Una “tassa” solo per chi rifiuta la vaccinazione anti Covid? Potrebbe essere una buona idea, secondo un articolo apparso sull’ Oxford University’s Center for Business Taxation, che dibatte sull’opportunità di applicare questo genere di tasse.

Il Paese interessato al dibattito è il Canada, che sta esaminando proprio la proposta di tassare le persone che scelgono di non assumere i vaccini Covid-19.

L’articolo discute, praticamente, sui pro e i contro che potrebbero entrare in gioco nell’applicazione di misure di questo tipo, schierandosi, alla fine , a favore della tassazione contro “comportamenti considerati indesiderabili”.

Si tratta, diciamolo chiaramente, di un dibattito solo di facciata. Artificiosamente leggiamo Una tassa del genere è giustificata? In questo blog, discutiamo i principali pro e contro di tali tasse”.

Beh, quale possa essere l’unica posizione possibile sulla scelta di punire chi si rifiuta di vaccinarsi, da parte della Oxford University’s Center for Business Taxation, è evidente già nella sezione del giornale che riguarda i finanziatori:  in cima alla lista, che immaginiamo sia ordinata in base alla cifra donata, troviamo Astrazeneca e GlaxoSmithKline Plc.

Avete capito bene: un giornale finanziato da due delle più grandi case  farmaceutiche britanniche, dibatte “liberamente” nelle sue pagine sulla funzionalità etica di tasse che colpiscono la libertà di scelta dell’individuo e tira le somme, sempre “liberamente” e in maniera disinteressata, schierandosi a favore.

Nell’articolo in questione sono esposti  i modi per correggere questo “comportamento indesiderato”,: si parla di “tassazione diretta ai crediti d’imposta per coloro che sono stati vaccinati,” e “di mandati vaccinali e assicurazione obbligatoria Covid per i non vaccinati“.

Gli autori sostengono che una tassa sui vaccini sarebbe “giustificata” perché “le tasse sui comportamenti considerati indesiderabili non sono una novità ”: su questo hanno perfettamente ragione, dobbiamo ammetterlo.

Qui in Italia, dal primo Febbraio sono scattate le sanzioni per chi è over 50 e non si vaccina: 100 euro, che saranno notificati tramite la cartella dell’Agenzia delle Entrate, la sospensione dal lavoro senza retribuzione e una ulteriore sanzione da 600 a 1.500 euro se l’obbligato è colto sul posto di lavoro senza il Green Pass rafforzato, che si ottiene solo tramite vaccino o guarigione.

Questa volta l’Italia ha fatto scuola, bisogna ammetterlo: ma, per una questione di eleganza linguistica, la raffinatezza degli anglosassoni chiama “tassa” quello che noi italiani, più sempliciotti, abbiamo chiamato “multa”.

ANTONIO ALBANESE

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