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Economia22 Aprile 2024

Superbonus, il “buco” che non c’è

Pino CabrasDi Pino Cabras·617 contenuti pubblicati
Marco Cattaneo analizza il dibattito sul presunto 'buco' di 200 miliardi nei conti pubblici causato dal Superbonus. Si evidenzia come la crescita del PIL e del gettito fiscale contrasti con le affermazioni degli euroausterici.
Punti chiave
  • Gli euroausterici parlano di un buco di 200 miliardi nei conti pubblici.
  • I crediti fiscali emessi hanno portato a una crescita del PIL.
  • L'Italia può emettere moneta fiscale senza creare debito pubblico.
  • Giancarlo Giorgetti critica la moneta fiscale, preferendo emettere titoli.
  • Il problema del debito è creato dalla scelta politica di non emettere moneta fiscale.
L'articolo

di Marco Cattaneo.

Gli ‘euroausterici’ vaneggiano a reti unificate in merito al “buco da 200 miliardi nei conti pubblici” che sarebbe stato prodotto dal Superbonus.

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Naturalmente una prima risposta ovvia a questa affermazione è che sono stati emessi 200 miliardi di crediti fiscali, a fronte dei quali è stata però conseguita una crescita di PIL e di gettito. Parlare di “200 miliardi di buco” tiene conto di un elemento (i crediti emessi) ignorando l’altro (la crescita di gettito).

Ma in realtà l’errore dell’affermazione è ancora più basilare.

Immaginiamo che un’Italia in possesso della propria moneta decida di effettuare una manovra fiscale espansiva emettendo 200 miliardi (in lire) e distribuendoli ai residenti.

E immaginiamo che dopo un anno i 200 miliardi vengono utilizzati per pagare tasse. Si crea un buco ? No, perché l’Italia può, semplicemente, emettere altri 200 miliardi. La quantità di moneta in circolazione rimane la stessa, e non c’è bisogno di effettuare alcuna manovra fiscale restrittiva.

Poi, l’Italia può decidere di offrire al pubblico 200 miliardi di titoli di Stato. A quel punto la moneta in circolazione viene sostituita da titoli per pari importo. Cambia qualcosa nella solvibilità dello Stato ? No, perché i titoli sono rimborsabili in lire.

Con i bonus fiscali immobiliari, in realtà, l’Italia si è riappropriata della possibilità di emettere moneta: moneta fiscale, per la precisione.

La moneta fiscale a un certo punto viene utilizzata per pagare tasse. Come compensa questo effetto, lo Stato ? La maniera più ovvia e semplice sarebbe emettere un pari importo di moneta fiscale. Che non è debito pubblico (come riconosciuto dalla stessa Eurostat).

Dov’è che si crea un potenziale problema ?

Si crea perché l’ineffabile ministro Giancarlo Giorgetti, senza spiegare perché, strepita che la moneta fiscale è brutta e cattiva, e quindi non se ne emetterà altra. Il che comporta di emettere titoli. Che sono denominati in euro, moneta che l’Italia non emette. Qui c’è l’incremento di debito, e qui c’è l’appesantimento della solvibilità.

Ma il motivo è solo e soltanto uno: si potrebbe continuare a emettere moneta fiscale via via che viene utilizzata, ma Giorgetti non lo vuole fare.

Capite adesso che il problema è creato ad arte?

 

Tratto da: https://bastaconleurocrisi.blogspot.com/2024/04/superbonus-il-buco-che-non-ce.html.

Pino Cabras
AUTORE
Pino Cabras
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