una speranza. Non abbiamo dati ancora. Non sappiamo se a più alti livelli di protezione risulteranno minori contagi.

Insomma, una terza dose che è esclusivamente una decisione politica. Se i responsabili vaccini FDA si dimettono per protesta e attaccano la Casa Bianca; se il capo del CDC dichiara apertamente in tv -sapendo molto bene quel che sta facendo- che il fatidico richiamo potrebbe non servire a nulla, allora non c’è più neanche la scusa “lo dice la scienza”. Anche perché la scienza da mesi fa resistenza sulla terza dose, come dimostra il comunicato congiunto FDA/CDC dello scorso 8 luglio in cui i due enti federali la dichiaravano non necessaria.

Chi davvero ha deciso, allora, che tutto il mondo ha improvvisamente bisogno della fatidica terza dose?

 

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