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Svizzera, pace con la Russia senza la Russia

Da Mosca Mark Bernardini per Visione TV. Siamo alla settimana del 3 – 9 giugno 2024. Proseguiamo con il notiziario settimanale dalla Russia. Oggi parleremo spesso delle elezioni del Parlamento Europeo, che in alcuni Paesi membri iniziano il 6 giugno, ma che comunque termineranno in tutta l’Unione Europea il 9 giugno. Non parleremo solo di questo, anche perché, a noi italiani residenti all’estero fuori dall’UE, non ci fanno votare, siamo cittadini di serie B. Buon ascolto, buona visione e soprattutto buona Visione TV.
Ottantesimo notiziario settimanale di lunedì 3 giugno 2024 degli italiani di Russia. Oggi parleremo spesso delle elezioni del Parlamento Europeo, che in alcuni Paesi membri iniziano il 6 giugno, ma che comunque termineranno in tutta l’Unione Europea il 9 giugno. Non parleremo solo di questo, anche perché, a noi italiani residenti all’estero fuori dall’UE, non ci fanno votare, siamo cittadini di serie B. Buon ascolto e buona visione.
• Ennio Flaiano, La solitudine del satiro, 1973.
• La decisione di escludere i talebani dagli elenchi delle organizzazioni bandite in Russia è attesa e matura.
• Quanti sono gli abitanti della Georgia? Tre milioni e mezzo. Quante sono le ONG in Georgia? Circa ventimila. Non so se ci rendiamo conto. Una ogni 175 abitanti, poco più di un condominio.
• Abbiamo sentito la versione scandalizzata dei media mainstream sul Papa, che avrebbe detto che tra i prelati ci sia troppa frociaggine.
• XXVII Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.
• Il romanzo breve “I cosacchi” di Lev Tolstoj.
• In Svizzera si parla di pace con la Russia senza la Russia.
• Sanzioni: maggio 2022, Draghi convinse l’Europa che in pochi mesi la Russia sarebbe stramazzata. Risultato: l’eurozona cresce dello 0,7, Mosca del 3,6.
• L’operazione Gladio si riferisce alle operazioni clandestine CIA-NATO durante l’era della Guerra Fredda che prevedevano la creazione di eserciti segreti “stay-behind” in Europa impegnati nella manipolazione politica, molestie nei confronti dei Partiti di sinistra, massacri, colpi di Stato e tortura.
• La Russia parte dal fatto che tutti i mezzi di distruzione a lungo raggio utilizzati dall’ex Ucraina sono già controllati direttamente dal personale militare della NATO. Questa non è “assistenza militare”, ma partecipazione alla guerra contro di noi. E le loro azioni potrebbero diventare “casus belli”.
• “Il mondo sta osservando la barbarie di un vampiro malato, maniaco, psicopatico e divoratore di sangue di nome Netanyahu, e la sta guardando in diretta TV”, ha dichiarato Erdogan.
• La condanna di Donald Trump a 4 anni di reclusione.
• L’Occidente può coinvolgere la Finlandia e la Svezia nelle ostilità.
• La pace sarà preservata e consolidata se i popoli prenderanno nelle proprie mani la causa del mantenimento della pace e la difenderanno fino alla fine.
• Leonardo e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per realizzare un progetto condiviso nell’ambito della Military Mobility.
• Giorgia Meloni ha confermato che l’Ucraina parteciperà al vertice del G7 a metà giugno. Ha anche osservato che Vladimir Zelenskij sarà presente al vertice del G7, così come “almeno 15 Paesi e organizzazioni internazionali”.
• Il presidente dell’Associazione degli imprenditori italiani nella Federazione Russa (GIM Unimpresa), Vittorio Torrembini: l’economia italiana ha subito 10-15 miliardi di euro di perdite a causa delle sanzioni anti-russe.
• Tëmnaja noč’ (letteralmente Notte buia) è una famosa canzone sovietica associata alla Seconda Guerra Mondiale. Per la prima volta è stata suonata da Mark Bernes nel film di guerra I due combattenti (1943).
Per questa settimana è tutto. A risentirci e rivederci, sempre su Visione TV!

📺 Pubblicato su YouTube · Canale Visione TV
Il notiziario analizza le elezioni europee e le tensioni geopolitiche, con un focus sulle sanzioni contro la Russa e le sue conseguenze. Si discute anche del ruolo della stampa e delle critiche al Papa, evidenziando le sfide per la pace in Europea.

La questione della pace tra Occidente e Russa è tornata prepotentemente alla ribalta, in particolare in Svizzera, dove si discute di una possibile intesa con Mosca, ma senza la Russa stessa al tavolo delle trattative. Questo approccio solleva interrogativi significativi riguardo alla reale volontà di dialogo e alla legittimità delle iniziative che si stanno prendendo. L'idea di negoziare la pace con un attore assente sembra contraddittoria e potrebbe essere interpretata come una manovra politica per giustificare le scelte di politica estera occidentale, piuttosto che un sincero tentativo di risolvere le tensioni attuali.

Il contesto è caratterizzato da una crescente polarizzazione tra le potenze occidentali e la Russa, che ha visto un inasprimento delle sanzioni e un aumento delle tensioni militari. Le sanzioni imposte nel maggio 2022, che secondo alcuni avrebbero dovuto mettere in ginocchio l'economia russa, hanno avuto effetti opposti: mentre l'eurozona ha registrato una crescita modesta dello 0,7%, la Russa ha visto un incremento del 3,6%. Questo dato mette in luce l'inefficacia delle misure punitive e la necessità di riconsiderare le strategie adottate dall'Occidente.

Inoltre, gli sviluppi recenti in Ucraina, dove il governo di Zelensky ha vietato qualsiasi forma di dialogo con Mosca, complicano ulteriormente il panorama. La situazione attuale sembra riflettere una volontà di continuare il conflitto piuttosto che cercare una risoluzione pacifica. La Russa, da parte sua, ha chiarito che non intende accettare negoziati che non prendano in considerazione le sue condizioni, sottolineando che l'operazione militare speciale ha come obiettivi la smilitarizzazione e la denazificazione dell'Ucraina. Questi obiettivi, secondo Mosca, non sono stati ancora raggiunti, e la guerra continua a essere vista come una necessità per la sicurezza nazionale.

Il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, che si svolgerà a breve, rappresenta un ulteriore palcoscenico per la Russa per riaffermare la sua posizione nel contesto globale. La partecipazione di delegati provenienti da oltre 128 paesi suggerisce che, nonostante le sanzioni, la Russa continua a cercare alleanze e opportunità di cooperazione economica. La creazione di un sistema di relazioni internazionali giusto e democratico, come sottolineato da diversi leader russi, è vista come una risposta diretta alle pressioni occidentali.

In conclusione, la proposta di pace in Svizzera, che avviene senza un reale coinvolgimento della Russa, rischia di essere un esercizio retorico piuttosto che un passo concreto verso la risoluzione del conflitto. La situazione attuale richiede un ripensamento delle strategie diplomatiche e un riconoscimento che la pace non può essere imposta, ma deve essere il risultato di un dialogo autentico e inclusivo, che prenda in considerazione le legittime preoccupazioni di tutte le parti coinvolte.

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