Quando pensiamo di aver visto tutto, il mainstream riesce sempre a sorprenderci con brillantissimi effetti speciali. L’ultimo artificio, ma solo in ordine di tempo, è un servizio andato in onda ieri sera al Tg2: il bombardamento di Kiev. Peccato fosse solo un videogioco.

Come hanno scoperto i gamers più esperti, infatti, la tv pubblica nazionale ha mandato in onda immagini tratte dal videogame War Thunder, spacciandole per guerra vera. I professionisti dell’informazione si saranno accorti dell’errore? O forse non è davvero un errore? Perché dopo questi due anni si ha l’impressione che i media abbiano letteralmente fatto a gara nel cercare i modi peggiori per impressionare il loro pubblico.

Puntuali ad ogni guerra riecco le inviate Rai con l’elmetto, che si prodigano nel raccontare scenari terribili di imminenti bombardamenti mentre sullo sfondo c’è  gente che passeggia tranquillamente, coppie abbracciate o addirittura bambini che giocano. Poche ore fa sono state diffuse foto di aerei russi abbattuti, ma l’immagine, vecchia di anni, risale probabilmente all’abbattimento di un aereo saudita.

E se commettiamo l’ errore di pensare che solo gli italiani utilizzino queste strategie da quattro soldi per intrattenere gli spettatori, dovremo farcene una ragione. Il podio include anche altre nazionalità. Si distinguono per inventiva reporter tedeschi (dotati di elmetto anche loro) che raccontano di gente che si nasconde nei sotterranei a prova di bomba, mentre i cittadini alle loro spalle stanno serenamente entrando nella stazione metro per recarsi al lavoro. O altri che, probabilmente d’accordo con  le giornaliste di Rai2, riproducono la scena in assetto da guerra circondati da gente che fotografa il panorama.

Sul podio anche gli spagnoli che riprendono la strategia italiana del videogioco con mega bombardamenti, per la precisione utilizzano ArmA3, un gioiello di grafica ed esplosioni, particolarmente adatto alla situazione “allarme in Ucraina”.

Ancora sorpresi? Non dovreste. Ma cosa ci possiamo aspettare dai soliti noti professionisti dell’informazione che ci hanno raccontato la vicenda (o piuttosto il copione)  Covid negli ultimi due anni?  Oppure, ci siamo già dimenticati di Enrico Mentana che manda in onda immagini tratte da Project X?

Era il 7 gennaio del 2021 e si discuteva animatamente su come la democrazia internazionale fosse in grave pericolo a causa dell’insurrezione del giorno precedente a Washington DC. Ecco che arriva in studio su La7 un filmato dove si vede un tipo super palestrato, muscoli lucidissimi,  con tanto di lanciafiamme ed esplosioni alle spalle, che secondo Mentana si sta avvicinando per colpire il Campidoglio a Washington DC.

L’ospite in onda con lui rincara la dose e sconfessa anche quelli che all’epoca si chiesero se le immagini non fossero state altro che  un semplice  errore, una svista “si, Enrico, confermo che i social americani rilanciano la notizia che scene simili stiano avvenendo davanti ad altri Campidogli locali”. Ha confermato, possiamo stare tranquilli.

Più indietro ricordiamo sicuramente le fosse comuni al Central Park di New York, oppure le bare di Lampedusa, che ad agosto 2021 hanno causato problemi anche a  Simona Ventura che in un suo film aveva provato a riutilizzare le stesse immagini del 2013, o ancora i manichini per riempire le terapie intensive Covid, o molto molto altro ancora.

La domanda a questo punto è perché accade. Perché i media sentono il bisogno di propinare materiale falso, visto ormai la truffa è davvero troppo estesa e troppo sistematica per essere un banale errore? Beh, se guardiamo agli ultimi due anni, la risposta sembra chiara. Si vuole costruire una narrativa interamente pilotata, per imporre cosa è bene e cosa è male secondo il sistema. E per un certo periodo ci sono anche riusciti, dobbiamo riconoscerlo. La gente si è affidata solo a loro e hanno incamerato quanto proposto.

Tuttavia, chi ormai è uscito dalla imposizione dei MSM e ha legittimamente cercato altre fonti a cui attingere, si pone un’altra gravosa domanda. Ma chi ci ha mentito in maniera così spudorata adesso, su quanto altro ci ha mentito in passato?

MARTINA GIUNTOLI

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