Spingere, anzi obbligare gli italiani ad utilizzare solo sistemi di pagamento digitali e tracciabili : sembra questa la strategia del Governo che ha preso di mira l’uso del contante, cercando di limitarne al massimo l’uso.

Dopo l’azzeramento delle commissioni sui pagamenti tramite carta si è cercato di sedurre  i consumatori con i vari bonus, ad esempio il cashback di stato, che prometteva un rimborso istantaneo di una parte dell’importo se la transazione avveniva elettronicamente.

Adesso si passa alle maniere forti: gli sportelli Atm, i Bancomat, iniziano a diventare introvabili.

Sono quasi duemila gli sportelli bancari chiusi nel 2021, seguendo un trend in discesa che è in atto da tempo. Nel 2009 il numero degli sportelli bancari in Italia era di poco più di 34mila, scesi a di 27mila nel  2017 e via via sempre meno, fino ai poco più di 21mila del 2021.

Tutti i dati sono verificabili nel dettaglio nella pagina ufficiale della Banca D’Italia.

Esaminandola attentamente balza all’occhio che nell’anno corrente sono 2.800 i comuni italiani che addirittura non hanno neanche uno sportello ATM, molti di essi  al Sud Italia, e prelevare contante diventa sempre più difficile, gli sportelli Atm sono diventati un elemento sempre meno frequente nell’arredo urbano.

A ciò si somma l’aumento delle commissioni che oggi mediamente si attesta ad 1 euro per ogni operazione e  dal 1° gennaio 2023 scatterà anche  la riduzione a 1.000 euro della soglia oltre la quale si applica il divieto al trasferimento del contante fra soggetti diversi.

Si parla ancora una volta di Europa, di elevare l’Italia sullo stesso livello degli altri Paesi europei maggiormente emancipati dall’uso del denaro contante: l’idea sarebbe quella della lotta spietata all’evasione fiscale, passando alla moneta digitale, tracciabile e quindi sorvegliabile.

Ma anche se fosse vero che pagare il caffè al bar possa ridurre l’evasione fiscale, qual’è il prezzo da pagare in termini di libertà personale? Un mondo senza contante, innanzitutto, conferirebbe un potere enorme agli istituti finanziari questo è evidente, da anni si agevola  la politica di chiusura delle filiali sempre orientata al taglio delle spese. Ma conferirebbe un potere sproporzionato anche ai Governi: abbiamo già visto cosa è successo in Canada, con centinaia di camionisti che protestavano contro il Green pass che si sono visti bloccare il conto corrente dal Governo Trudeau.

Quello canadese è il caso più eclatante ma non è certo unico, perchè digitalizzare la moneta significa delegare la gestione del proprio patrimonio a chiunque possa averci accesso.

E poi c’è la questione privacy. Quanti di noi, per comodità o per paura di smarrire la carta, utilizzano il cellulare per pagare? Incrociare i dati personali, dati bancari, caratteristiche del bene acquistato, spesa e posizione geografica è un gioco da ragazzi, visto che le clausole che accettiamo accedendo a certi servizi  prevedono anche questa invasività di controlli.

ANTONIO ALBANESE

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