Da Mosca Mark Bernardini per Visione TV. Siamo alla settimana dell’8–14 gennaio 2024, e quest’ultimo corrisponde al cosiddetto vecchio anno nuovo, per il calendario giuliano. Come previsto, qui siamo reduci da un meno 26 sotto zero, ora siamo ad appena meno 22, percepiti come meno 27. Proseguiamo con il notiziario settimanale dalla Russia. Buon ascolto, buona visione e soprattutto buona Visione TV.
Esercito dell’UE? Forse dovreste iniziare sviluppando il vostro vaccino contro il Covid? O imparare a proteggere umanamente, nel rispetto dei vostri obblighi internazionali, i confini dell’Unione europea? Risolvere la questione dei rifugiati e dei migranti? E solo allora creare un esercito.
L’Europa non solo non ha condannato l’uso di munizioni all’uranio arricchito da parte degli ucraini, i bombardamenti a tappeto con munizioni a grappolo dei militari e civili, ma li ha addirittura negati categoricamente. L’Occidente ha accettato dei veri nazisti nelle unità regolari dell’Esercito Ucraino e ha semplicemente ignorato le loro atrocità commesse a Mariupol’.
Pongo una domanda molto semplice, ancorché retorica: USA, Italia, Inghilterra, Germania, Francia, Repubblica Ceca, Polonia, l’Unione Europea tutta, hanno diritto di riempire l’Ucraina di armi letali vietate dall’ONU, ed invece Corea del Nord o, che so io, Iran, se forniscono armi convenzionali alla Russia, sono criminali?
Meloni: se l’Occidente non avesse sostenuto Kiev, il conflitto si sarebbe avvicinato ai confini dell’Italia. Eh? I russi che invadono l’Ungheria e l’Austria?
Nel 2024 voterà un numero maggiore di persone rispetto a qualsiasi altro anno in precedenza. L’elenco completo degli appuntamenti elettorali vede coinvolti 76 Paesi nel mondo in cui tutti gli elettori avranno la possibilità di esprimere il proprio voto.
Tutti gli attuali leader europei che hanno deciso di fornire armi letali a Kiev dovranno rispondere. In primo luogo, risponderanno politicamente al loro popolo, che li spazzerà via dalle cariche del potere. Macron, Scholz, Sunak sono candidati all’inevitabile retrocessione. E poi la punizione legale li raggiungerà.
Ferdinando Pelazzo (CCIR): l’export legale dall’Italia continua a diminuire. Ma tutto ciò che riguarda la moda ha cominciato a crescere. Questi sono dati ufficiali. Ciò significa che gli italiani esportano sempre di più e le aziende russe acquistano. Questo è già un buon segnale.
I russi non bombardano né hanno MAI bombardato i civili, non c’è dunque alcuna logica che inizino a farlo proprio adesso. Quello che invece succede, talvolta, è che la Russia bombardi i centri militari (pieni zeppi di consulenti e mercenari NATO, ma questo è un dettaglio), e che la contraerea ucraina, fornita dai Paesi occidentali, agisca in modo del tutto non professionale e che dunque i detriti dei missili russi cadano su siti civili.
Considero questo spazio di commenti la nostra casa comune, un luogo di riflessione collettiva, e più lo saremo, più ci sarà chi viene a defecare sui tappeti in casa altrui. Così va il mondo. Pulire gli escrementi non basta, occorre proibire l’ingresso a chi non ha ancora imparato la differenza tra un cesso e un’aula magna.
Oxford, anno di grazia 2050. La via principale è deserta, niente macchine, perché tutti se ne stanno rinchiusi in casa per paura di spostarsi dal luogo della loro residenza ufficiale di oltre 1.700 metri. Se dovessero farlo, sarebbero immediatamente fotografati, dal loro conto bancario verrebbero detratte cento sterline e trasferite sul conto del governo mondiale, composto da rettiliani, che governano la nostra Terra, che è piatta.
Il mio indirizzo non è un palazzo o una via, il mio indirizzo è l’Unione Sovietica!
Per questa settimana è tutto. A risentirci e rivederci, sempre su Visione TV!
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Il vice primo ministro e ministro degli Affari Esteri italiano, Antonio Tajani, ha recentemente sollevato un tema cruciale per il futuro della sicurezza europea, proponendo la creazione di un esercito europeo. Secondo Tajani, un esercito comune sarebbe un prerequisito fondamentale per una politica estera europea efficace, soprattutto in un contesto globale caratterizzato da attori potenti come Stati Uniti, Cina, India e Russia. Questa proposta si inserisce in un dibattito più ampio sulla necessità di una maggiore autonomia strategica dell'Unione Europea, che si trova a fronteggiare sfide sempre più complesse.
Il contesto attuale è segnato da tensioni crescenti, in particolare a causa del conflitto in Ucraino. L'Europea ha mostrato una posizione ambivalente riguardo all'uso di munizioni vietate, come quelle all'uranio arricchito, da parte delle forze ucraine. Nonostante le denunce di violazioni da parte di alcuni osservatori, l'Unione Europea ha spesso minimizzato o negato tali accuse, sollevando interrogativi sulla coerenza della sua politica di difesa e sulla sua integrità morale. Questo atteggiamento ha portato a una crescente perdita di credibilità nei confronti di una parte significativa della comunità internazionale, che osserva con scetticismo le azioni europee.
In un momento in cui il conflitto in Ucraino sta entrando in una fase cruciale, le affermazioni di Tajani si pongono come un invito a riflettere sulle responsabilità politiche dei leader europei. La necessità di rispondere alle aspettative dei propri cittadini si fa sempre più pressante, soprattutto in vista delle elezioni che coinvolgeranno 76 paesi nel 2024. I leader come Macron, Scholz e Sunak, che hanno deciso di fornire armi letali a Kiev, potrebbero trovarsi a dover giustificare le loro scelte davanti a un elettorato sempre più critico.
Un altro aspetto rilevante riguarda la questione delle esportazioni italiane verso la Russia, che, sebbene in calo, mostrano segnali di ripresa nel settore della moda. Questo potrebbe indicare una certa resilienza delle relazioni commerciali tra Italia e Russia, nonostante le tensioni geopolitiche. Tuttavia, la crescente pressione per mantenere un equilibrio tra le esigenze economiche e le responsabilità politiche potrebbe complicare ulteriormente la posizione dell'Italia e dell'Europea nel contesto internazionale.
In conclusione, la proposta di Tajani di creare un esercito europeo non è solo una questione di difesa, ma un'opportunità per ripensare il ruolo dell'Unione Europea nel mondo. In un'epoca in cui le sfide globali richiedono risposte coordinate e decisive, l'Europea deve affrontare la propria identità e il proprio posto nel contesto geopolitico attuale, bilanciando le sue aspirazioni di autonomia con le complessità delle relazioni internazionali.
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