Silvana De Mare attacca le associazioni di categoria dei medici italiani. "Anche i più ignoranti potevano capire gli errori imposti al tempo del covid. C'era certamente malafede..."

Silvana De Mari, medico e scrittrice, ha recentemente dichiarato di essere fiera di non far più parte dell'ordine dei medici italiani, un'affermazione che ha suscitato un acceso dibattito. La sua radiazione dall'albo è avvenuta in seguito a una serie di posizioni critiche riguardanti le politiche sanitarie adottate durante la pandemia di COVID-19. De Mari ha messo in discussione l'efficacia dei vaccini e ha criticato il protocollo ministeriale che, a suo avviso, ha portato a un uso inappropriato di farmaci e trattamenti.
Secondo De Mari, le misure adottate durante la pandemia, come l'uso di tachipirina e vigile attesa, sono state inefficaci e basate su una scarsa comprensione scientifica. Ha definito il vaccino anti-COVID "criminale" e ha sostenuto che la somministrazione a gruppi vulnerabili, come anziani e donne in gravidanza, fosse priva di fondamento scientifico. La sua posizione si basa sull'idea che gli ordini medici abbiano seguito ciecamente le direttive governative, dimostrando una mancanza di autonomia e responsabilità professionale.
La De Mari ha anche messo in luce un aspetto più ampio, sostenendo che la pandemia ha rappresentato un esperimento sociale volto a controllare la popolazione. Ha affermato che i medici avrebbero dovuto opporsi a queste misure, e che la loro accettazione ha evidenziato una crisi di integrità all'interno della professione. La sua critica si estende oltre il COVID-19, toccando temi come l'aborto e la morale medica, evidenziando una visione di un ordine professionale incapace di difendere i principi etici fondamentali.
Le dichiarazioni di De Mari si inseriscono in un contesto di crescente polarizzazione sull'argomento vaccinale e sulla gestione della pandemia. Mentre molti professionisti della salute sostengono che i vaccini siano stati una risposta cruciale per contenere la diffusione del virus, altri, come De Mari, mettono in discussione la loro sicurezza e efficacia. Questa divergenza di opinioni ha portato a un acceso dibattito pubblico, con molteplici voci che si confrontano su un tema che continua a dividere la società.
La posizione di De Mari, che ha deciso di distaccarsi ufficialmente dall'ordine dei medici, rappresenta un caso emblematico di dissenso all'interno della comunità medica italiana. La sua scelta di non voler pagare le quote associative per un ordine che considera compromesso e non rappresentativo delle vere esigenze dei pazienti è un segnale di una crisi di fiducia che potrebbe avere ripercussioni significative sulla professione medica e sulla sua reputazione nel pubblico.
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