Questa pagina è stata proposta per la cancellazione”. Altro avviso, sottostante: “La rilevanza enciclopedica di questa voce è stata messa in dubbio”. Benvenuti su Wikipedia, il Grande Fratello 2.0. Vittima della censura: il professor Pietro Ratto, una delle voci più coraggiose dell’Italia libera. Tenace, colto, indipendente. Qualità ormai imperdonabili, di questi tempi?

Non siamo a Kabul fra i Talebani, né sotto il regime iraniano degli ayatollah. Non siamo nemmeno sudditi del feroce dittatore Putin. Macché, siamo nella democratica Italia. Il paese che ha appena finto, il 2 giugno, che ci fosse ancora qualcosa da festeggiare. L’Italia: dove fino all’anno scorso era facilissimo perdere il lavoro, se non si accettavano i diktat psico-sanitari. È successo anche a Ratto, che ha dovuto smettere di insegnare storia e filosofia.

IL MILITE IGNARO

Ti puoi sempre rifugiare fra i tuoi libri, reinventandoti come scrittore a tempo pieno? Certo, ma i guardiani non demordono. Ti braccano, ti assediano, ti spengono. Ti cancellano dall’anagrafe dei viventi. Obiettivo: fare in modo che tu smetta di esistere, come personaggio pubblico. Sei anche giornalista, storico, filosofo e saggista? Tanto peggio: motivo in più per tapparti la bocca. Specie se hai osato affrontare temi scottanti.

Ed ecco la persecuzione in epoca post-pandemica, in tutta la sua geometrica potenza. Canali oscurati, “shadow banning”, sanzioni. Conferenze ostacolate nelle scuole. E totale congiura del silenzio sull’ultimo libro, “Il milite ignaro” (ByoBlu), che esamina le reazioni avverse – dopo i vaccini – subite da tanti soldati: un calvario. Dulcis in fundo, anche la simbolica pietra tombale: la cancellazione da Wikipedia.

VOGLIONO RIDURMI ALLA FAME”

Il che, oltretutto, rischia anche di tradursi in una quasi-catastrofe personale, economica. «Chi gestisce l’oscuramento ai miei danni lo sa benissimo: io vivo di questo, vivo dei miei libri e delle mie conferenze», ammette l’autore. «Mi stanno colpendo al cuore: sanno benissimo che in questo modo mi uccidono. Sto tenendo duro, ma non è facile. A un certo punto non ce la farò più».

Si possono ascoltare, parole simili, nell’Italia del 2023? Ebbene sì. Ratto si è appena sfogato su YouTube, ospitato da Gianluca Lamberti. Quella che denuncia è una sorta di vivisezione, senza anestesia. «La censura sta facendo un ottimo lavoro. I miei canali sono bloccati, raggiungono ormai solo il 4-5% degli iscritti. Su Facebook, una pagina che diciotto mesi fa aveva due milioni e mezzo di visitatori è calata a 150.000 dopo una serie di restrizioni che mi sono state imposte lo scorso novembre».

I CENSORI DI FACEBOOK

Una breve risalita, poi il nuovo crollo: colpa di un post critico nei confronti di Enrico Mentana, il fondatore di “Open”, rivista pagata proprio da Facebook per colpire le voci più scomode. Risultato: «I post che raggiungevano in media 30-40.000 persone oggi ne raggiungono appena 300». Conseguenza: «Non riesco più a far sapere alle persone dove vado, quando e dove parlo in pubblico».

Rabbia e sconcerto: «Non riesco neppure a garantire un minimo di informazione sul mio nuovo libro: e quest’ultima restrizione è stata organizzata proprio in concomitanza con l’uscita del volume, in modo da chiudermi la bocca». Di recente, Ratto è stato in un liceo, per una conferenza organizzata dagli studenti. «Fino all’ultimo, il provveditorato aveva fatto di tutto, perché l’incontro non si tenesse. Poi in quella sede mi è stato proibito di parlare del mio ultimo libro. E ai presenti in sala è stato vietato di fare riprese video: come se si vergognassero di me, nemmeno fossi un brigatista».

SMASCHERATO IL VERO POTERE

Di brigatisti (veri), Pietro Ratto aveva parlato nel libro “L’Honda anomala”. Ripercorre la strage di via Fani e mette l’accento su quella presenza sconcertante: una moto con a bordo uomini dei servizi segreti. Prima ancora, il professore – con alle spalle lavori su Kant – aveva fatto parlare di sé con il libro-inchiesta “Le pagine strappate”, riesumando documenti esclusivi sulla rocambolesca vicenda della “Papessa Giovanna”.

Un curriculum ideale, insomma, per entrare nelle grazie dei poteri forti. Vocazione confermata negli ultimi anni con i libri sulle grandi dinastie del denaro: Rothschild, Warburg e Rockefeller. Svelando il loro vero peso, anche in ambiti insospettabili: come la scelta dei libri destinati alla scuola. Tema analogo quello di “Lobbying” (2021), che evidenzia le pressioni occulte delle multinazionali su Parlamenti e governi.

L’INDUSTRIA DEI VACCINI

Sa come prendere il toro per le corna, il professor Ratto. Nel 2020 è riuscito a picchiare molto duro: “L’industria della vaccinazione”, pensato e scritto prima ancora dell’esplosione del delirio pandemico, mette in piazza gli intrallazzi tra Big Pharma e la sanità pubblica. A fine anno, un instant book dal titolo ancora più esplicito: “Cronache di una pandemia. I primi nove mesi di un incubo”.

Non si è fatto mancare niente, Ratto, nei suoi tanti libri: dalla denuncia dello sfascio del sistema scolastico devastato dal neoliberismo, fino ai retroscena del terrorismo internazionale “fatto in casa” (11 Settembre). Un intellettuale poliedrico, un vero umanista. Già musicista, poi collaboratore del quotidiano “La Stampa”. Direttore di collane per l’editrice Bibliotheka. Vincitore di premi letterari (Gozzano, Giovane Holden).

MORTE CIVILE: PERSECUZIONE

Un autore di successo, Pietro Ratto: tradotto anche in Francia e in Spagna. E ora messo all’indice, proprio in Italia. Obiettivo: silenziarlo, farlo letteralmente scomparire. Troppo fastidioso, perché autorevole. Sicché i censori non si fermano, non basta il bavaglio: puntano all’embargo, allo strangolamento economico. Sembra un traguardo a cui mirano con notevole cinismo: l’eretico va zittito e, alla fine, preso per fame.

Dall’avvento del Green Pass – dice – abbiamo assistito a sospensioni dal lavoro a catena: «E le persone sospese sono le stesse, più o meno, che comprano i miei libri». Metterle in crisi non aiuta certo a vedere copie. «Inoltre, in generale, siamo comunque in una crisi editoriale fortissima. I temi che io tratto vanno crescendo, in pericolosità. Così, i grandi web store hanno iniziato a dare per “non disponibili” i miei titoli, nonostante ne avessero gli scaffali pieni».

Caccia all’uomo, senza tregua. «Ho anche una piattaforma in abbonamento, sul sito “Boscoceduo.it”, che è calata vertiginosamente». Motivo? «Non posso neanche più pubblicizzare le nuove conferenze che gli abbonati trovano online». Idem per i tanti corsi, nella sezione video “home schooling”. «È tutto un attacco al cuore, ve lo assicuro». Che meraviglia, la repubblica democratica fondata sul lavoro.

GIORGIO CATTANEO

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