Basta mascherine a scuola: genitori, insegnanti e studenti scrivono al presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La lettera, indirizzata anche ai ministri Orazio Schillaci (Salute) e Giuseppe Valditara (Istruzione), porta le firme di Collettivo Scuola Piemonte, Collettivo per la Scuola Fvg e Gruppo Gli Sportivi. Le prime due sigle fanno parte della Rete nazionale scuole in presenza. La terza organizzazione unisce invece genitori che si sono battuti a favore dei ragazzini esclusi dalle attività sportive perché sprovvisti di green pass.

Nelle scuole l’unico obbligo legato al Covid ancora in vigore riguarda l’uso delle mascherina Ffp2 al di sopra dei sei anni d’età. Bisogna indossarla innanzitutto in caso di sintomi respiratori lievi, come la tosse e il raffreddore: la lettera chiede di eliminare questa restrizione, alla luce del fatto che il nuovo governo dimostra di voler adeguare i provvedimenti datati marzo 2022 alla realtà dei fatti”, anche con il reintegro dei medici non vaccinati.

Il documento auspica inoltre il ritiro delle norme sull’auto-sorveglianza: queste ultime prevedono l’obbligo di mascherina al chiuso o in caso di assembramenti per i 10 giorni successivi al contatto con una persona risultata positiva, nonché l’obbligo di effettuare un test alla comparsa dei primi sintomi. Se se i sintomi restano, altro test al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto.

I firmatari sottolineano che per i bambini e i ragazzi il Covid rappresenta un rischio trascurabile. I protocolli, scrivono, sono decaduti in agosto e le disposizioni ora in vigore non attribuiscono alla scuola un ruolo coercitivo o di controllo. Dunque, si legge in sostanza, nessuno può imporre distanziamenti, merenda al banco, isolamento ai primi sintomi e mascherina a bambini “che sono a tutti gli effetti sani”.

I firmatari rilevano poi che l’idoneità delle Ffp2 non è mai stata certificata per i bambini e i ragazzi con meno di 18 anni. Rilevano anche che numerose pubblicazioni ne mettono in dubbio l’efficacia a scuola e ne segnalano “la potenziale dannosità per la salute, lo sviluppo e l’apprendimento”. Le istituzioni, si legge nella lettera, non hanno mai fornito uno studio su rischio-benefici delle mascherine a scuola. La gestione della pandemia ha avuto “conseguenze drammatiche su apprendimento e abbandono scolastico”. Si è anche verificato un “aumento documentato nell’incidenza di patologie psichiatriche in età pediatrica e adolescenziale”.

Di conseguenza, i firmatari rivendicano “il diritto costituzionale a una scuola libera quale ambiente educante, stimolante e sereno”. Annunciano che continueranno a vigilare, dal momento che il diritto all’istruzione non può essere sottoposto “a condizioni o limitazioni a carattere sanitario in assenza di evidenze scientifiche comprovate”.

Cliccando qui si può leggere il testo integrale della lettera.

GIULIA BURGAZZI

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