Tamponi gratis: ma quanto costa davvero un tampone? Poco, quasi niente

I tamponi, da normale strumento diagnostico, sono diventati mezzo di pressione e perfino “strumento di tortura”. Tutti abbiamo assistito allibiti alle parole di Brunetta, che tutto contento li definiva “un costo psichico e fisico” per indurre al vaccino; oggi l’ineffabile Ricciardi, con la sua immancabile vena di sadismo, ha così decretato:

Le persone si renderanno conto che sottoporsi continuamente ai tamponi è logorante, anche fisicamente, i vaccinati aumenteranno

Gran parte dei politici di governo ha più volte spiattellato in faccia ai cittadini che i tamponi servono solo per piegarli e costringerli alla vaccinazione, in una sorta di tortura sudamericana à la Garage Olimpo. Anche l’alto costo dei tamponi fa la sua parte: non solo per svuotare le tasche di chi lavora inducendolo a piegarsi per fame, ma come strumento dialettico per impedire che i tamponi vengano resi gratuiti. Perché lo Stato dovrebbe “farsi carico” di tali costi? Perché il contribuente obbediente e vaccinato dovrebbe “elargire milioni” solo per assecondare i capricci dei no vax e no pass?

Con i tamponi a 15 euro a botta effettivamente sarebbe una grossa spesa, anche senza considerare le decine di milioni spesi per foraggiare i media durante la campagna vaccinale, gli stipendi principeschi ai medici vaccinatori, e i costi folli di tutto il baraccone messo in piedi per (non) “immunizzare” cittadini che non correvano alcun pericolo. A questo punto però la domanda è: se lo Stato offrisse tamponi gratuiti, all’erario costerebbero 15 euro l’uno?

Rivelazione: proprio no, i tamponi costano quasi niente. In un sito a caso, i test rapidi (validi ai fini del pass) vengono venduti al pubblico a circa 5 euro l’uno. Si tratta di un sito italiano, proviamo a spostarci in Germania? Il grossista tedesco ne offre un’ampia gamma: ad esempio, il test antigenico Roche vien via a 2,96 euro al pezzo, ma se vogliamo risparmiare c’è un test rapido certificato efficace al 97%, e riservato al personale medico e farmaceutico, che viene venduto a 1,42 € al pezzo. Sì, proprio così, neanche un euro e mezzo, altro che 15 euro.

Ora capiamo come mai in Paesi quali la Germania e i Paesi nordici, i tamponi antigenici siano offerti a tutti gratuitamente o al massimo con un contributo di 75 cent: perché se all’ingrosso sul web un tampone si vende ad un euro e mezzo, uno Stato che ne acquisti milioni li paga dieci volte di meno, cioè quasi niente. L’operazione costerebbe quanto qualche centinaio di utilissimi banchi a rotelle.

Naturalmente tamponare tutti per mesi o anni, anche gratuitamente, non può e non deve essere un’opzione. Come hanno ricordato ieri i portuali di Trieste, è il green pass ad essere un assurdo, specialmente se impostoci attraverso il tampone come strumento di tortura fisica e psicologica. Ma gli zeloti del “lo Stato non può farsi carico” devono saperlo: un tampone costa quasi niente.

Debora Billi

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