La questione per Joe Biden si sta facendo seria, molto seria. E questa volta non c’entra la guerra, o meglio, non solo la guerra. Molti intorno a lui sono stanchi dell’enorme, insormontabile, inaccettabile, montagna di vicende a dir poco discutibili e potenzialmente esplosive di cui Biden è  protagonista o in cui è almeno coinvolto, e si stanno adoperando per allontanarlo dalla carica, dato che del caos provocato  ormai non beneficia più nessuno, a parte ovviamente il nemico.

Fino allo scorso anno, la repubblicana Marjorie Taylor Greene era bene o male l’unica che davvero credesse nell’impeachment di Joe Biden.

Il tempo però non è stato certo galantuomo per Biden, e dopo più di un anno, invece di allontanarsi, le ombre sulla sua presidenza si sono pericolosamente addensate in gonfie nubi che promettono solo tempesta.

Diversi chiedono il suo allontanamento oltre alla Greene adesso, e ognuno di loro ha davvero buone, anzi ottime ragioni.

Al sud, al confine con il Texas,  la questione dell’immigrazione clandestina preoccupa e non poco. Il repubblicano Roy ha chiesto che Biden ed il segretario del Department of Homeland Security ricevano un impeachment perché di fatto stanno mettendo a rischio la popolazione americana. Lo stesso Roy, che più volte ha portato il problema al Congresso, ha accusato anche pesantemente l’establishment, poiché, come lo stesso ha affermato, è pronto a dare soldi a chiunque tranne che al proprio Paese per risolvere i problemi di politica interna.

Altri, come ad esempio il repubblicano Rick Scott, puntano il loro dito invece sull’aspetto cognitivo del presidente, che sembra essere in un costante e devastante declino. Si passa dalle frasi senza senso, al suo vagare senza meta alla Casa Bianca durante il recente ritorno di Barack Obama,  fino alla clamorosa stretta di mano ad ignoti, dopo un suo recente discorso. L’uomo che durante la festa di Pasqua si è visto allontanare dalla folla dal coniglietto della Casa Bianca, probabilmente perché non parlasse, è lo stesso uomo che sarebbe in possesso dei codici per le armi nucleari.  Viste le sue recenti (e passate) performance, nonché l’uso particolare della diplomazia,  glieli lascereste tra le mani? E’ stato Tucker Carlson a gridare dal suo studio per l’amor del cielo, non lasciatelo lì, fate qualcosa”.

Ma non finisce certo qui.

Il repubblicano Madison Cawthorn, il quale ha parlato anche dal palco durante un recente rally dell’ex presidente Trump, ha dichiarato “Chiunque si rifaccia allo spirito dei Padri Fondatori non può permettere che Biden sia lasciato dov’é(…)”, per poi continuare dicendo “(…) il nostro paese è governato da forze oscure e dobbiamo far sì che il despota geriatrico lasci il comando(…)”. Cawthorn, con la sua affermazione, probabilmente si riferiva al fatto che sono in molti a mettere in dubbio che Joe Biden sia davvero colui che detiene il comando e che vi siano altri (Obama? Soros?) che invece gestiscono le sue mosse, in un governo a tutti gli effetti pericolosamente eterodiretto. Forse Cawthorn spera che eliminando il burattino si mostri il burattinaio?

E poi arriva la bomba ad orologeria. L’annosa questione del laptop del figlio Hunter. L’ex consigliere della Casa Bianca, Steve Bannon, in una intervista a Sky News, ha dichiarato che vi sarebbero almeno una dozzina di repubblicani che proprio in questi giorni starebbero pensando all’impeachment per Biden sulla base del contenuto del computer del figlio. “Non si parla più solo di Hunter Biden, ma di legami diretti tra la famiglia Biden, ed in particolare Joe Biden, il quale avrebbe preso soldi dal partito comunista cinese.” Ma non solo. Nel laptop from hell vi sarebbero email di accordi di affari che vedono al centro il big guy (alias Joe Biden) a cui sarebbe dovuto andare parte delle provvigioni per gli affari poco puliti del figlio, nonché altri elementi che fanno pensare ad incontri diretti tra il big guy e gli amici di Hunter.

Ad appena un anno e poco più dal suo insediamento, adesso la tenuta della presidenza di Joe Biden sembra davvero appesa ad un filo e pare ormai ricevere critiche su tutti i fronti. Ci sono quindi buone probabilità che in Congresso qualcuno possa far passare l’impeachment. Dunque, se e quando Biden verrà rimosso dal suo incarico, come si riassesterà il quadro geopolitico del conflitto ormai in atto?

Sicuramente ne beneficerà il nemico che avrà tempo per organizzarsi di conseguenza.

MARTINA GIUNTOLI

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