Studenti contro il green pass, ovvero: i giovani non sono tutti sottomessi

Ha fatto discutere, nei giorni scorsi, il caso di Silvia, la studentessa di Filosofia a Bologna che si è rifiutata di uscire dall’aula in quanto sprovvista di certificazione verde, e di cui Visione TV aveva già parlato una settimana fa. Questa novella Rosa Parks anti-green pass è stata al centro anche dei quotidiani nazionali, e puntualmente è arrivata la macchina del fango su di lei da parte dei media e della sua docente allineata. Silvia parrebbe lasciata sola in questa sua battaglia, in mezzo a professori e studenti completamente asserviti al pass verde e mentre il mondo del lavoro si sta mobilitando contro il green pass, in particolare i portuali e i camionisti, la sfera dell’istruzione sembra accettare senza fiatare le assurde restrizioni del governo Draghi.

Silvia, che in realtà è di Biella, è, come la succitata Rosa Parks, solo il volto di un movimento studentesco che silenziosamente (ma nemmeno tanto) è ben presente in tutti gli atenei d’Italia: si tratta degli studenti contro il green pass, un movimento studentesco organizzato sul territorio nazionale che si sta opponendo all’obbligo della certificazione verde.

Si tratta quindi di ragazzi che non intendono piegarsi. Questo smentisce le geremiadi di tanti sui “giovani d’oggi” che, rimbambiti da idoletti pop usati come tool di propaganda tipo Fedez, accetterebbero le assurde imposizioni del governo Draghi.

“Studenti contro il Green Pass – si legge sulla loro pagina social– ritiene il Green Pass uno strumento di controllo sociale, di limitazione della democrazia e dei diritti ad essa connessi. Giudica l’esclusione degli studenti universitari non in possesso dello stesso un ricatto politico inaccettabile e per questo, come movimento, non può che rifiutare nettamente qualsiasi compromesso con il governo Draghi. Noi incoraggiamo gli studenti a rifiutare la tessera verde, a non sottoporsi a tampone – a pagamento o gratuito che sia – per ottenerlo e a pretendere l’accesso alle università in presenza senza Green Pass. Essendo questo un diritto degli studenti non possiamo che pretendere che esso venga totalmente e integralmente rispettato dal governo e dalle università e non possiamo che incoraggiare gli studenti ad esercitarlo in maniera piena e senza elemosinare concessioni non dovute dall’alto”.

Questi ragazzi hanno già espresso la loro piena solidarietà a Silvia e ai portuali di Trieste, ma sono anche attivi in prima persona, con diverse iniziative: hanno partecipato a manifestazioni come i no paura day.

Sono soli? Come ben sappiamo ci sono diversi docenti che hanno firmato contro il green pass, e che non hanno lasciato soli i loro studenti: è successo a Napoli ad esempio, dove il professor Cappelli ha tenuto una lezione all’aperto e ha dato il suo appoggio agli studenti facendo paralleli tra quello che sta accadendo e il nazismo. Tra i professori che danno maggiore appoggio agli studenti no green pass spiccano Ugo Mattei e Andrea Zhok. Ma anche quando gli studenti non hanno l’appoggio dei professori, questi ultimi non si arrendono: a Palermo gli studenti hanno sfilato contro il green pass e ha inviato una lettera ai docenti.

I media mainstream si sono accorti comunque del movimento, e non mancano anche  interviste al neomovimento attivo in particolar modo su Telegram e nei campus universitari.

Gli studenti no green pass di Pavia, questo sabato, ricorderanno la figura di Giorgio Errera, docente di chimica all’università di Pavia che fu uno dei pochi docenti universitari italiani che rifiutò il giuramento al fascismo.

E’ quindi sbagliato pensare che Silvia sia sola in questa lotta contro l’imposizione del lasciapassare negli atenei. E’ sbagliato pensare che i ventenni si siano arresi: la cosiddetta “assenza dei giovani” nelle lotta al green pass è solo parzialmente silenziata. Ma c’é.

ANDREA SARTORI

Visione TV

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